Salario giusto, incentivi, caporalato digitale: cosa c'è nel decreto Primo maggio
Via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento sul lavoro. Il dl stanzia quasi un miliardo di euro «per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali rivolti a giovani under 35, donne e lavoratori in area Zes». Meloni: no a incentivi pubblici sui contratti pirata. Previste anche una serie di norme a favore dei rider

Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Lavoro, varato in vista del Primo maggio, che contiene le misure sul salario giusto, gli incentivi all'occupazione e il contrasto al caporalato digitale. «Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione», ha detto la premier Giorgia Meloni, che si è presentata in conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme alla ministra del lavoro Marina Calderone, alla ministra per la famiglia Eugenia Roccella, e ad Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Il decreto legge, ha spiegato Meloni, «interessa più o meno 4 milioni di lavoratori e quindi interviene su una massa critica molto importante del lavoro in Italia. Parliamo ovviamente dei lavoratori del settore privato». Il provvedimento «stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali rivolti a giovani under 35, donne e lavoratori in area Zes» ha aggiunto la presidente del Consiglio spiegando che a questo proposito c'è «una novità molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto: si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore». Con il dl lavoro inoltre «chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici», ha detto Meloni aggiungendo che con il decreto si dice "sì al salario giusto e sì a una contrattazione di qualità». Inoltre, ha confermato la presidente del Consiglio, «il decreto prevede una serie di norme per combattere quello che è stato definito il caporalato digitale che colpisce come sapete in particolare i rider».
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