Elly Schlein ha aperto alla patrimoniale, che non piace ai Cinque Stelle

Prime notizie dal cantiere del programma del centrosinistra: Giuseppe Conte (M5s) si è detto contrario alla tassa per i super-ricchi. Avs e Più Europa chiedono invece la cannabis legale. Tutti i nodi del programma del campo largo
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November 3, 2026
Elly Schlein ha aperto alla patrimoniale, che non piace ai Cinque Stelle
Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni
Attesa a giorni (se non a ore) la convocazione per il primo incontro dei rappresentanti del campo largo chiamati a una prima scrematura del programma comune, che preluderà alle primarie a febbraio. Poche le notizie che filtrano dai piani alti dei partiti, ma dopo gli impegni presi da Pd, M5s e Avs, è difficile pensare che l'incontro verrà procrastinato. Anche per evitare polemiche, viste le indiscrezioni che filtrano. Come quella della patrimoniale, caldeggiata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che – come il leader di Più Europa Riccardo Magi – sul piatto mettono anche la legalizzazione della cannabis.
Al Nazareno si lavora per mettere insieme i diversi contributi arrivati dai dipartimenti, ai quali se ne potrebbero aggiungere di nuovi, richiesta a personalità esterne al partito ma di area, che offrirebbero autorevolezza a punti da inserire in agenda. Secondo quanto riporta HuffPost, che avrebbe visionato la bozza, sarebbero sei i punti già messi nero su bianco (scuola, cultura, welfare, lavoro, giustizia, economia). Non ci sarebbero ancora le linee di politica estera e di difesa, che restano nodi più difficili da sciogliere.
Ma non saranno una passeggiata neppure i punti fermi di Avs. Sulla patrimoniale il presidente M5s Giuseppe Conte ha già detto di essere contrario. Elly Schlein, invece, potrebbe aprire alla tassa per grandissimi patrimoni, anche in linea con un lavoro che sta facendo la Ue. Sulla richiesta di «combattere le mafie» legalizzando la cannabis insiste Più Europa, ma resta per ora il silenzio degli altri alleati.
Work in progress, insomma, mentre ogni partito sceglie gli sherpa che precederanno il lavoro di limatura dei leader. Per ora solo Iv ha comunicato che per i renziani ci saranno Maria Elena Boschi e Raffaella Paita. Per i dem a dare le prime indicazioni è ancora Igor Taruffi, fedelissimo della segretaria, che ieri non ha escluso affatto un ragionamento sulla opportunità di redistribuire ricchezze, anche per reperire fondi per le politiche che saranno nell'agenda del campo progressista. Con il responsabile dell'organizzazione (convinto che a fine mese il lavoro sarà completato e che «avremo il programma sei mesi prima del voto»), potrebbe esserci Marta Bonafoni.
Non è comunque il programma comune l'unico nodo da sciogliere. La battaglia per la premiership tra Schlein e Conte continua a esacerbare gli animi. E non lasciano indifferenti le considerazioni del «guru» del Pd Goffredo Bettini, da sempre vicino a Conte e che con il leader di M5s ha condotto l'operazione Onorato per portare dentro alla coalizione un soggetto centrista alternativo a Renzi: «È più difficile per quelli dei 5 Stelle votare Schlein, sono un pochino più settari».
La segretaria vola alto e non si lascia imbrigliare nelle polemiche, convinta di avere tutte le carte per vincere. Quanto a Renzi, anche Bettini concorda con Schlein che non se ne deve fare a meno. Allo stato, l'unico autoescluso è il Prc di Acerbo, che potrebbe tornare in gioco in un secondo momento. «Qui bisogna fare politica», incalza il vicepresidente di Iv Enrico Borghi. Mentre da Azione, Carlo Calenda si chiede come faccia Renzi a lasciarsi umiliare dal centrosinistra. Ma anche Alessandro Onorato risponde picche all'ex premier fiorentino, che aveva tentato di mettere insieme i tanti soggetti nuovi. Di qui la quasi certezza che alle primarie ci saranno più concorrenti. E che si andrà a un doppio turno, con eventuale voto online, su cui i riformisti dem convincono la segretaria a vigilare.

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