Meloni (per ora) osserva, le opposizioni esultano: l'effetto Trump sulla politica italiana
Forza Italia già guarda avanti: Usa interlocutore strategico sempre. Schlein: la speranza delle persone più forte dell'arroganza delle destre. La posizione cauta di Palazzo Chigi: che fare ora?

Gli interrogativi si accavallano. E ora? Come reagirà Trump? Cosa ci dobbiamo aspettare sulla Nata e sull'Ucraina, sull'Iran e sull'energia? Ai piani alti di Palazzo Chigi c'é la sensazione che il tracollo del presidente americano avrà conseguenze pesanti. E quelle conseguenze vanno disinnescate subito. Meloni non parla. Osserva. Aveva messo in conto il risultato e si è tenuta a distanza. Aveva riflettuto con i suoi collaboratori più stretti sull' «imprevedibilità e inaffidabilità» di Trump ma ora ci sono i numeri. Ora i timori della vigilia prendono forma dietro gli exit pool tematici: il 75 per cento degli elettori americani non si fida del Presidente. Un voto annunciato, una disfatta prevedibile e Giorgia Meloni aveva scelto di tenersi alla larga dall'ex amico Donald. Nessun endorsement. Nemmeno da Matteo Salvini. Ma ora la scelta del tenersi a distanza basta? E come si muoverà la premier? E soprattutto come proverà ad arginare la narrazione delle opposizioni che in queste ore legano la sconfitta di oggi di Trump a quella di domani di Meloni. A metà mattinata sulle agenzie non c'è molto di reazioni italiane. Ma le parole di Riccardo Magi, il segretario di Più Europa confermano i timori di Palazzo Chigi. «Trump ha sconvolto il mondo con le sue guerre per arricchire se stesso e i suoi amici petrolieri, ha cercato di trasformare il sistema democratico americano in una oligarchia, ha reso gli Stati Uniti un posto meno sicuro per gli americani stessi... È stato ed è tuttora il modello di governo che il nostro esecutivo ha cercato di emulare, causando all'Italia un isolamento mai visto prima. In tutto questo, negli Usa come in Italia e come in Europa, la destra a trazione trumpiana ha provocato una crisi economica senza precedenti, indebolendo la classe media e annientando i ceti meno abbienti. Trump ha pagato il prezzo della sua prepotenza e dei suoi disastri alle elezioni di Mid Term. Meloni la pagherà alle politiche». Ecco l'affondo. Prevedibile. Anzi inevitabile.
Ed ecco l'offensiva delle opposizioni prendere forma. «Dalle piazze italiane alle urne americane che hanno bocciato Trump i cittadini dimostrano di non poterne più di guerre illegittime, corsa al riarmo e alle spese militari, rincari, carovita, tagli e diritti che valgono fino a un certo punto. Il segnale giunto stanotte dagli Stati Uniti è un monito che parla a tutti: la partecipazione di chi esprime l'urgenza di voltare immediatamente pagina è fondamentale. Possiamo davvero cambiare le cose», scrive il leader del M5s Giuseppe Conte su Facebook. Il governo osserva silenzioso. E così i leader delle forze della maggioranza. Ancora interrogativi. La disfatta del Midterm alimenterà nel presidente americano la volontà di rivalersi, con possibili ripercussioni soprattutto sui rapporti con l'Europa? Meloni potrebbe tornare a fare i conti con un atteggiamento ostile da parte di Trump? Lega e Fratelli d'Italia scelgono (almeno nelle ore immediatamente successive al voto) il silenzio. Ma i moderati del centrodestra no. Maurizio Lupi è netto: «Il risultato elettorale manda un messaggio chiaro: gli elettori premiano responsabilità e moderazione, due valori fondamentali per affrontare le grandi sfide di questo momento. Oggi più che mai è necessario rafforzare il dialogo e la collaborazione tra le democrazie occidentali, evitando divisioni e lavorando per un rapporto solido e costruttivo tra Europa e Stati Uniti». Poi Isabella De Monte, vice responsabile del dipartimento Esteri di Forza Italia: «Il voto è un fatto interno agli Stati Uniti e alle loro dinamiche democratiche, di cui prendiamo atto con il massimo rispetto istituzionale. Per l'Italia e per l'Europa, l'America è e rimane un interlocutore strategico imprescindibile, e tale continuerà a essere a prescindere da chi saranno gli interlocutori politici a Washington». Insomma si guarda avanti e anche a Palazzo Chigi capiscono che sarà vitale aprire canali di dialogo con chi verrà dopo Trump. Intanto le opposizioni continuano a cavalcare la disfatta di Trump: «La voglia di cambiamento ottiene la maggioranza alla Camera e al Senato. La speranza delle persone è più forte dell'arroganza di queste destre al potere. E l'unità è più forte di chi ci vuole dividere», commenta la segretaria del Pd, Elly Schlein che manda la sua “cartolina” a Palazzo Chigi: «Batteremo queste destre che portano soltanto guerre, divisioni, recessione e carovita. Per difendere la dignità delle persone e del lavoro, per l'eguaglianza e il diritto a un futuro migliore».
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