Meloni insultata dalla tv russa, Tajani convoca l'ambasciatore. Solidarietà del Colle

L'alfiere della propaganda di Mosca, Vladimir Solovyov, alla premier: «Fascista. Vergogna della razza umana». Sdegno unanime delle opposizioni
April 21, 2026
Meloni insultata dalla tv russa, Tajani convoca l'ambasciatore. Solidarietà del Colle
Vladimir Solovyov, giornalista e conduttore televisivo di Russia 1 / Ansa
È già un caso diplomatico l’attacco del giornalista e presentatore russo Vladimir Solovyov alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Fascista. Cattiva. Vergogna della razza umana»: questi sono solo alcuni degli epiteti rivolti alla premier, tra cui insulti irripetibili e appellativi sessisti come un «p….Meloni». Tutti pronunciati in lingua italiana nel corso di una puntata di Polnyj Kontakt (Full Contact), un programma televisivo di informazione e opinione molto famoso in Russia e trasmesso dai media filogovernativi. Solovyov, che è notoriamente vicino alle posizioni del presidente Vladimir Putin, ha attaccato la premier anche sulle recenti prese di distanza dalla Casa Bianca: «Il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito i propri elettori candidandosi con slogan ben diversi. Ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà». Il conduttore non ha risparmiato nemmeno l’Ue: «L'Europa è entrata in guerra diretta con noi, lo abbiamo sentito dalle dichiarazioni di Merz».
Immediata la reazione italiana: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato l’ambasciatore russo Alexey Paramonov alla Farnesina «per presentare formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Solovyov» e ha espresso solidarietà e vicinanza alla premier. Il Quirinale ha fatto sapere che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire alla premier un messaggio di solidarietà nel quale esprime «indignazione» per gli insulti del conduttore russo. Pesante condanna anche da parte del ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Non ricordo una tv di Stato di qualsivoglia nazione prodursi in un attacco così volgare, inaccettabile e vergognoso, verso un capo di governo di un altro Paese. Ritengo che sarebbe doveroso, da parte dell'ambasciata russa in Italia, prendere le distanze da parole e toni, anche solo per dovere istituzionale verso lo Stato che la ospita».
La maggioranza unita: «È un’offesa all’intero Paese»
«All'amica e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica», scrive su Facebook Ignazio La Russa. Per il Presidente del Senato, «gli insulti vergognosi e le parole gravissime pronunciate da Solovyov meritano una dura e unanime condanna». Uguale sdegno anche dalla terza carica dello Stato. «Parole volgari e offensive che suscitano profonda indignazione e che non sono compatibili con il rispetto dovuto alla dignità della persona e alle istituzioni», la reazione del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Di «affettuosa solidarietà a Giorgia, senza se e senza ma» parla, invece, il vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini. Parole di fuoco dal responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli: «Ancora una volta da Mosca arrivano attacchi inqualificabili all'Italia: insulti che non ci intimoriscono e che rispediamo al mittente». Le fa eco il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi: «Un'offesa all'intero Paese e ai valori democratici che esso incarna. Per questo, l'unità nella condanna è fondamentale per ribadire con chiarezza che l'Italia non si lascia intimidire da simili provocazioni». Dai capigruppo di FdI, Bignami e Malan, «l'auspicio» di una condanna anche da parte «delle altre forze politiche, a partire da Giuseppe Conte ed Elly Schlein».
Solidarietà anche dall’opposizione
E i leader dell’opposizione hanno risposto in coro. «Ancora una volta, vorremmo ricordare al regime russo e ai suoi corifei, che chi insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende l'intero Paese, e noi non lo accettiamo», è il messaggio della segretaria del Pd, Elly Schlein. «Solidarietà alla presidente del Consiglio per le inqualificabili e volgari offese personali che le sono state rivolte dal conduttore russo Solovyov», recita una nota del presidente del M5s, Giuseppe Conte. «Solidarietà mia e di tutta Italia viva», scrive sui social l’ex premier Matteo Renzi. Per il leader di Avs, Angelo Bonelli, «le offese rivolte alla presidente del Consiglio sono volgari, inaccettabili e vanno respinte al mittente con fermezza». Chi non si ferma alla sola condanna è il segretario di Azione, Carlo Calenda: «Questo delinquente, complice di un dittatore assassino, pronuncia frasi irripetibili contro la presidente del Consiglio a cui va la nostra incondizionata solidarietà. Si spera che passi la voglia di invitarlo nelle trasmissioni tv italiane con la scusa di “dare la parola a tutti”».
«Il più energico propagandista del Cremlino»
Considerato l'alfiere della disinformazione russa, Solovyov non è nuovo a lanciare strali contro Ue e Nato. Di fatto, si tratta di uno dei portabandiera della propaganda mediatica russa. Attraverso di lui il Cremlino lancia spesso messaggi e attacchi al resto del mondo. Il presentatore, tra i più famosi nel Paese, conduce da 14 anni una trasmissione molto popolare su Russia 1, il canale di punta della tv di Stato. Durante le puntate di “Serata con Vladimir Solovyov”, il giornalista si scaglia di frequente contro vari leader internazionali, con toni spesso minacciosi e volgarità di ogni tipo. Spesso va in onda indossando una giacca decorata con la falce e il martello sovietici. In passato, il dipartimento di Stato americano lo ha definito «il più energico propagandista del Cremlino». Solovyov intrattiene anche rapporti personali con l’Italia: la Fondazione anticorruzione di Alexej Navalny aveva rivelato la proprietà di due ville – poi sequestrate – sul lago di Como, per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro, oltre al possesso di un certificato di residenza italiano. Dal 2022 è sottoposto a sanzioni da parte di Unione europea, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Nell’agosto dello stesso anno, durante una trasmissione sull’emittente Russia 1, si è autodefinito «terrorista», arrivando a invocare la distruzione delle città ucraine insieme ai loro abitanti.
Tutti gli attacchi russi all'Italia
I rapporti tra Mosca e Roma – a causa del sostegno dell'Italia all'Ucraina, ribadito pochi giorni fa durante una visita di Zelensky a Palazzo Chigi e al Quirinale – sono tesi e gli insulti di Solovyov sono solo l’ultimo tassello di una prolungata sequenza di attacchi. Lontani anni luce i tempi in cui Berlusconi e Putin, amici e alleati, si scambiavano regali. L'ultimo attacco, in ordine di tempo, due mesi fa. Con il ministro degli Esteri, Tajani, «colpevole» di aver denunciato una serie di cyberattacchi di matrice filorussa alle ambasciate italiane e a siti e alberghi legati alle Olimpiadi di Cortina. «Calunnie», aveva replicato Maria Zakharova, la potente portavoce del ministero degli Esteri russo. Sempre a febbraio era stato il diretto superiore di Zakharova, il ministro Sergej Lavrov, ad attaccare il Corriere della Sera, accusandolo di aver rifiutato la pubblicazione di una sua intervista. Zakharova parlò quindi di un «giornale pusillanime». Nel luglio 2025, persino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, era stato inserito dal Cremlino in una lista di “russofobi”, dopo che già nel 2024 erano finiti nel mirino i ministri Tajani e Crosetto. Zakharova aveva definito «blasfeme» le parole del Colle del 5 febbraio, quando Mattarella aveva paragonato la guerra russa in Ucraina a una «guerra di conquista» sul modello del Terzo Reich, arrivando anche a ironizzare sui social. Le tensioni si sono protratte nei mesi successivi: dopo un nuovo intervento del capo dello Stato al memoriale della Pace di Hiroshima, la portavoce aveva parlato di «menzogne e disinformazione», mentre da Mosca – con dichiarazioni dell’ex presidente Dmitrij Medvedev e dello stesso Vladimir Putin – erano arrivate anche minacce sul piano nucleare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA