Il j'accuse di Mattarella: non c'è posto per l'odio razziale, la Ue si muova

La Giornata della Memoria. La premier al Quirinale: antisemitismo è un morbo che è tornato a diffondersi, condanniamo le complicità del regime fascista nelle persecuzioni
January 27, 2026
Il j'accuse di Mattarella: non c'è posto per l'odio razziale, la Ue si muova
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
«Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica...». Sergio Mattarella parla scandendo le parole. È un atto d'accusa duro. Netto. Ecco la Giornata della Memoria del 2026 al Quirinale. Ecco il monito del capo dello Stato: «.... Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio». E ancora. Il «riproporsi e diffondersi» di «manifestazioni di razzismo e antisemitismo» è «indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione Europea». Giorgia Meloni ascolta in silenzio. Lei i suoi no li avevi già scanditi con altrettanta nettezza: «In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938». Parole nette per legare passato e presente. «... Purtroppo, a distanza di molti anni, l'antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente... Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società' e ha l'obiettivo di demolire i principi di libertà' e rispetto che sono alla base della coesione sociale».
Al Quirinale c'è la premier e c'é una parte importante del governo: il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Cultura Alessandro Giuli, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e il titolare dello Sport, Andrea Abodi. Mattarella torna a pescare nella memoria. A riflettere su quella pagina nera. E a legare ieri e oggi. «...La grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l'antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea. Di queste menzogne si sono nutriti i totalitarismi del Novecento. Se ne alimentano ancora oggi razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori».  È una condanna che unisce. Meloni: «La Shoah fu la più grande macchina di morte della Storia, pagina buia per l'Italia». Schlein: La Russa: "Ci sono rigurgiti antisemiti, tenere alta la guardia". Schlein: «Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l'impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più. La memoria dell'Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all'assassinio sistematico e pianificato di oltre 6 milioni di ebrei... Per questo la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell'odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l'altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti».
C'è governo e maggioranza e ci sono le opposizioni. Le parole si legano ai fatti.  Nella giornata della Memoria il Senato terrà le bandiere a mezz'asta e il presidente La Russa usa parole sempre nette: «Rendiamo omaggio alle vittime della Shoah, la più grande tragedia del Novecento». Poi il presidente della camera Fontana: «Onore a chi, a rischio della vita, scelse l'umanità contro l'indifferenza. Poi il leghista Gian Marco Centinaio che lancia la proposta di una legge contro l'antisemitismo: «Ricordare l'orrore dell'Olocausto non basta più, è necessario che tutta la politica prenda una posizione chiara, isolando gli estremisti e approvando una legge che accolga la definizione di antisemitismo elaborata dall'IHRA». Il cuore della Giornata è al Quirinale. Liliana Segre alza la voce: «Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria... Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora». Mattarella è con la senatrice: «Le rinnovo la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell'odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati».

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