Dal premio “extralarge” alle liste bloccate, cosa dice la legge elettorale approvata dalla Camera

di Redazione romana
Per la lista o la coalizione che prendono almeno il 42% dei voti al Senato e alla Camera scatta un bonus di 70 deputati e 35 senatori.
Google preferred source
July 17, 2026
L’aula di Montecitorio durante le votazioni sulla nuova legge elettorale
L’aula di Montecitorio durante le votazioni sulla nuova legge elettorale / ANSA
La riforma della legge elettorale targata centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama (fino a un tetto rispettivamente di 220 e 113 eletti, esclusi quelli della circoscrizione Estero) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Se nessuno arriva a questa percentuale, o alla Camera e al Senato si registrano esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro.
Il sistema prevede poi liste bloccate dentro collegi plurinominali, senza preferenze. Il premio di maggioranza è “diviso” in listini circoscrizionali (con i nomi indicati sulla scheda) ed è previsto che un candidato che figuri in questo listino speciale deve essere presente anche almeno in un collegio plurinominale della circoscrizione in posizione di capolista. Nei listini plurinominali (come è già nel Rosatellum) e in quelli per il premio è prevista l’alternanza di genere, nella misura di 60 a 40.
Altro punto saliente è l'obbligo (pena l'inammissibilità della lista), al momento del deposito del contrassegno elettorale, dell'indicazione del nome che verrà proposto dalla lista o coalizione al presidente della Repubblica come candidato premier e la presentazione del programma. Con una misura introdotta in commissione si è specificata la salvaguardia dell’articolo 67 della Costituzione, che prevede l’assenza di vincolo di mandato, e dell’articolo 92 sulla prerogativa del capo dello Stato di nomina del presidente del Consiglio dei ministri. Restano, per l’ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento già oggi previste: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste, con la novità del ripescaggio per il “miglior perdente” coalizzato. È previsto l’esonero dalla raccolta delle firme per chi abbia un gruppo parlamentare in una delle due Camere, ma da prima del 31 dicembre 2025 (non ne usufruiranno FnV e +Europa).
Tra le novità inserite in aula il voto dei fuorisede, una misura anti-frammentazione e una revisione delle aree geografiche della circoscrizione Estero: sono ridotte da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) per la Camera e una sola area per il Senato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire