giovedì 9 settembre 2021
Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha illustrato le tappe della visita, "che inizierà il 12 settembre con la Messa finale del Congresso eucaristico". "L'incontro con Orbàn ci sarà".
Papa a Budapest e in Slovacchia. "Un itinerario nel cuore dell'Europa"

Vatican Media

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Un viaggio nel cuore dell’Europa. Guardando certamente al dolore del passato (le persecuzioni comuniste per i cristiani e le deportazioni naziste per gli ebrei, con le cui comunità il Papa avrà incontri), ma guardando anche al futuro, alla missione, all’ecumenismo (ci saranno incontri anche in tal senso) e ai giovani soprattutto. L’itinerario che da domenica 12 settembre a mercoledì 15 porterà Francesco a Budapest e in Slovacchia (34° viaggio internazionale, che fa salire a 54 il numero dei Paesi visitati dal Pontefice) si alimenta soprattutto di questi elementi. Un viaggio «spirituale – come ha sottolineato ieri il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni in un briefing – al cui centro sarà innanzitutto l’adorazione dell’Eucarestia e il pellegrinaggio alla Madonna che ha vegliato sul dolore di queste comunità perseguitate».


Le parole del portavoce contribuiscono a spegnere letture parallele della visita, che avrà come tappa iniziale la celebrazione della Messa conclusiva del Congresso eucaristico internazionale a Budapest. Nella capitale ungherese Francesco sosterà in pratica una mattinata, mentre tutto il resto del programma si svolgerà in terra slovacca. E naturalmente nel corso del briefing non sono mancate le domande sull’incontro con il premier magiaro Viktor Orbán, cristiano ma fautore di politiche non in linea con il magistero del Papa, specie sul terreno dell’accoglienza. Non bisogna mischiare, ha spiegato Bruni, «letture di altro genere». Quanto all’incontro del Papa con il primo ministro ungherese (che già in due occasioni, nel 2016 e nel 2017 ha incontrato il Pontefice in Vaticano, anche se non in udienze private, e che Francesco in una recente intervista aveva detto di non sapere se lo avrebbe visto) è in programma domenica mattina, prima della Messa. «È un incontro con le autorità più alte del Paese, ed evidentemente tra queste c’è anche Orbán», ha ricordato il direttore della Sala Stampa, precisando tuttavia di non avere notizie sulla presenza del premier e della sua famiglia alla Messa papale. «È una cosa che va chiesta agli ungheresi», ha detto.


Tuttavia, in un pellegrinaggio nel cuore dell’Europa, ha riconosciuto Bruni», «è difficile non parlare di situazioni che interessano l’Europa tutta». Soprattutto lungo le diverse tappe di un itinerario che che inizia appunto con l’adorazione dell’Eucarestia e si conclude con l’invocazione orante alla Madonna dei Dolori, il 15 settembre nel santuario a lei dedicato nella città di Šaštin e proprio nel giorno della sua festa. Non è improbabile dunque che delle sfide di questa Europa alle prese con il Covid, le migrazioni, la possibile scristianizzazione, il lavoro e il futuro delle giovani generazioni si trovi ampia eco nei 12 discorsi che Francesco pronuncerà in italiano nel corso della visita.


Bruni ha poi ripercorso l’impegnativo programma, precisando - in risposta a una domanda - che non ci saranno misure sanitarie speciali a seguito della recente operazione del Papa al colon: «Come sempre un medico e alcuni infermieri al seguito». Francesco dunque decollerà da Fiumicino alle 6 di domenica, atterrando a Budapest alle 7.45. Quindi a seguire, presso il Museo delle Belle Arti, l’incontro con le autorità; poi con i vescovi del Paese, ai quali rivolgerà un discorso; e i rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese e alcune comunità ebraiche dell’Ungheria (e anche qui è previsto un discorso). Alle 11.30, il Papa concluderà il Congresso Eucaristico con la Messa solenne e la recita dell’Angelus. Poi si trasferirà in aeroporto per la cerimonia di congedo.


Bergoglio atterrerà a Bratislava alle 14.40. Alle 16.30 avrà un incontro ecumenico presso la Nunziatura, durante il quale pronuncerà un discorso. E sempre in Nunziatura, alle 17.30, incontrerà privatamente i membri della Compagnia di Gesù.
La seconda giornata si svolgerà interamente a Bratislava. Alle 9.15 la cerimonia di benvenuto al Palazzo Presidenziale e la visita di cortesia alla presidente Zuzana Caputová. Quindi l’incontro con autorità, corpo diplomatico e rappresentanti della società civile, nel giardino del Palazzo Presidenziale; e al termine della mattinata la visita alla cattedrale di San Martino dove saranno ad attenderlo vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, seminaristi e catechisti. Dopo pranzo il Pontefice si recherà alle 16 al “Centro Betlemme” di Bratislava. Subito dopo incontrerà la comunità ebraica nella Piazza Rybné námestie, dove c’è un memoriale della Shoah e dove è previsto un discorso. In serata, alle 18, riceverà invece in Nunziatura il presidente del Parlamento, Boris Kollár, e il primo ministro Eduard Heger.


Martedì il Pontefice si recherà a Košice e Prešov, dove celebrerà la Divina liturgia bizantina di San Giovanni Crisostomo. Nel pomeriggio, alle 16, invece si sposterà nel quartiere Luník IX, dove da circa trent’anni abita la comunità Rom. Alle 17, nello Stadio Lokomotiva, saluterà tutti i giovani della Slovacchia. Alle 18.30, partenza per Bratislava, con arrivo dopo un’ora.
Mercoledì 15 il ritorno a Roma, dopo aver pregato a Šaštin nel Santuario di “Nostra Signora dei sette dolori” e aver celebrato la Messa. Alle 13.30 la cerimonia di congedo all’aeroporto di Bratislava con atterraggio a Ciampino intorno alle 15.30.

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