Cantare "da Dio", per avvicinare a Dio: nasce la Cappella Leonina alla Chiesa degli Artisti
di Roberta Pumpo, Roma
Domani debutterà il coro promosso dal rettore della chiesa di Santa Maria in Montesanto, il vescovo Staglianò, e diretta dal maestro Gava. Un'esperienza (per ora tutta al femminile ma che presto si aprirà a voci maschili) che punta a unire arte, musica, liturgia e spiritualità

Domani nella basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come la Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, debutta la “Cappella Leonina”, coro stabile che unisce tradizione liturgica, innovazione musicale contemporanea e preghiera comunitaria. La data dell’esordio non è casuale. Il 21 giugno, infatti, ricorre la Festa della Musica. Il nome, come facilmente intuibile, è una dedica a Papa Leone XIV «non solo perché, avendo una sensibilità agostiniana, è portato a valorizzare la musica nell’esperienza di fede. Ma perché è un Papa al quale piace cantare». Lo spiega il vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia e rettore della chiesa di Santa Maria in Montesanto, annunciando la nascita del coro, ideato con il maestro Giovanni Maria Vincenzo Gava, direttore della Schola Cantorum di Roma, per valorizzare il canto liturgico e favorire «una partecipazione “actuosa” di tutta l’assemblea».
Composto al momento da sole donne, domani animerà la celebrazione delle ore 12, da settembre anche le Messe solenni. Il presule ricorda che Papa Francesco aveva pensato alla Chiesa degli Artisti come a una “centrale della sapienza e della carità”, progetto portato avanti da un apposito Comitato che ha «maturato la necessità della creazione di una scuola dove il canto diventa preghiera e la preghiera diventa bellezza - aggiunge il vescovo -. Non è una cappella per artisti, ma una cappella composta da artisti per tutto il popolo di Dio. Un coro che aiuta l’assemblea a cantare». Nelle intenzioni c’è quella di andare oltre all’animazione liturgica. «Stiamo immaginando una Cappella Leonina che non solo costituisca il coro della Chiesa degli Artisti, ma diventi una vera e propria scuola di canto e uno spazio di produzione musicale» afferma Staglianò elencando tre obiettivi: formativo, liturgico, artistico. Seguendo infatti le indicazioni riportate nell’esortazione apostolica post-sinodale “Christus vivit” di Papa Francesco, dedicata ai giovani, si vorrebbe dar vita a «una fermentazione musicale tra musica liturgica, gregoriana, polifonia e anche musica pop. Con il tempo questa Cappella Leonina sarà un laboratorio di fraternità tra giovani e meno giovani oltre che un servizio di preghiera». Sullo sfondo, sottolinea il presule, c’è la “pop theology”, vale a dire un tentativo di evangelizzazione «sostenuta da un pensiero critico che si comunica attraverso i linguaggi dell’immaginazione, dell’arte, e quindi della pittura, della scultura, della cinematografia e, per noi, soprattutto della musica. La teologia non abita solo nei libri, ma anche nelle canzoni che si canticchiano lavando i piatti. La pop theology è esattamente questo: pensare Dio con le corde vocali del popolo».
La Cappella Leonina per il vescovo Staglianò è quindi «una foresteria per sognatori» aperta a chiunque voglia donare il proprio tempo e i propri talenti. «Lo stile religioso che ne nasce è quello di Gesù che parlava del presente – conclude –. Un presente che sa di fraternità, di meticciato, di canto. Insomma, non una chiesa che guarda gli artisti da lontano, ma una chiesa che si fa artista con loro». Il coro sarà formato e diretto dal maestro Gava, pianista, compositore, arrangiatore, fondatore e presidente dell’associazione culturale “Arti Diffuse”. Da questa rete è nato il primo nucleo della Cappella Leonina. Con alcuni colleghi che lavorano in conservatorio e in altre scuole di musica, ha cercato cantanti disponibili. Al momento hanno risposto venti coriste di età compresa tra i 20 e i 65 anni, «provenienti dall’opera lirica e dal pop, dal jazz e dal rock, anime mosse da una passione comune: creare qualcosa di nuovo esprimendosi insieme», spiega Gava. Il coro parte con le sezioni tipiche delle voci femminili: contralti primi e secondi, soprani primi e secondi. Da settembre si apriranno le audizioni anche per le voci maschili e per i più giovani. Ma non saranno solo le voci a caratterizzare il coro. La Chiesa degli Artisti ha cantorie in alto e cappelle laterali. «Chi parteciperà alla Messa sarà immerso nella musica – afferma il maestro –. Siamo abituati a vedere il coro in un angolo. Questo vorrei non accadesse nella Chiesa degli Artisti che deve diventare un tempio della musica. Il coro sarà posizionato nei vari spazi laterali per un suono distribuito tutt’intorno all’assemblea». Gava, che da molti anni insegue l’idea di creare una cappella musicale nella basilica di Santa Maria in Montesanto, pensa anche a un particolare repertorio con brani celebri adattati a testi sacri, come per esempio la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone per il Pater Noster. L’idea è quella di creare novità a livello armonico. «Mi piacerebbe formare un’orchestra, magari mandolinistica» aggiunge Gava riflettendo su come il canto possa essere mezzo di evangelizzazione. «La musica può essere un grandissimo tramite per avvicinare i giovani – conclude - e il canto, in particolare, può avvicinare a Dio, aiutando a trovare una strada e un percorso di fede».
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