mercoledì 27 luglio 2022
Francesco partecipa con gli indigeni al pellegrinaggio al Lac Ste. Anne, chiedendo la guarigione del passato segnato dai “terribili effetti della colonizzazione” e dal “dolore di tante famiglie"
Il Papa: le madri e nonne aiutano a risanare le ferite

«Cari fratelli e sorelle indigeni, sono venuto pellegrino anche per dirvi quanto siete preziosi per me
e per la Chiesa
. Desidero che la Chiesa sia intrecciata a voi, come stretti e uniti sono i fili delle fasce colorate che tanti di voi indossano. Il Signore ci aiuti ad andare avanti nel processo di guarigione, verso un avvenire sempre più risanato e rinnovato. Credo sia anche il desiderio delle vostre nonne e dei vostri nonni. I nonni di Gesù, i santi Gioacchino e Anna, benedicano il nostro cammino». E’ papa Francesco che parla. Nell’appuntamento forse più suggestivo del pellegrinaggio penitenziale che lo ha portato in Canada.

Siamo ai bordi del Lac Ste. Anne, nel santuario dedicato alla “nonna” di Gesù. In questa giornata, è il 26 luglio, la Chiesa ne fa memoria liturgica insieme al marito Gioacchino. E’ una ricorrenza cara ai popoli nativi, da sempre spiritualmente legati a questo specchio d’acqua situato a una settantina di chilometri ad ovest di Edmonton e molto devoti alla mamma della Beata Vergine Maria. Il Lago, chiamato Lago di Dio dai Nakota Sioux e Lago dello spirito dal popolo Cree, fu nominato Lac Ste. Anne da padre Jean-Baptiste Thibault, degli oblati di Maria Immacolata, grandi evangelizzatori di queste terre. Il primo pellegrinaggio in onore della nonna di Gesù fu organizzato nel luglio 1889 con la partecipazione di 400 fedeli. Poi è continuato ogni anno nella settimana del 26 luglio, diventando uno degli incontri spirituali più importanti per i pellegrini del Nord America e particolarmente caro alle popolazioni delle Prime Nazioni. Quest’anno ad accogliere Francesco sono in circa diecimila.

Prima della Liturgia della Parola, il Papa, in sedie a rotelle, si reca ai bordi del Lago, lo benedice e fa il segno della croce verso i 4 punti cardinali, secondo la consuetudine indigena. Un gesto inedito che trova una spiegazione nelle parole pronunciate da Francesco lunedì nella chiesa del Sacro Cuore ad Edmonton. Gesù «abbraccia tutti e tutto», ha ricordato in quella occasione il Papa. E poi ha aggiunto: «Le popolazioni indigene attribuiscono un forte significato cosmico ai punti cardinali, intesi non solo come punti di riferimento geografico ma anche come dimensioni che abbracciano la realtà intera e indicano la via per risanarla, rappresentata dalla cosiddetta “ruota della medicina”». «Questo tempio – ha quindi spiegato il Pontefice - fa propria tale simbologia dei punti cardinali e vi attribuisce un significato cristologico». Infatti «Gesù, attraverso le estremità della sua croce, ha abbracciato i punti cardinali e ha riunito i popoli più distanti, ha risanato e pacificato tutto (cfr Ef 2,14)». Lì «ha compiuto il disegno di Dio: “riconciliare tutte le cose” (cfr Col 1,20)».

Ma oltre al gesto significativo del segno di croce verso i 4 punti cardinali, sono le parole del Papa a colpire il cuore dei pellegrini nativi. E’ la festa di sant’Anna e Francesco si dice colpito del «ruolo vitale delle donne nelle comunità indigene», dove «occupano un posto di rilievo in quanto fonti benedette di vita non solo fisica, ma anche spirituale». Il papa ricorda la sua nonna, da cui ha ricevuto il primo annuncio della fede, imparando che «il Vangelo si trasmette così, attraverso la tenerezza della cura e la saggezza della vita». La fede infatti «raramente nasce leggendo un libro da soli in salotto», ma «si diffonde in un clima familiare, si trasmette nella lingua delle madri, con il dolce canto dialettale delle nonne». «Mi scalda il cuore vedere qui tanti nonni e bisnonni – aggiunge - Vi ringrazio e vorrei dire a quanti hanno anziani a casa, in famiglia: avete un tesoro! Custodite tra le vostre mura una sorgente di vita: prendetevene cura, come dell’eredità più preziosa da amare e custodire».

I nativi applaudono più volte, e l’incontro dura più del previsto. Alla fine il rientro ad Edmonton.

Oggi comincia la seconda tappa del “pellegrinaggio penitenziale” di Francesco. Alle 9 (quando in Italia sono le 17) il volo ITA Airways con a bordo Papa e seguito decolla da Edmonton con destinazione Quebec City. L’arrivo nella capitale del Canada francofono è previsto intorno alle 15 locali (le 21 da noi). Unico discorso della giornata è quello alle autorità civili con i rappresentanti delle popolazioni indigene e con il corpo diplomatico. Prima c’è la visita di cortesia al Governatore generale, la signora Mary Simon, figlia di un inglese e di una nativa Inuit, seguita dall’incontro con il premier Justin Trudeau. Tutto si svolge nella Citadelle de Quebec, nel cuore della città.

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