«Reato umanitario» Dura fotografia di un'accusa: non solo a una Ong


Marco Tarquinio venerdì 4 agosto 2017

Caro direttore sono spiacente che il titolo «Reato umanitario » (“Avvenire”, 3 agosto 2017) sia smentito dai filmati presentati ieri sera da Tg3. Si vede una nave Ong in acque libiche che porta a bordo con suoi mezzi emigranti avvicinati dagli scafisti mediante gommoni. Questi ultimi sono poi riconsegnati ai trafficanti insieme ai motori. Notato pure un cenno di saluto o d’intesa fra gli Ong e gli scafisti, certo soddisfatti per l’alleggerimento di una parte del lavoro e del recupero di scafi e motori buoni per un altro. Forse è per fatti come questo che le Ong non vogliono a bordo la Polizia italiana? Attendo o una sua circostanziata smentita oppure una sincera conferma.

Ferdinando Pedriali Pinerolo (To)

Gentile e caro signor Pedriali, il nostro titolo di prima pagina «Reato umanitario» non è smentito da nulla: è l’esatta sintesi dell’accusa formulata dai magistrati inquirenti. Accusa, sostanziata anche dal video da lei ricordato, che è riportata compiutamente dal sommario che accompagna la riga di titolo principale: «Il giudice sequestra nave dell’Ong tedesca: favorita l’immigrazione, “ma senza lucro e per altruismo” ». Noi non siamo d’accordo con alcun vero reato, mentre siamo d’accordo con ogni vera azione umanitaria. In questo caso, azione contro la legge e impegno per l’umanità coinciderebbero con risultato drammatico e stridente. Vedremo se l’inchiesta confermerà l’accusa alla Ong tedesca. Da tempo, però, scriviamo e documentiamo che sotto accusa c’è anche il sistema di ingiustizie, di oppressioni e di regole malfatte che alimenta il traffico di esseri umani. E il processo civile politico per far finire tutto questo male purtroppo non comincia mai. Ma non ci rassegniamo. «Reato umanitario» è, perciò, un titolo che evoca anche questi misfatti. Quanto alla collaborazione nel Mediterraneo tra Guardia costiera, Marina militare, forze dell’ordine e Ong so che è sperimentata e funziona, ma che la gran parte delle Ong non vuole uomini armati a bordo delle proprie navi. Lo trovo del tutto comprensibile e sensato.

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