martedì 7 marzo 2023
Questa è una laica preghiera, non una polemica. E vorremmo che, come tale, fosse ascoltata e accolta. L'ha formulata per primo ieri un nostro amico e collaboratore, il filosofo Eugenio Mazzarella...
Leggete i versi di Kenan Shukur nel Cdm a Cutro
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Questa è una laica preghiera, non una polemica. E vorremmo che, come tale, fosse ascoltata e accolta. L'ha formulata per primo ieri un nostro amico e collaboratore, il filosofo Eugenio Mazzarella, e la rilanciamo con convinzione. Tra le parole che vorremmo sentire in apertura del Consiglio dei ministri che la presidente Giorgia Meloni ha convocato a Cutro ci sono quelle che Kenan Shukur ha chiesto di scrivere sulla sua tomba.

«Forse Kenan se lo sentiva – ha scritto ieri Mazzarella – che non avrebbe visto la fine di quel viaggio. E per esorcizzare la paura, lui che nella sua vita ne aveva viste tante, prima in Afghanistan e poi in Turchia, allo zio che lo aspettava in Svizzera ha affidato un'angoscia messa in versi».

Eccoli.

«La terra della mia anima è così dura

c'è un sasso pesante sul mio petto

da questo barcone

ho capito che chi vede la realtà

deve essere realista,

che sei il luogo in cui arrivi

e quella è la tua ultima destinazione» .


Pensiamo anche noi che in questo giovane uomo di 26 anni ci fosse un poeta.

Mazzarella annota che «Voleva solo studiare. È affogato nella sua anima a Cutro», con altre decine di uomini, donne e bambini colpevoli di sofferenza e di migrazione e che non dovevano morire così. Presidente Meloni, signori ministri, giovedì 9 marzo, per favore leggete e dite questi versi prima di ogni altra parola.

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