«Nessuna rivolta in Iran, il regime controlla ancora il Paese»
di Redazione
Fonti di intelligence citate dal “Washington Post” affermano che non sarebbe stato rilevato alcun segnale di insurrezione o di caduta della classe dirigente della Repubblica islamica. E Trump annuncia che dopo penserà a Cuba

Il “Washington Post” scrive, citando una fonte riservata, che «il regime in Iran ha il controllo totale del Paese». Secondo la stessa fonte l’intelligence statunitense non avrebbe sinora rilevato alcun segno di rivolte o defezioni in Iran.
Intanto a Washington dopo il Senato anche la Camera ha bocciato la risoluzione bipartisan sui poteri di guerra presentata per fermare l'attacco contro L'Iran. Il voto – 219 contro 212 – ha ricalcato i due partiti, ma con qualche eccezione: quattro democratici hanno votato con i repubblicani contro la risoluzione, mentre due repubblicani hanno dato il loro sostegno allo stop alla guerra.
Mentre i deputati votavano, il presidente Trump ricevendo la squadra di calcio dell’Inter Miami alla Casa Bianca – dove giova Lionel Messi – ha dichiarato che dopo aver posto fine alla guerra in Iran «sarà solo una questione di tempo prima che voi e molte altre persone incredibili torniate a Cuba» aggiungendo che Cuba «è disperata» e desidera «concludere un accordo subito a tutti i costi». Il presidente americano ha anche incoraggiato «i diplomatici iraniani «in tutto il mondo a chiedere asilo e ad aiutarci a plasmare un Iran nuovo e migliore, con un grande potenziale».
Ma la guerra americana in Medio Oriente quanto durerà? «Possiamo continuare la guerra in Iran fin quando vogliamo. Le nostre munizioni offensive e difensive ce lo consentono». Lo ha detto il segretario alla Difesa americana, Pete Hegseth, in una conferenza al quartier generale del Comando centrale a Tampa, in Florida, aggiungendo che «non c’è alcun ampliamento dei nostri obiettivi. Sappiamo esattamente cosa stiamo cercando di ottenere».
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