Morti sul lavoro: tre vittime in cantiere

Gli incidenti ad Avezzano, Livorno e Palermo. La Cisl: «Emergenza nazionale»
January 23, 2026
Tre incidenti, tre morti. Un operaicidio, per utilizzare le parole della Cgil, che segna l'ennesima giornata di sangue nei cantieri italiani, questa volta in Abruzzo, Toscana e Sicilia. Una «emergenza nazionale» - come tuona la Cisl - che mette spalle al muro «chi ha responsabilità» affinché «agisca subito» sui fronti della prevenzione e del controllo. L'ennesima ferita, come ha detto il sindaco di Livorno, «non degna di un Paese civile».
All'ospedale di Avezzano, in provincia dell'Aquila, è morto un operaio romeno di 59 anni, - residente a Civitavecchia - che era stato ricoverato dopo il ribaltamento di un mezzo meccanico durante una fase di scavo nel cantiere della nuova centrale idroelettrica in costruzione a Petrella Liri, frazione di Cappadocia. L'uomo lavorava per una ditta impegnata nell'intervento per la realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio. Trasportato d'urgenza in ospedale dopo l'incidente morto in seguito alle forti emorragie e i molteplici gravi traumi riportati.
Un operaio di una ditta edile è morto dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario in un cantiere di Livorno, nel quartiere Shangai. Federico Ricci, livornese di 51 anni residente in provincia di Pisa, stava scaricando sul pianale di un camion del materiale edile, alcuni pancali di tegole, quando la benna della gru del mezzo gli è caduta sulla schiena, per cause ancora al vaglio della magistratura, uccidendolo sul colpo. «Purtroppo nell'ultimo anno gli infortuni mortali nel nostro Paese sono aumentati, secondo i dati diffusi da Istat, soprattutto nei settori dell'edilizia - le parole del sindaco, Luca Salvetti -. Proprio per questo sono richieste misure urgenti per risolvere questa grave ferita non degna di un paese civile e moderno». «La sicurezza sul lavoro non è uno slogan né un tema da affrontare solo dopo l'ennesima vittima», ha detto Chiara Tenerini, responsabile nazionale del Dipartimento Lavoro di Forza Italia.
Aveva 40 anni, invece, l'operaio che è morto dopo la caduta da un'impalcatura dentro il capannone di una ditta nel quartiere Brancaccio di Palermo mentre eseguiva delle riparazioni. A dare l'allarme sono stati i colleghi di lavoro, ma quando i soccorsi sono arrivati sul posto per Alessio La Targia non c'era più nulla da fare. Sono in corso gli accertamenti degli investigatori per capire se l'uomo indossasse o meno i dispositivi di protezione per lavorare in quota. Per questo è stata anche disposta l'autopsia. «L'ennesima sconfitta per tutto il mondo del lavoro. Piangiamo un'altra vittima a Palermo, siamo stanchi delle sole parole di solidarietà, chi ha le responsabilità deve agire subito, vogliamo i fatti sul fronte della prevenzione e dei controlli», sono le parole dei vertici della Cisl locale.

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