Un'inondazione ha travolto un'area tra Nepal e Tibet: 9 morti e centinaia di dispersi
La piena, improvvisa, ha investito gli abitanti lungo il corso del fiume Bhotekoshi. Spazzate via decine di case private e un impianto ideroelettrico

Non sono ancora accertate del tutto le cause della piena improvvisa che nelle prime ore di oggi ha investito gli abitati lungo il corso del fiume Bhotekoshi nel distretto montano centrale nepalese di Rasuwa. In un’area, quella di Langtang, che offre numerose possibilità di trekking a locali e stranieri. Secondo le autorità preposte alla sicurezza, a tutt’ora sono nove le vittime confermate e sarebbero centinaia i dispersi, con una trentina di individui salvati dalle acque. La piena improvvisa ha spazzato via un impianto idroelettrico e ne ha danneggiati altri, tra cui la centrale di Chilime. Le autorità locali riferiscono che l'entità complessiva dei danni è ancora da accertare, tuttavia le foto diffuse dai mass media e via social mostrano una devastazione estese nelle arre più a valle del fiume, come quelle di Timure e Syabrubesi.
Come ormai abituale negli ultimi anni, l’intensità delle piogge monsoniche, la loro imprevedibilità temporale e la concentrazione rendono precaria la vita di un grand numero di distretti dell’area himalayana del Paese, rendendo difficile ala quotidianità delle aree, più esposte e precaria la gestione di infrastrutture, dalle strade alla distribuzione energetica. Le acque, risorsa prima per il Nepal che esporta, soprattutto verso la confinante India una parte consistente della sua produzione idroelettrica, sono anche benefiche per una estesa e variegata agricoltura, oltre che per lo sfruttamento forestale, ma sono anche – insieme a devastanti terremoti, ultimi quelli a un mese di distanza dell’aprile e maggio 2015 – la maggiore fonte di insicurezza per una Paese che cerca di riprendersi dalle sciagure del passato e di garantire alla popolazione sicurezza e adeguato benessere.
La sostenuta emigrazione è un segnala di allerta per il governo oggi guidato dal politico-rapper Balendra dopo la “rivoluzione” anti-corruzione e anti-establishment del settembre 2025 e le successive elezioni del 5 marzo scorso. Shanti Mahat, portavoce dell'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, ha dichiarato che l’agenzia ha ricevuto anche informazioni preliminari secondo cui una valanga di ghiaccio avrebbe ostruito un fiume. Tali informazioni sono giunte tramite l'International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod), che le ha ottenute da fonti cinesi, dove pare che il disastro abbia avuto origine con un terremoto nell’area del Tibet poco oltre il confine nepalese.
“Non abbiamo ancora ricevuto informazioni ufficiali”, ha affermato Mahat. “Si tratta solo di una valutazione iniziale. La causa diventerà più chiara col passare del tempo. Al momento siamo concentrati sulle operazioni di soccorso e assistenza”. Anche il Dipartimento di Idrologia e Meteorologia ha riferito che potrebbe essersi verificata la rottura di un lago glaciale in una regione confinaria del Nepal o del Tibet che avrebbe riversato una frana nel fiume Lhende e da qui una imponente quantità di acqua nel Bhotekoshi. Una tesi che esprime una certa probabilità, dato che in un aggiornamento, il Dipartimento ha reso noto che nell'area di Rasuwa non si sono verificate forti precipitazioni martedì. Ha inoltre precisato che non erano previste piogge significative nemmeno per la giornata odierna.
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