La furia dell’acqua sulle montagne del Nepal: 157 morti e 596 dispersi

La piena, improvvisa, ha investito gli abitanti lungo il corso del fiume Bhotekoshi. Spazzate via decine di case private e un impianto ideroelettrico
Google preferred source
August 26, 2026
Fango ricopre una strada. Case sommerse. Tutto è marrone
Il fango ricopre case e una strada in seguito all'alluvione lungo il corso del fiume Bhotekoshi, in Nepal / REUTERS
Le cause sono ancora incerte: si parla di un sisma o dello smottamento di un ghiacciaio. Di certo c’è che l’area al confine tra il Nepal e la Regione autonoma tibetana della Cina è stata travolta da un’improvvisa ondata di fango e investito gli abitanti lungo il corso del fiume Bhotekoshi nel distretto montano centrale nepalese di Rasuwa. In un’area, quella della Valle di Langtang, nota per le possibilità di trekking proposte a appassionati locali e stranieri e per essere via di pellegrinaggio verso l’area del Kailash, in Tibet, montagna sacra all’induismo e focale anche per i buddhisti di tradizione tibetana.
La rottura degli argini di un lago glaciale in una regione confinaria tra Nepal e Tibet avrebbe riversato una frana nel fiume Lhende e da qui una imponente quantità di acqua nel Bhotekoshi. La piena improvvisa ha spazzato via un impianto idroelettrico e ne ha danneggiati altri lungo il fiume. Le autorità locali riferiscono che l'entità complessiva dei danni è ancora da accertare, tuttavia le foto e i video diffuse dai mass media e via social mostrano una devastazione estesa nelle aree più a valle del fiume, come quelle di Timure e Syabrubesi.
Shanti Mahat, portavoce dell'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, ha dichiarato ieri che l’agenzia sta valutando la situazione. «Non abbiamo ancora ricevuto informazioni ufficiali», ha affermato Mahat. «Si tratta solo di una valutazione iniziale. Al momento siamo concentrati sulle operazioni di soccorso e assistenza». Diverse informazioni diffuse tramite l'International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod) hanno confermato danni ingenti nell’area del Tibet poco oltre il confine nepalese. Non a caso a poche ore dal sisma, il presidente cinese Xi Jinping ha chiamato a fornire la massima assistenza alla popolazione, ma la situazione potrà essere più chiara solo oggi.
In Nepal, secondo le autorità preposte alla sicurezza, nella serata di ieri erano «157 i corpi recuperati» e all’incirca un centinaio le persone salvate dall’acqua e dal fango. Sarebbero 95 gli uomini addetti alla sicurezza o agli impianti idroelettrici, come pure addetti alle dogane e funzionari pubblici che mancano all’appello. Incerta è anche la sorte di centinaia di pellegrini indiani e nepalesi.Così come si teme per la sorte di centinaia di turisti. Secondo la polizia locale, sono infatti 579 i turisti che risultano dispersi. Tra loro, 466 stranieri di 28 diversi Paesi. Fra questi, 113 sono nepalesi, 54 statunitensi e 33 britannici. La Farnesina ha fatto sapere «che i due italiani coinvolti stanno bene».
Da tempo l’intensità delle piogge monsoniche, la loro imprevedibilità e concentrazione rendono precaria la vita di un gran numero di distretti nelle regioni himalayane del Paese, complicando la vita delle popolazioni nelle aree più esposte e rendendo precaria la gestione di infrastrutture, dalle strade alla distribuzione energetica. Le acque, risorsa prima per il Nepal che esporta soprattutto verso la confinante India una parte consistente della sua produzione idroelettrica, sono anche benefiche per una estesa e variegata agricoltura, oltre che per lo sfruttamento forestale, ma sono – insieme a devastanti terremoti – la maggiore fonte di insicurezza per una Paese che cerca di riprendersi dalle sciagure del passato e di garantire alla popolazione sicurezza e adeguato benessere. La sostenuta emigrazione degli ultimi anni è un segnale di allerta per il governo oggi guidato dal politico-rapper Balendra Shah dopo la “rivoluzione” anti-corruzione e anti-establishment del settembre 2025 sostenuta dalla Generazione Z e le successive elezioni del 5 marzo scorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire