Ungheria, il Parlamento approva un emendamento costituzionale per costringere il presidente Sulyok a dimettersi

Il premier, «voto storico, abbiamo cominciato il lavoro di passare dal regime di Orbán allo Stato di diritto». Il nuovo capo dello Stato eletto entro agosto. Fidesz, il partito dell'ex primo ministro, lascia l'aula per protesta
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July 13, 2026
Ungheria, il Parlamento approva un emendamento costituzionale per costringere il presidente Sulyok a dimettersi
Il premier ungherese Peter Magyar/ ANSA
Con un’amplissima maggioranza il Parlamento ungherese ha votato un emendamento costituzionale che impone al presidente della Repubblica, l’orbaniano Tamás Sulyok, di lasciare le sue funzioni. Un voto avvenuto in assenza del partito dello sconfitto ex premier Viktor Orbán, Fidesz, che ha lasciato l’aula in segno di protesta, mentre lo stesso Orbán (che ha parlato di «fine della democrazia in Ungherie») è negli Usa per assistere ai Mondiali di calcio. 
L’emendamento è passato con 139 sì e 6 no, e prevede l’immediata cessazione delle funzioni di Sulyok, classificato dal premier Péter Magyar come “marionetta” di Orbán. Nell’emendamento si parla della «seria perdita di fiducia» nei confronti del Capo dello Stato. Magyar aveva già chiesto a Sulyok di dimettersi, ma il presidente aveva rifiutato adducendo ragioni di natura costituzionale. Ironicamente, la modifica costituzionale deve essere firmata dallo stesso Sulyok, che ieri si è difeso respingendo le accuse del nuovo governo. Se non lo farà entro cinque giorni, è la minaccia di Magyar, sarà avviata la procedura di empeachment.
«Sarebbe un tradimento della nazione ungherese – ha detto il premier prima del voto – se non toccassimo questa costituzione. Loro (Fidesz ndr) hanno gestito il Paese in un modo in cui la volontà di un uomo (Orbán ndr) è diventata la fonte del lavoro legislativo». Dopo il risultato, il premier ha ovviamente esultato. «Abbiamo passato un voto storico – ha dichiarato – e abbiamo cominciato il lavoro di passare dal regime di Orbán a uno Stato di diritto».  In attesa dell'elezione da parte del Parlamento su un nuovo presidente, che secondo il premier avverrà entro fine agosto, capo dello Stato ad interim sarà la presidente dell'aula Ágnes Forsthoffer. Magyar si è comunque detto pronto a ulteriori modifiche costituzionali coinvolgendo i cittadini ungheresi, e si è detto favorevole a un'elezione diretta del capo dello Stato.
Il testo approvato dal Parlamento di Budapest non riguarda del resto solo il presidente della Repubblica. Tra i dodici punti del documento, infatti, si fissa un limite massimo di dodici anni per i parlamentari, e si indica a settant’anni il limite di età per i membri della Corte costituzionale. In questo modo, Magyar potrà liberarsi di molti giudici costituzionali legati strettamente a Viktor Orbán, a cominciare dal presidente Péter Polt. 
Il testo prevede inoltre la creazione di un Ufficio nazionale per il recupero e la protezione dei beni, destinato, ha detto Magyar, a «recuperare i miliardi rubati dagli oligarchi del regime corrotto di Orbán». Viene infine abolito il “Consiglio di bilancio”, un organo creato da Orbán e ovviamente gestito da suoi fedelissimi che avrebbe il diritto di veto sulle leggi finanziarie approvate dal Parlamento. 

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