Ucraina, la Corte penale internazionale «autorizza» Putin a viaggiare. Ma solo per negoziati di pace Onu

La Cpi ribalta la narrazione secondo cui le inchieste e i mandati di cattura ostacolano la diplomazia. E riporta al centro l'Onu. Precedente valido anche per Netanyahu
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June 16, 2026
Ucraina, la Corte penale internazionale «autorizza» Putin a viaggiare. Ma solo per negoziati di pace Onu
il presidente della Fedrazione Russa, Vladimir Putin, è destinatario di un mandato di cattura internazionale (Ansa)
Vladimir Putin potrà raggiungere uno dei 125 Paesi aderenti alla Corte penale internazionale senza essere arrestato. A una condizione: partecipare a un vertice per la pace formalmente convocato dalle Nazioni Unite. In dieci pagine la Corte dell’Aja sottrae alla propaganda l’argomento secondo cui le inchieste internazionali ostacolerebbero i negoziati e restituisce centralità all’Onu. Il provvedimento stabilisce un precedente per gli altri casi aperti, a cominciare da quello che vede ricercato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Per anni i detrattori della Corte hanno sostenuto che il mandato di cattura contro il leader del Cremlino avesse congelato ogni spazio di manovra, rendendo i Paesi firmatari dello Statuto di Roma impraticabili per i negoziati. La pronuncia ribalta questa narrazione. La decisione, firmata dal presidente della “Camera preliminare II” Rosario Aitala e dai giudici Sergio Gerardo Ugalde Godínez e Haykel Ben Mahfoudh, chiarisce che il mandato non impedisce in assoluto a Putin di partecipare a trattative di pace, ma circoscrive rigorosamente questa possibilità: la conferenza deve essere convocata formalmente dall’Onu e la valutazione spetta alla Corte. Non bastano vertici promossi da singoli Stati o altre organizzazioni internazionali.La decisione risponde alla richiesta di uno Stato parte, il cui nome è stato omesso, che aveva domandato quali strumenti giuridici permettessero di ospitare colloqui con una persona destinataria di un mandato della Cpi.
La Corte ribadisce che gli Stati aderenti allo Statuto sono obbligati ad arrestare e consegnare Putin: «L’articolo 27 crea un obbligo vincolante per gli Stati parte di arrestare e consegnare qualsiasi persona nei cui confronti la Corte abbia emesso un mandato, indipendentemente dalla sua qualifica ufficiale e dal fatto che sia cittadina di uno Stato parte o non parte».L’immunità personale di un capo di Stato, aggiungono i giudici, «non è opponibile nei procedimenti davanti alla Corte» e non serve che la Russia vi rinunci. Uno Stato che la riconoscesse unilateralmente a Putin violerebbe dunque gli obblighi derivanti dallo Statuto.Un negoziato, di per sé, non sospende il mandato. L’unico strumento capace di fermarne temporaneamente l’esecuzione è l’articolo 16: «Nessuna indagine o azione penale può essere avviata o proseguita per dodici mesi dopo che il Consiglio di sicurezza, con una risoluzione adottata ai sensi del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, abbia chiesto alla Corte di procedere in tal senso».Secondo la Camera, la sospensione decisa dal Consiglio di sicurezza riguarderebbe anche «l’esecuzione di qualsiasi richiesta pendente di arresto e consegna». Soprattutto, l’articolo 16 «costituisce l’unica via prevista dal quadro statutario attraverso la quale la Corte può sospendere i propri procedimenti».La pronuncia apre però un secondo percorso. «Qualora una persona ricercata debba partecipare, nella propria veste ufficiale di capo di Stato o di governo, a una conferenza di pace formalmente convocata dalle Nazioni Unite ai sensi della Carta dell’Onu, nel territorio di uno Stato parte», la Corte «potrà prendere in considerazione eventuali obblighi confliggenti derivanti dalla Carta delle Nazioni Unite».
Non è un salvacondotto automatico. La compatibilità del viaggio dovrà essere valutata dalla Cpi caso per caso, attraverso consultazioni preventive. Lo Stato ospitante dovrà informare tempestivamente la Corte e non potrà decidere da solo di non eseguire l’arresto. Se invece a convocare i negoziati «non sono le Nazioni Unite», l’obbligo degli Stati parte «di cooperare all’arresto e alla consegna di una persona ricercata non può essere superato».

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