Il raid russo su Kiev semina morte e distruzione. Colpito anche un ospedale pediatrico
Almeno 13 i morti e 40 i feriti nella capitale. «Finché l'Ucraina non avrà abbastanza sistemi anti-balistici – ha sottolineato il presidente Zelensky - Mosca non penserà seriamente alla pace»

Almeno 13 persone sono state uccise e 40 sono rimaste ferite negli attacchi russi compiuti nella notte contro la capitale ucraina. Colpiti edifici residenziali e magazzini. Danneggiati anche un ospedale pediatrico e una scuola. Interrotta l'elettricità a migliaia di abitazioni nell’intera regione. Mosca ha confermato il massiccio raid (46 missili e 168 droni) sottolineando però che sono stati presi di mira solo obiettivi militari o di interesse militare come, così ha elencato il ministero della Difesa di Mosca, uno stabilimento del gruppo Fire Point che produce componenti per droni d'attacco e per i missili Flamingo, un sito dell'azienda aeronautica statale Antonov specializzato nella produzione di velivoli con e senza pilota e un deposito di munizioni dove erano stoccate bombe aeree termobariche M-900, mine anti-carro e munizioni per droni di tipo Baba-Yaga.
L’operazione ha dato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’occasione per sottolineare che le vittime dell’attacco sono state causate dalla carenza di missili per la difesa aerea, la cui fornitura dipende dagli alleati occidentali. «Finché l'Ucraina non avrà abbastanza sistemi anti-balistici – ha spiegato in un post su Telegram - la Russia non penserà seriamente alla pace». Poi, ha aggiunto: «Gli intercettori per i Patriot non sono ancora stati rimpiazzati e ne abbiamo bisogno ogni giorno. Ogni missile aggiuntivo salva la vita dei nostri cittadini».
Intervistato dalla Bbc, il deputato ucraino Oleksiy Goncharenko ha rilanciato: “L'Ucraina è assolutamente indifesa» contro gli attacchi con missili balistici e «non può fare nulla» senza gli intercettori. «La Russia sta usando questa situazione per cercare di distruggere quante più infrastrutture possibile”.
Il rinnovato appello di Zelensky per ottenere ulteriori aiuti militari arriva nel pieno della sfida politica lanciatagli dall'ex popolare ministro della Difesa Mykhailo Fedorov che ha chiesto nuove elezioni e lanciato un duro attacco contro il governo, sostenendo che è stata la corruzione a privare l'esercito delle armi.
Sul fronte opposto, in Russia, le autorità hanno dichiarato di aver abbattuto 726 droni ucraini lanciati contro diverse regioni del Paese. L'Ucraina ha intensificato i propri attacchi in profondità nel territorio russo e, nel fine settimana, ha preso di mira la capitale Mosca con un'ondata di 600 droni.
Gli attacchi su Kiev hanno provocato reazioni di sicurezza anche negli stati membri della Nato confinanti. Il comando militare polacco ha dichiarato di aver mobilitato velivoli e attivato le difese aeree per proteggere lo spazio aereo polacco, in particolare nelle aree al confine con l'Ucraina. Il ministero della Difesa rumeno ha affermato che i sistemi radar hanno rilevato bersagli aerei vicino al confine ucraino durante la notte, provocando il decollo di due caccia spagnoli impegnati in missioni Nato e di un elicottero dell'aeronautica rumena. Il ministero ha aggiunto che un drone è entrato nello spazio aereo rumeno vicino a Galati prima di schiantarsi in una zona disabitata nella contea di Tulcea.
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