martedì 25 settembre 2018
Il sacerdote Juan Pablo Nuñez si era pronunciato contro l'aumento dello spaccio nel quartiere. "Residenti in ostaggio". La solidarietà dell'arcivescovo Eduardo Martín.
Padre Juan Pablo Nuñez, 37 anni

Padre Juan Pablo Nuñez, 37 anni

"Prendi i soldi, chiudi la bocca o ti bruciamo”. Il messaggio era fin troppo chiaro. Padre Juan Pablo Nuñez, però, no ha obbedito. Al contrario, ha deciso di rilanciare. Lo stesso giorno che ha ricevuto la minaccia – giovedì scorso – ha inviato un messaggio whatsapp ai fedeli della parrocchia Maria Regina di Rosario. “Da qualche mese, la violenzaè cresciuta per la vendita di droga. Ho preso contatto con le autorità e ho denunciato. Ci sono residenti del quartiere costretti a spacciare o a tacere”.La risposta dei narcos è arrivata meno di 48 ore dopo. All’alba di domenica, otto pallottole calibro 9 hanno perforato la porta della chiesa per conficcarsi sulla parete dietro l’altare. Altri sette proiettili hanno sfregiato la facciata del collegio Paolo VI, di fronte. “Sono stati i trafficanti del quartiere. Pensano di spaventarmi. Ma non ho paura”, ha raccontato il sacerdotedi 37 anni, da quattro parroco a Maria Regina. La chiesa è situata a Larrea, una delle zone più difficili della città, considerata la capitale argentina del traffico di stupefacenti.

Argentina, fabbrica di droga

A lungo Paese di transito, con l’inizio del XXI secolo, l’Argentina è diventata luogo di produzione di stupefacenti. I malviventi mimetizzano i laboratori per la lavorazione della cocaina e la fabbricazione di droghe sintetiche all’interno delle baraccopoli. Gli scarti - in particolare il cosiddetto "paco" - vengono venduti ai loro abitanti che vengono di fatto “presi in ostaggio” dai narcos. Come accade a Larrea. “Molti ragazzini sono obbligati a fare i corrieri o a spacciare in loco. Li attraggono regalando loro moto e denaro. E’ una situazione insopportabile”, afferma padre Nuñez che ha ricevuto la solidarietà dell’arcivescovodi Rosario, Eduardo Martín. Giovedì, quest’ultimo celebrerà la Messa a Maria Regina in segno di vicinanza al sacerdote minacciato e alla comunità di Larrea.“Le autorità prendano le misure adeguate per frenare la situazione di violenza”, ha affermato l’arcivescovo.

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