Il presidente rumeno incarica l'eurodeputato Tomac di formare un governo tecnico
Dopo un mese dalla sfiducia al premier Bolojan impossibile trovare un'intesa tra i partiti in Parlamento

Dopo un mese di difficili negoziati il presidente rumeno Nicusor Dan ha incaricato l’eurodeputato di area liberale Eugen Tomac, 44 anni, di formare un governo tecnico. Tomac è esponente del Partito del Movimento popolare, che non è presente nel Parlamento di Bucarest (di cui però è stato deputato fino al 2019) ed è al momento consigliere onorario dello stesso Dan per la diaspora rumena: lui stesso, nato a Odessa, proviene dalla minoranza rumena in Ucraina e arrivò in Romania a 17 anni.
«Dato che i partiti non riescono a trovare un accordo – ha dichiarato Dan - l'unica soluzione possibile è un primo ministro indipendente dai partiti in parlamento e in grado di guidare con successo la Romania nella direzione desiderata dal popolo rumeno, ovvero una posizione filo-occidentale e il mantenimento della stabilità finanziaria». Il 5 maggio i socialdemocratici (Psd) finora al governo avevano fatto passare in Parlamento, con una inconsueta alleanza con l’estrema destra di Aur, su posizioni più nazionaliste ed euroscettiche, una mozione di sfiducia nei confronti del premier liberale Ilie Bolojan, costringendolo alle dimissioni, dopo soli dieci mesi dalla sua entrata in carica. Il Psd aveva dichiarato di esser disposto a rientrare nella coalizione, ma solo con un premier diverso da Bolojan. I cui liberali (Pnl), invece, hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di una nuova coalizione con il Psd.
Dan ha cercato per settimane di ricucire lo strappo e ripristinare la coalizione, ma il Pnl è stato irremovibile. La sua scelta di un politico esponente di un partito non nel Parlamento rumeno è deliberata: l’idea è sia così in qualche modo neutrale, senza per questo essere un principiante. «La Romania – ha dichiarato il presidente - ha bisogno di consenso tra molti partiti su numerose questioni, e questo richiede esperienza politica». Una decisione, ha aggiunto, che rappresenta un «atto di responsabilità». «Proporrò una squadra tecnica di specialisti, non un governo politico», ha dichiarato per parte sua Tomac. «Sono pienamente consapevole – ha aggiunto – del momento difficile che stiamo attraversando. La Romania è in una situazione che richiede anzitutto responsabilità».
La strada per Tomac, però, per ora appare non certo facile. Due partiti, il Pnl di Bolojan e l’Usr (anch’esso di orientamento liberale) per ora recalcitrano all’idea di appoggiare un governo con ministri considerati vicini al Psd. Una quadra non facile. La situazione fa il gioco della destra di Aur, in poppa nei sondaggi con il 37%. Il cui leader, George Simion, ex candidato presidenziale, chiede elezioni anticipate, che però non sono nella tradizione politica del Paese. Il prossimo voto regolare è nel 2028.
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