Hacker contro i supermercati. E i frigoriferi vanno in tilt: allerta anche in Italia
di Gabriele Rosana, Bruxelles
I sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in almeno sette Stati europei (con epicentro tra Belgio e Lussemburgo) sono stati messi fuori uso da un’ondata di attacchi informatici. Domani riunione con il sottosegretario Mantovano

Temperature di banchi frigo e reparti surgelati in rapido aumento fino a toccare i 50 gradi, con gli scaffali rimasti temporaneamente sguarniti per via di alimenti avariati o a rischio deterioramento. I sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in almeno sette Stati europei (con epicentro tra Belgio e Lussemburgo e casi registrati anche in Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Svezia) sono stati messi fuori uso, nella notte tra domenica e lunedì, da un’ondata di attacchi informatici. È allerta anche in Italia, dove domani si terrà una riunione con il sottosegretario Alfredo Mantovano, i vertici dei servizi segreti e dell’agenzia della cyber sicurezza. Gli episodi sono simili a quelli che già un mese fa avevano interessato oltre un centinaio di punti vendita in Francia, causando allora danni per un valore stimato in decine di milioni di euro. Il metodo sarebbe analogo: la società belga Sabcobel, che gestisce gli impianti della popolare catena di supermercati Delhaize, ha spiegato che gli hacker hanno impostato la modalità di sbrinamento, provocando il riscaldamento di frigoriferi e congelatori.
«È un attacco informatico, non c’è altra spiegazione», ha detto un portavoce di Carrefour, colosso della grande distribuzione colpito al pari di Colruyt e Intermarché. Pure la succursale belga di Ikea ha confermato di aver notato, nel punto vendita di Mons, un improvviso rialzo delle temperature e di aver dovuto di conseguenza rimuovere per precauzione alcuni dei suoi cibi più iconici dai banchi frigo. Nel mirino sono finiti pure piccoli esercizi commerciali: l’emittente pubblica olandese Nos ha riferito di almeno 17 realtà locali colpite dagli hacker, mentre il gruppo svedese Ica ha indicato di aver trovato vari impianti di refrigerazione impostati su 50 gradi. Le stime dei danni per i singoli negozi vanno da qualche decina a oltre 100mila euro. La serie di episodi apparentemente coordinati nel centro-nord del continente mette in allarme anche la Commissione Europea. «La ripetizione di questi attacchi informatici desta profonda preoccupazione», ha commentato il commissario europeo all’Agricoltura e all’alimentazione Christophe Hansen, parlando di «tentativo deliberato di perturbare la nostra catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori: un segnale d’allarme che dobbiamo prendere sul serio».
Per Hansen – che porterà la questione sul tavolo della prossima riunione della Commissione Ue, già domani – «la nostra sicurezza alimentare non è attualmente a rischio, ma lo spreco di prodotti e le ripercussioni sulle imprese sono reali». Nessun gruppo ha rivendicato gli attacchi e - nonostante l’impennata di minacce ibride nel continente, alcune delle quali attribuite alla Russia - «potrebbe essere impossibile accertare chi vi sia dietro», ha affermato una portavoce del centro belga per la cybersicurezza, citando un aumento degli incidenti dovuto in parte all’intelligenza artificiale. Il commercio al dettaglio è, per le sue vulnerabilità, «un bersaglio facile», spiegano gli esperti di sicurezza informatica: gli attacchi provocano «danni immediati» anche con tecniche poco costose. Gli impianti di refrigerazione dei supermercati sono, infatti, gestiti in maniera centralizzata e collegati a Internet: una funzione che consente alle aziende che si occupano della manutenzione di diagnosticare i guasti e modificare le impostazioni da remoto, senza dover inviare ogni volta un tecnico.
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