
Non si ha il tempo di gioire per il successo dell’evacuazione di Oleshky che giunge notizia dell’ennesima tragedia. Come riferisce il Servizio statale ucraino per le Emergenze, a Komyshuvakha, cittadina nella regione di Zaporizhzha, sono morte 24 persone e altre 27 sono disperse. «È stato – ha commentato il presidente Volodymyr Zelensky – un attacco russo assolutamente devastante. Il centro abitato è stato colpito più volte da bombe aeree. È stata presa di mira una scuola utilizzata per attività umanitarie, dove la popolazione stava ricevendo aiuti». Secondo ricostruzioni preliminari, a un primo attacco è seguito un secondo, durante il quale sono state sganciate altre nove bombe. Un rifugio, dove avevano trovato riparo in tanti, è stato distrutto. Conclusa domenica la tregua a Oleshky, nessuno sa quante persone siano state evacuate. O meglio, Mosca e Kiev si sono accordate per non rendere pubblica la cifra. L’unica certezza è che dalla cittadina nella regione di Kherson, trasformatasi per mesi in un campo di battaglia tra russi e ucraini, sono stati portati via 105 animali, tra cui 4 pappagalli. Numerosi autobus, che avrebbero dovuto trarre in salvo la popolazione civile, rimasta per mesi intrappolata, sono ripartiti vuoti. Stando ai calcoli della vigilia della “first lady” Usa, Melania Trump, che avrebbe mediato la tregua – chiesta anche da papa Leone XIV al presidente Putin nel corso di una conversazione telefonica –, gli evacuati avrebbero dovuto essere «800».
«Molti autobus sono tornati indietro vuoti – ha comunicato Jana Lantratova ai giornalisti a Mosca -. A bordo degli altri c'erano molte meno persone. A dire il vero, non abbiano avuto né il tempo né l'opportunità di contarle». Inoltre, ha proseguito la Commissaria russa per i Diritti umani, «so che ci sono manovre per politicizzare la questione. Purtroppo, tutti questi tentativi sono meschini e sbagliati, perché la nostra missione non è politica, ma umanitaria».
Sulla stessa linea il suo omologo, Dmytro Lubinets, che ha ammesso che le parti si sono accordate per non comunicare le cifre esatte dell’evacuazione, avvenuta tra il 27 ottobre e le 22.59 del primo novembre .
«Vorrei – ha rimarcato il Commissario ucraino - che tutti comprendano che ciò che abbiamo fatto a Oleshky è un potenziale meccanismo che possiamo applicare ad altri insediamenti. Ecco perché né io né la parte russa renderemo ufficialmente noti i numeri. Non voglio che la questione si trasformi in una gara a chi ha fatto rientrare più persone. Questo non contribuisce all'obiettività».
L’agenzia Interfax riporta che le persone sfollate da Oleshky (tra 100 e 200 unità) che hanno scelto di non rimanere in territorio ucraino sono ora ospitate in un Centro di accoglienza nella regione di Krasnodar. Secondo la Lantratova l’evacuazione si è svolta «senza incidenti né violazioni del cessate il fuoco. Tutto è andato secondo i piani».
Le sue affermazioni contraddicono una nota rilasciata sabato dal ministero degli Esteri russo, secondo cui un attacco di un drone ucraino contro un veicolo a Oleshky avrebbe ferito due civili. Oggi il Cremlino ha definito l'operazione umanitaria a Oleshky un successo, elogiando il «livello di coordinamento raggiunto tra i partecipanti di tutte le parti», pur precisando che non sono previste missioni simili nell’immediato. Ma russi e ucraini stanno parlandosi. «Dmytro Lubinets e io – ha scritto la Lantratova - abbiamo concordato di continuare a lavorare a missioni umanitarie regolari. Oleshky deve essere il nostro primo passo. Le persone che vivono vicino alla linea del fronte hanno bisogno di un sostegno costante».
Lo spirito di aiuto nel dialogo, tanto auspicato dal Santo Padre, si sta, quindi, concretizzando.
Plauso all’evacuazione da Oleshky anche da parte di Melania Trump, che ha osservato «la missione è stata un successo, ha portato aiuti vitali e ha evacuato quasi 800 persone. Spero che questi eventi diventino il fondamento per una pace duratura tra i due Paesi». Tuttavia, secondo Le Monde , la “first lady” Usa avrebbe avuto un ruolo secondario nella tregua, invero preparata da Mosca e Kiev. Questo almeno hanno sostenuto fonti ucraine al quotidiano francese: «Donald Trump ha capito che non riceverà ma il Nobel per la pace, prova a candidare la moglie». Nel frattempo, subito dopo la fine della tregua si sono registrati pericolosi cyberattacchi sia in Russia che in Ucraina contro l’App della Protezione civile federale e contro quella dell’Allarme aereo di Kiev. In Russia, è stato denunciato, sono stati diffusi dagli hacker falsi allarmi aerei e inviti alle evacuazioni atomiche. «La situazione è sotto controllo», hanno scritto, dopo ore, le autorità.
In Ucraina, per “ingerenze ostili” sono apparsi avvisi infondati su una minaccia di radiazioni, su attacchi balistici e su pericoli chimici. Uno di questi recitava: «Ciao! Ora sarà attivo un allarme nucleare in tutta l'Ucraina. Non preoccupatevi, un Oreshnik (missile balistico, ndr ) sta arrivando». L’Aeronautica di Kiev ha invitato la popolazione alla calma e a seguire gli aggiornamenti.

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