Allerta nei cieli dell’Est Europa. Mosca: «Abbiamo il diritto di rappresaglia»

Intanto Zelensky riunisce vari leader in Ucraina per creare un coordinamento militare comune. E Vilnius prepara un piano di evacuazione in Polonia in caso di offensiva
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September 18, 2026
Un drone militare ritrovato sulla spiaggia di Rusinowo, in Polonia, il 14 settembre
Un drone militare ritrovato sulla spiaggia di Rusinowo, in Polonia, il 14 settembre
Cresce ancora la tensione tra Russia e l’Europa, in un’escalation che si fa di giorno in giorno più pericolosa. Con l’allerta sempre più elevata nei cieli soprattutto di Polonia e Paesi baltici, ma anche un crescendo di minacce da parte del Cremlino. Dopo quelle alla Polonia di un annientamento «in due o tre giorni» in caso di attacco alla Russia, oggi sono arrivate parole durissime contro la Gran Bretagna. La cui incaricata d’affari a Mosca Danae Dholakia è stata convocata dal ministero degli Esteri russo per il forte incremento di forniture di armamenti da parte di Londra a Kiev, tra cui missili a lunga gittata. Secondo Mosca con queste forniture il Regno Unito, si legge in un comunicato, «si rende complice delle sanguinose atrocità del regime di Kiev, che possono essere definite solo come terrorismo e crimini di guerra». Ed ecco la minaccia: «È stato confermato – si legge ancora nel comunicato – che qualsiasi installazione militare britannica in Ucraina utilizzata per attacchi sul territorio russo costituisce un obiettivo legittimo». Per questo Mosca si riserva il «diritto ad azioni di rappresaglia» per autodifesa. Intanto ieri la Danimarca, dopo il gravissimo incidente di un suo elicottero sfiorato pochi giorni fa da un bengala sparato da un fregata russa nel Baltico, ha annunciato l’accelerazione dell’invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev del valore di 240 milioni di euro. «Se i russi pensano di poterci innervosire – ha dichiarato il ministro della Difesa di Copenaghen Jeppe Buus – la nostra risposta è di mandare aiuti all’Ucraina ancora più in fretta del previsto».
Un chiaro allarme ha lanciato il presidente francese Emmanuel Macron. «Nelle ultime settimane – ha affermato – la minaccia, in particolare quella ibrida russa, che devono affrontare gli europei e la Francia si è intensificata», con l’intento di «intimidirci e di spezzare il nostro sforzo di sostegno agli ucraini. Il risultato sarà l’opposto. Non ci lasciamo intimidire». Anzi la minaccia russa «non resterà senza risposta». Il presidente ha annunciato un «piano per proteggere le nostre infrastrutture critiche». Parole che collimano i con quelle del premier polacco Donald Tusk. Il quale due giorni fa, citando fonti d’intelligence, ha parlato dell’intenzione di Mosca di lanciare attacchi «ibridi» con droni e missili contro Paesi Nato che sostengono l’Ucraina. «Questi possibili attacchi – ha dichiarato – saranno presentati come “incidenti”» per impedire che scatti l’articolo 5 dell’Alleanza che obbliga tutti gli alleati a portare supporto militare a uno di loro sotto attacco. E, rispondendo alle minacce di Mosca, Tusk è stato categorico: «Se qualcuno oserà attaccarci, dovrà affrontare una risposta risoluta da parte nostra e dei nostri alleati». Tusk, a sfidare i bombardamenti russi, ieri era nella piccola località sciistica di Bukovel, 200 chilometri a sud di Lviv, nel sud-ovest dell’Ucraina, per partecipare alla riunione per un coordinamento regionale “Carpathians 8” indetta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, cui hanno partecipato anche i leader di Romania e Serbia più alti esponenti di Austria e Repubblica Ceca.
L’allerta nei cieli soprattutto nell’Europa orientale resta altissima. Oggi si sono nuovamente alzati in volo caccia dell’aviazione polacca in seguito a bombardamenti da parte di droni russi nelle a ridosso della frontiera, per il timore di sconfinamenti. Giovedì sera due caccia italiani hanno “accompagnato” un jet militare russo fuori dallo spazio aereo lituano. Solo pochi giorni fa ancora velivoli della nostra Aviazione militare hanno abbattuto un drone, sempre nello spazio aereo lituano, ritenuto di origine russa. Il Paese baltico si prepara al peggio: secondo vari media, Vilnius ha predisposto un piano di evacuazione della capitale verso la Polonia in caso di minaccia militare. Sullo sfondo, le grandi incertezze sull’atteggiamento di Washington, che lancia agli alleati Nato messaggi contraddittori. Da un lato, l’emittente Nbc parla di piani del Pentagono per il possibile ritiro di 25mila soldati dall’Europa, un terzo del contingente Usa. Al tempo stesso, però, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato l’invio di nuove truppe Usa in Lituania «tra non molto», mentre alcuni giorni fa lo stesso presidente Donald Trump ha parlato di una base militare permanente in Polonia.
Il Cremlino, del resto, non può che compiacersi di altri “scricchiolii” nell’Alleanza: il premier di Bratislava Robert Fico ha detto che «non permetterà che la Slovacchia sia trascinata in guerra» per via dell’articolo 5. Intanto Mosca intensifica sempre più i bombardamenti. Utilizzando ora, altre ai pericolosissime droni con motori a reazione, anche i missili RM48U da addestramento riadattati, stando a vari media. Il ministro della Difesa di Mosca ha annunciato che le forze armate russe hanno colpito due navi cargo e una petroliera nei porti ucraini di Pivdenny e Odessa e nel Mar Nero, sostenendo che portassero armi. Anche l’Ucraina, però continua a colpire. Secondo il ministero della Difesa di Mosca Kiev ha lanciato 629 droni contro la Russia, la Crimea, nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Colpita da droni ucraini sarebbe anche una centrale nucleare a Kursk, senza gravi conseguenze. Sospese brevemente le operazioni di voto a Sochi per la presenza di droni ucraini.

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