Lecco, investì e uccise due giovanissime: autista ai domiciliari

Dopo quattro mesi, l'uomo può uscire dal carcere
December 26, 2025
Dopo meno di quattro mesi di carcere, potrà usufruire degli arresti domiciliari l'autista di 34 anni che il 20 settembre investì e uccise due amiche a Brivio, nel Lecchese. Krzysztof Jan Lewandowski, imputato di omicidio stradale aggravato dalla guida sotto l'effetto di cannabis, potrà dunque lasciare il carcere di Opera, dove è attualmente detenuto, per essere accolto dopo il 7 gennaio da una cooperativa sociale in provincia di Milano, appena sarà disponibile un braccialetto elettronico. A deciderlo è stato il gip di Lecco Gianluca Piantadosi, che ha accolto l'istanza presentata dai legali di Lewandowski, gli avvocati Gianbattista Colombo e Agnieszka Janusz, che ora potrebbero chiedere il processo con il rito abbreviato per beneficiare del relativo sconto della pena. La Procura di Lecco aveva espresso parere negativo al cambio della misura cautelare ritenendo alto il rischio di fuga, visto che in Italia l'autista non ha una dimora stabile, non ha parenti e nemmeno amici. Le vittime dell'incidente, Giorgia Cagliani e Milena Marangon, entrambe 21enni di Paderno d'Adda (Lecco), furono travolte dal furgone guidato dall'autista polacco mentre andavano alla festa del paese.
«"Eravamo a piedi e in fila indiana - aveva raccontato l'amica che era con le due vittime, Chiara Consonni - c'erano delle auto parcheggiate, stavamo tra i pochi centimetri che erano rimasti tra le auto e la striscia bianca che delimitava la carreggiata. Io ero l'ultima; avevo il telefono in mano, leggevo alcuni messaggi. A un tratto ho sentito arrivare un veicolo alle mie spalle, non so a che velocità andasse. Di riflesso mi sono spostata di fianco, e il mezzo ha investito le due mie amiche».
Dalle indagini, emerse anche che il conducente del furgone guidava dalle 8 del mattino, essendosi fermato solo per cena.
L'incidente era avvenuto attorno alle 22, quindi aveva guidato quasi ininterrottamente per quattordici ore. E dalle immagini recuperate dagli inquirenti è emerso che le ragazze camminavano in fila indiana, proprio come dichiarato dall'amica, in una zona illuminata da un lampione.
Il processo a Lewandowski ruoterà anche attorno ai tempi d'assunzione della sostanza stupefacente. L'autista polacco ha ammesso di averne fatto uso, ma due giorni prima del tragico incidente.
Giorgia e Milena si definivano sui social «sorelle di sangue», ed erano sempre pronte a sostenersi l'un l'altra con commenti affettuosi sotto a ogni foto postata su Instagram.
Giorgia studiava Scienze internazionali e istituzioni europee all'università degli Studi di Milano, giocava a pallavolo e viaggiava spesso. Milena era più riservata e teneva privati i propri profili social.

© RIPRODUZIONE RISERVATA