Imprenditore tv ucciso a Pordenone, arrestato un collaboratore. «Ha confessato»

Per l'omicidio di Mario Ruoso, storico patron di TelePordenone, è stato fermato Loriano Bedin. L'accusa è omicidio premeditato. L'uomo avrebbe usato un tubo di ferro poi gettato in un canale
March 5, 2026
Si chiama Loriano Bedin, 67 anni, l'uomo che ha confessato l'omicidio di Mario Ruoso, 87 anni, storico patron dell'emittente TelePordenone. L'uomo è stato fermato nella notte e condotto in Questura a Pordenone, dove dopo alcune ore ha ammesso le proprie responsabilità davanti agli investigatori ammettendo di essere stato lui a uccidere Ruoso.
Bedin per decenni è stato uno stretto collaboratore della vittima. «Sì, sono stato io», avrebbe detto. Era stato assunto nei primi anni Ottanta dall'emittente televisiva e vi aveva lavorato fino al 2024, quando TelePordenone aveva cessato le trasmissioni cedendo le frequenze.
Anche dopo la chiusura dell'attività, i rapporti tra i due erano rimasti e frequenti: secondo quanto emerso dalle indagini, il 67enne continuava a svolgere piccoli e grandi incarichi per Ruoso, diventando di fatto una sorta di tuttofare. Al termine dell'interrogatorio, avvenuto alla presenza del suo legale, per Bedin è scattato il fermo con l'accusa di omicidio. Le indagini proseguono per chiarire movente e dinamica del delitto.
L'accusa nei confronti di Bedin è omicidio premeditato. Lo ha precisato, nel corso di una conferenza stampa in Questura, il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, spiegando che all'uomo viene contestata la premeditazione con l'aggravante della minorata difesa, in quanto la vittima aveva 87 anni. L'oggetto con cui è avvenuto l'omicidio è un tubo di ferro della lunghezza di 71 centimetri: l'assassino se ne sarebbe liberato gettandolo nel vicino canale Brentella. I vestiti sono invece stati abbandonati nel torrente Meduna, sulla strada di casa.

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