Ripassare (tutti) la lezione di Davide Faraone, che ha raccontato la felicità di sua figlia Sara
La disabilità non si nasconde né si vergogna: quello che c'è da imparare dalla lettera che l'onorevole ha deciso di pubblicare nei giorni sorsi sul “Corriere della sera” dopo gli insulti ricevuti sui social per una foto di famiglia scattata al mare

Mi ha cercato. Sono andato a farle visita. Lo sguardo fisso sul comunicatore per farmi arrivare il suo pensiero. Era felice, Maria. Possibile? Possibile che una donna ancora giovane affetta dalla sla possa essere felice? L’atmosfera della casa è serena. Attorno a lei, la mamma, il marito, alcuni parenti. E il suo cane che non la lascia un solo istante. Penso a lei nel leggere la notizia che Sara, la figlia dell’onorevole Davide Faraone, affetta da autismo, è stata insultata sui social, dopo che suo padre ha pubblicato una foto al mare che li ritrae insieme. «Sembra un uomo» scrive qualcuno. «Che scherzi fa la natura» gli fa eco un altro. Faraone, con pazienza, spiega le motivazioni per cui Sara non va dal parrucchiere. La disabilità non è qualcosa di cui vergognarsi. Sara non ha niente da dover nascondere. E i cosiddetti «normali» saranno tali solo nel momento in cui mostreranno di essere veramente uomini. L’onorevole Faraone sta giocando con sua figlia, felice di vederla felice. Nel mare, patrimonio dell’umanità, tutti hanno il diritto di passare qualche ora lieta. Basta poco per portare gioia. A San Foca, in provincia di Lecce, Gaetano Fuso, giovane poliziotto colpito dalla Sla, volle a tutti i costi un «Terrazzo sul mare». Intelligente e caparbio, creò attorno a sé una associazione il cui nome la dice lunga: «Io posso». L’amministrazione comunale sposò il progetto dando a decine di persone disabili la possibilità di fare il bagno in sicurezza. Gaetano è volato in paradiso, l’associazione continua il suo cammino. Basta poco. Il problema non sono i fondi, che in qualche modo si trovano sempre, il vero problema siamo noi che abbiamo paura di guardarci allo specchio. Siamo noi, sempre intenti a esorcizzare la vecchiaia, la malattia, la morte.
Faraone mi ha riportato alla memoria Emmanuel Mounier, il filosofo francese fondatore del Personalismo comunitario, padre di Francoise, affetta da encefalite. Quando c’erano ospiti in casa la bambina veniva sempre messa al centro del soggiorno. «La dignità umana risiede nell’essere persona» scriveva. Al contrario del poeta Pablo Neruda, che rifiutò la sua bambina affetta da idrocefalia, definendola «Un essere ridicolo». L’onorevole Faraone ha voluto condividere con noi la gioia di una giornata a mare con sua figlia. Commentare sui social non è un obbligo. «Anche lo stolto, se tace, passa per saggio; e per intelligente se tiene chiuse le labbra» è scritto nel libro dei Proverbi. Taci, allora, se le tue parole portano scompiglio. Taci, se il tuo pensiero semina odio. Chiediti, prima di pigiare un tasto sul computer: «A che serve? Qualcuno ne ricaverà beneficio?» Se la risposta è no, desisti, passa oltre. Georges Bernanos: «Le colpe avvelenano l’aria». È vero. La violenza, che tanto deploriamo, i femminicidi che si susseguono, le guerre che stanno dilaniando il mondo, i minori con il coltello in tasca, sono fomentati e alimentati anche dall’odio verbale che si respira per le strade, nei parcheggi, nei locali, sulle spiagge e, soprattutto, sui social. Purtroppo – e dico purtroppo – sovente anche nell’aula sacra del parlamento. All’onorevole Faraone vogliamo dire grazie. Per la lezione di civiltà che ha saputo darci. Grazie per l’esempio che tanto bene farà a chi ancora, per il timore del giudizio altrui, vieta al suo bambin tante piccole gioie. Questo giovane papà ci ha rallegrato il cuore: «Quando Sara ride la natura sembra aver fatto benissimo il suo mestiere». Grandioso. I ghetti geografici, in fondo, non sono proprio difficili da demolire. Quelli che oppongono strenua resistenza sono le chiusure ideologiche, esistenziali, culturali, morali. Questioni di sguardi. Basta cambiare posizione per vedere la stessa situazione in modo del tutto diversa. Basta cambiare atteggiamento mentale per capire che la vita è bella anche quando non è perfetta. E se qualcuno dovesse illudersi di essere perfetto, si ricordi che basta un ubriacone alla guida della propria auto, uno starnuto della terra su cui poggi i piedi, un virus che all’improvviso viene a farti visita, per vedere svanire la tua perfezione e toccare con mano che «tutto è vanità». Il mondo è lungo e largo. C’è spazio per chiunque. Chi ha ricevuto di più ha il dovere di dare di più. A coloro, invece, che vogliono continuare a essere stupidi, avari ed egoisti si chiede almeno di farsi più in là e non dare fastidio ai piccoli.
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