Ragazzini come «carne da macello»: l'allarme di Gratteri

L'espressione, particolarmente aspra se riferita ai minori, è del Procuratore di Napoli, uomo abituato a pesare le parole prima di pronunciarle. E che l'ha usata per denunciare mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi che stanno minando un'intera generazione
January 22, 2026
Ragazzini come «carne da macello»: l'allarme di Gratteri
/Ansa
“Carne da macello”: un’espressione che già da sola mette a disagio le persone più sensibili; riferita agli esseri umani, poi, preoccupa seriamente. Il problema si moltiplica se i soggetti di cui si sta parlando sono minorenni. Minorenni, ragazzi, quindi, mandati a combattere in trincea, alla stregua di soldati imberbi, per procurare ad altri affari milionari facendo un lavoro sporco. Chi parla, rincara ancora la dose, definendoli stavolta “utili idioti del crimine”. Ecco, il disagio è diventato rabbia, la preoccupazione si è trasformata in indignazione. Questi ragazzini sono i nostri figli. Ma sarà vero, oppure stiamo rischiando di cadere in una sorta di procurato allarme non richiesto? No, chi si rifà a questo vocabolario così aspro non è uno sconsolato pessimista incapace di intravedere il bene al di là delle tante opacità, ma un professionista degno di fiducia per serietà e competenze.
Stiamo parlando, nientemeno, del Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, un uomo che pesa le parole prima di pronunciarle. E chi trasformerebbe questi adolescenti in “utili idioti”, in “carne da macello”? Gli adulti. Non adulti qualsiasi, però, ma criminali incalliti che sulla loro pelle fanno affari milionari, a cominciare da quelle sanguisughe che vanno sotto il nome di mafiosi, ‘ndranghetisti, camorristi. Gente senza scrupoli che appesantisce e inquina la società, spegne la speranza e mina alla base le future generazioni. Le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti, anche se tanti fanno finta di non notarle e tirano a campare. I minori hanno l’inalienabile diritto – e, ripeto, “diritto” – a essere trattati con discernimento e riguardo. Sempre, anche quando sbagliano. La società non può lavarsi le mani e la coscienza punendoli severamente come fa con i delinquenti abituali. Deve avere, invece, verso di loro, particolari attenzioni e comprensione per cercare di recuperarli, attivando tutte le forze in campo perché nemmeno uno vada perduto. Ma, qual è il terreno di cultura perché questa delinquenza minorile cresca e si sviluppi? E qua Nicola Gratteri esce da generico e individua i campi minati sui quali, passando, i minori possono farsi e fare male. Innanzitutto, la “carenza educativa”, a mio avviso il primo e più complesso dei problemi. Perché questo autentico dramma chiama in causa tutti, a cominciare dalla famiglia, passando per le varie agenzie educative e finendo allo Stato, che ha il dovere di incoraggiare, rafforzare, supportare gli attori di questo nobilissimo processo.
Gratteri, continua: «E perché i minori rischiano di meno». I vigliacchi nemici della società e delle giovani generazioni, quindi, approfittando di questa attenzione particolare verso minorenni, come già detto, li mandano in avanscoperta. Di loro – fossero anche gli stessi figli – non s’ importano niente. A loro interessa solo fare affari senza rischiare di marcire in carcere. I ragazzini vengono trattati alla stregua di paraventi dietro i quali nascondersi. Carne da macello, appunto. Animali da sacrificare sulla pira del dio denaro. «Arruolati per trasportare e vendere cocaina, per trasportare armi e andare ad ammazzare» ha concluso il Procuratore di Napoli, nel corso della conferenza stampa sul blitz anticamorra a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, dove tra le 19 persone arrestate, ben tre sono minorenni. Ce n’è abbastanza per indurci a fermarci e decidere che cosa fare. Adesso, prima che qualcun altro cada sotto i colpi di pistola di una banda rivale. O, contagiato dal delirio di onnipotenza al quale quasi nessuno sa resistere, non ceda alla tentazione di fare il salto di qualità per diventare il nuovo boss del paese o del quartiere. E si ricomincia daccapo. Accogliamo l’allarme di Gratteri. Diamoci da fare per liberare i nostri ragazzini dalle grinfie appuntite della malavita organizzata.

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