La questione resta una vita umana spezzata

Il dibattito sulla pillola abortiva può far perdere di vista il cuore di tutto
September 3, 2020
La questione resta una vita umana spezzata
Caro direttore,
il dibattito di questi giorni sulla pillola Ru486 e sulle nuove disposizioni ministeriali circa il suo uso, rischia di allontanare l’attenzione dai problemi veri circa l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg), tragedia irrisolta e antica quanto il mondo. A eccezione che nei Paesi occidentali l’Ivg resta il mezzo più usato per il controllo delle nascite, e a questo, ad esempio, non pensa mai nessuno... Sono arrivato alla conclusione che il dibattito sulla Ru486 è inutile: tra l’uso di un aspiratore o d’un antiprogestinico in fondo cambia poco. Tra la pillola e il soffio di un aspiratore la differenza è solo poco più che una suggestione.
Entrambi producono sempre comunque l’identica, cruenta interruzione di una gravidanza. È inutile e forse è davvero equivoco accanirsi ad esempio sullo 'spirito' vero della 194 quando ognuno ha un diverso 'spirito' da imputare a quella benedetta legge. Essa esordisce dicendo (Art. 1): «Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio».
E poi continua: «L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite». Dice proprio così, eppure la legge – per 40 anni – sembra paradossalmente aver solo dettato le regole per l’Ivg usata come ordinario mezzo per la regolazione delle nascite. Nessun articolo della Legge 194/78 in realtà parla o accenna a un presunto «diritto della donna» a interrompere la sua gravidanza. Eppure, dappertutto si scrive e si ripete che l’aborto è un inviolabile «diritto della donna». La carenza di 'non obiettori', anche se i numeri reali dicono altro, sarebbe un impedimento ai presunti adempimenti della legge e qualcuno per questo invoca persino l’esistenza di un complotto.
La realtà è assai più semplice: tutti in cuor loro sanno, e spesso ammettono, che interrompere una gravidanza è interrompere una vita umana; dunque perché farlo? È proprio questa la realtà: tutti in fondo sono convinti che interrompere una gravidanza sia interrompere una vita. Non c’è nessuno al mondo infatti che abbia mai esibito solidi argomenti filosofici o scientifici per sostenere che quella dell’embrione non sia vita. Ed è di questo che bisogna parlare.
È l’unica via, lunga ma efficace, per risolvere la «piaga dell’aborto»: suscitare, in chi ci sta intorno uno sguardo chiaro e sincero sul problema, capire e far capire agli altri il fatto quasi ovvio che la gravidanza non sia altro che vita in atto. L’attuale, anche accanito, dibattito sulla Ru486 può essere fuorviante; rischia addirittura di diventare un 'osso da rosicchiare', un diversivo per distogliere l’attenzione della gente dalle questioni serie di questa tragedia antica e terribile, ancora irrisolta.
Medico, impegnato nell’associazionismo cattolico e di categoria

© RIPRODUZIONE RISERVATA