Arrivano i pacchetti “plus” di Meta: così i social adesso provano a farsi pagare
Facebook, Instagram e Whatsapp Plus potranno essere comprati in un pacchetto unico da 7,99 dollari al mese. Tra le altre cose, si potrà avere accesso a una versione più avanzata dell'IA

«Se non paghi il prodotto, il prodotto sei tu». Prima bastava usare questa frase per spiegare il modello di business di società come Meta. Un colosso che per anni ha fondato gran parte dei propri ricavi sulla pubblicità mirata, resa possibile dall'analisi dei dati e dei comportamenti degli utenti. Poi è arrivata la spunta blu a pagamento per verificare gli account, la possibilità di pagare un abbonamento per non visualizzare più le pubblicità, e ora il pacchetto Plus e Premium: una versione arricchita delle app che permette di ottenere l’accesso a nuove funzionalità.
La nuova realtà dei social è questa: più spendi, migliore è il servizio. È già così per LinkedIn, che nella sua versione premium sblocca funzionalità avanzate per il networking e la ricerca lavoro, e per X, che ha introdotto tre livelli diversi di abbonamento.
E così anche Mark Zuckerberg le sta provando tutte per continuare a estrarre valore dagli utenti di Facebook, Instagram e Whatsapp, soprattutto ora che gli investimenti per l’Intelligenza Artificiale richiederanno una quantità di denaro impossibile da mantenere sostenendosi solo sul business pubblicitario. Tuttavia, Naomi Gleit, responsabile prodotti del gruppo, ha presentato i nuovi piani semplicemente come un modo per «offrire ancora di più agli utenti».
I pacchetti Meta One Plus e Premium stanno arrivando in Italia dopo un periodo di sperimentazione. Facebook Plus sembra essere già disponibile per qualcuno che ha l’ultimo aggiornamento dell’applicazione. Questo, così come Instagram Plus, potrà essere comprato singolarmente a 3,99 dollari al mese, mentre Whatsapp Plus costerà 2,99 dollari. In alternativa, potranno essere acquistati in un pacchetto unico da 7,99 dollari al mese.
La struttura ricorda quella già presente sulla piattaforma X di Elon Musk, che presenta tre livelli: Base, Premium e Premium+. Se il Base include alcune funzioni come la possibilità di scrivere post più lunghi e caricare video più lunghi, il Premium aggiunge la spunta blu e riduce gli annunci pubblicitari, mentre il Premium+ li elimina completamente e introduce limiti più alti su Grok, il chatbot di X.
Per quanto riguarda invece il pacchetto di Meta, con questa spesa l’utente potrà avere funzioni aggiuntive su Facebook e Instagram come: estendere la durata delle Storie da 24 a 48 ore, vedere quante volte una Storia è stata visualizzata di nuovo (ma non da chi), sbirciare l’anteprima della Storia senza che il nostro nome compaia nelle visualizzazioni, avere una barra di ricerca per verificare se qualche utente specifico ha visualizzato la nostra Storia, personalizzare l’icona dell’app e mandare reazioni animate come risposta alle Storie.
Su Whatsapp, invece, le novità riguarderanno soprattutto l’uso di sticker con effetti speciali, la personalizzazione dell’icona, la possibilità di fissare fino a 20 chat in alto, l’uso di suonerie esclusive per i contatti più importanti e la personalizzazione delle liste delle chat con avvisi, suonerie e temi personalizzati.
Oltre a questo, il pacchetto Plus offre un accesso più ampio rispetto alla versione gratuita alle funzionalità avanzate dell’IA di Meta, quindi la possibilità di creare più foto e video e di poter usufruire della modalità di ragionamento più avanzata della macchina. Quest’accesso è ulteriormente potenziato nel pacchetto Premium, che costa 19.99 dollari al mese e contiene tutti i vantaggi di Meta One Plus più un’ulteriore estensione dell’uso dell’IA.
In poche parole, Meta si sta allineando a quello che stanno facendo anche le altre società di IA: creare una versione a pagamento più avanzata del proprio chatbot. Inizia a essere chiaro a tutti che sostenere una versione completamente accessibile e gratuita sia insostenibile. E allora, tra uno sticker animato, e qualche altra feature che prima sarebbe stata compresa in un normale aggiornamento dell’app, l’utente si trasforma in abbonato, senza tuttavia smettere di fornire anche i propri dati. Resta da capire se qualche nuova funzionalità e l’accesso a una IA per ora meno sviluppata di altre, sarà abbastanza per convincere le persone a spendere questi soldi.
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