Casa in-finita รจ la pienezza
diย Luigino Bruni
La Sapienza biblica รจ ordito che sโintreccia ai fatti storici. E ci ricorda che siamo piรน grandi e belli delle cose piรน belle e grandi che possiamo fare, perchรฉ siamo stati creati per amore
ยซIo "sapienza sapienza" dico. Ma ne sono lontano, e lโesserci รจ lontananza. ร profonda profonditร . Chi puรฒ comprenderlo?ยป
Qoelet 7,23-24
Qoelet 7,23-24
La sapienza รจ un filo dโoro della Bibbia. ร stata il fiore di una delle primavere piรน estese, colorate e variopinte della storia dellโumanitร . Ciรฒ che si manifestรฒ in Grecia come filosofia, piรน o meno nello stesso tempo tra lโEgitto e la mezzaluna fertile divenne sapienza. Il mito antico e i suoi simboli raggiunsero una nuova etร , piรน adulta e soprattutto finalmente capace di esprimere concetti e realtร che prima restavano avvolte dalla luce accecante (e dal buio) del mistero dellโintero. Il Mythos partorรฌ il Logos. Fu lโinvenzione della parola, come nuova epifania della vita e quindi dellโuomo, del mondo e di Dio. Anche se le parole della filosofia non coincidono con quelle della sapienza, si somigliano molto. Giobbe non รจ il "Timeo" di Platone, il Cantico dei cantici non รจ il "Simposio", tuttavia riescono a parlare e a capirsi tra di loro. La filosofia nasce dalla meraviglia per un mondo che potrebbe non essere e invece รจ; la sapienza nasce invece dalla scoperta che la realtร se ben guardata contiene regole, leggi, parole che svelano il senso della vita e insegnano il mestiere del vivere. Una realtร , perรฒ, che non รจ semplicemente il libro della natura, perchรฉ essenziale nella sapienza biblica รจ lโesperienza della Legge e dei profeti, di parole rivelate e tutte dono, mappa essenziale per poter indagare e penetrare il mondo, Dio, lโuomo. Anche nella sapienza lโuomo si meraviglia, ma la prima e fondamentale meraviglia dellโumanesimo biblico nasce dallโesperienza di un mondo abitato da YHWH, dalla sua presenza e dalla sua parola. Lโuomo biblico รจ un sognatore di un uomo diverso perchรฉ รจ un sognatore di un Dio diverso.
Ecco perchรฉ la sapienza che troviamo nella Bibbia non รจ solo unโetica nรฉ una teologia. Diversamente e di piรน delle filosofia greca e delle coeve etiche asiatiche, รจ storia, perchรฉ la presenza stabile di YHWH nel mondo rende le vicende umane vere e non ombra del mondo vero sopra il sole. LโAlleanza รจ evento decisivo della storia biblica, perchรฉ si svolge nel tempo e nel suo svolgersi dร sostanza e veritร al tempo e alla storia. La sapienza รจ allora lโordito che si intreccia con la trama dei fatti storici per dar vita allโarazzo del mondo; รจ anche parola umana che dialoga con la parola di Dio in un colloquio intimo dโamore durato millenni โ e che ancora continua. ร questa sapienza il soffio che ha ispirato la mano degli scrittori di molte pagine bibliche, la chiave di lettura di libri che trattano materie molto diverse (storia, profezia, diritto...). E cosรฌ, per comprendere anche il senso della storia di Salomone e la parabola del suo regno, รจ importante leggerle in parallelo con i primi capitoli della Genesi. Salomone รจ posto dal suo Dio-YHWH al centro di un nuovo Eden, un giardino di beni e di shalom. Come Adam che coltivava e custodiva la terra donatagli da Elohim, Salo-mone amministra un regno ampio, in pace e ricco: ยซIl re Salomone estese il suo dominio su tutto Israeleยป (1 Re 4,1), il regno piรน grande di tutta la storia di Israele: ยซSalomone dominava su tutti i regni, dal Fiume alla regione dei Filistei e al confine con lโEgittoยป (5,1). Al culmine del suo shalom, lโAdam nella Genesi inizia la sua decadenza. Comincia a credere in un logos diverso, quello del serpente, e quindi a negare il discorso della sapienza. Un rinnegamento della sapienza che generรฒ il fratricidio di Caino, il gesto di Lamek e infine il diluvio. Anche i primi capitoli dei Libri dei Re ci mostrano Salomone che giunge al culmine dello splendore e della gloria: ยซGiuda e Israele... mangiavano, bevevano e vivevano feliciยป (4,20). E anche per Salomone lโapice del successo coincide con lโinizio del suo declino. Aveva ricevuto il dono della sapienza e lo aveva esercitato: ยซDio concesse a Salomone sapienza e intelligenza molto grandi e una mente vasta come la sabbia che รจ sulla spiaggia del mare. La sapienza di Salomone superava la sapienza di tutti gli orientali e tutta la sapienza dellโEgitto. Egli era piรน saggio di tutti gli uominiโฆ il suo nome era famoso fra tutte le genti limitrofe... Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la sapienza di Salomoneยป (5,9-14).
Ma, ad un certo punto, Salomone abbandona il sentiero della sapienza e imbocca quello del serpente. La Bibbia non ci dice quando iniziรฒ il declino del suo re piรน sapiente. Forse, perchรฉ, molti sapienti si perdono senza accorgersene. Una lettura sapienziale di questi capitoli (alla luce di tutta la Legge e i profeti) ci puรฒ comunque suggerire che la decadenza sia iniziata mentre Salomone stava costruendo il suo capolavoro: il tempio di Gerusalemme. Anche il suo tramonto iniziรฒ nel mezzogiorno. Per una misteriosa legge umana, una delle piรน vere, รจ il nostro capolavoro che contiene il germe della nostra corruzione. Perchรฉ se il "talento" che abbiamo ricevuto รจ grande (come lo era quello di Salomone), il suo esercizio spesso ci toglie lโinnocenza. Lโinizio della nostra decadenza diventa il costo dellโaver portato a termine la nostra opera piรน importante โ ยซSalomone dette inizio alla costruzione del tempio e la portรฒ a termineยป (6,14). Ecco perchรฉ uno dei pochi modi per salvare sulla terra qualcosa della purezza con cui ci arriviamo da bambini รจ non pretendere di concludere le opere che per compito etico iniziamo. ร lo shabbat del cuore che puรฒ salvare gli altri suoi sei giorni e lโultimo giorno. Quando riusciamo a rispettare questo shabbat speciale e invisibile, e lo facciamo in obbedienza mite a una legge intima che non abbiamo scritto noi, ma che sentiamo nostra e necessaria, non ci appropriamo del tutto dei doni che abbiamo ricevuto e cosรฌ non diventiamo padroni della nostra vita (la prima castitร , quella veramente ardua ed essenziale, รจ nei confronti di noi stessi, che ci consente, se praticata, di non auto-divorarci).
Nella vita la sinfonia piรน bella รจ lโincompiuta, il nostro vero capolavoro perchรฉ non lo รจ stato nelle forme in cui lo avevamo pensato e voluto. Le conquiste scientifiche piรน belle sono quelle che non siamo riusciti a risolvere e che quindi possiamo lasciare in ereditร ai giovani; la poesia piรน sublime รจ quella che ci รจ arrivata, come sussurro dellโanima, molte volte in molte notti e che al risveglio non siamo mai riusciti a scrivere; รจ quella parola che abbiamo detto e ridetto detto e ridetto dentro di noi e poi, quando รจ arrivata lei, ci si รจ spenta in gola per il troppo dolore ed รจ restato solo un pianto o un grido โ come nel Golgota, quando il Logos divenne muto, e disse il suo capolavoro. Tutto questo puรฒ essere chiamato, semplicemente, gratuitร . Nella tradizione ebraica le case non devono essere completate: occorre lasciare qualche angolo delle stanze non rifinito, qualche mattone scoperto; per ricordare la distruzione di Gerusalemme, ma anche per ricordare che la vita รจ sempre incompiutezza.
Il giorno delle nozze lo sposo ebreo rompe con il piede una brocca di vetro, a dire che la festa non deve essere piena. Sono una festa imperfetta e una casa incompiuta possono diventare in-finite. Mettendoci alla scuola della sapienza possiamo capire, allora, anche lโambivalenza che accompagna lโintera teologia biblica del tempio. La tradizione sacerdotale deve e vuole costruire il tempio; la sapienza, invece, mentre ci narra la sua costruzione ricorda a Salomone, e a noi, che Dio รจ piรน grande del suo tempio, e quindi nessun tempio contiene Dio ma solo sue immagini, che la Legge proibisce perchรฉ la sola immagine di Elohim lecita siamo noi, creati a sua "immagine e somiglianza": ogni altra sua immagine รจ solo scarabocchio โ il comandamento anti-idolatrico รจ primariamente antropologico. Paradossalmente, allora, la contaminazione religiosa e lโidolatria che conoscerร Salomone sono giร implicite nella costruzione del tempio, sono iscritte nel suo capolavoro. Senza la sapienza non lo capiremmo mai. Quando inizio a costruire un tempio al mio Dio sto dicendo, magari senza esserne consapevole, che รจ come gli dรจi degli altri popoli, e quindi banale come gli idoli di tutti. Iniziare la costruzione del tempio รจ dunque, per la sapienza, il primo passo nella via della corruzione religiosa. Ma questo gli ebrei lo capirono solo durante lโesilio babilonese, quando la distruzione di quel tempio meraviglioso consentรฌ loro di com-prendere cosa fosse veramente il tempio e cosa fosse veramente YHWH. Quando ritrovandosi senza tempio, senza culto e con un Dio-YHWH scon-fitto, scoprirono la sapienza e non lโabbandonarono piรน.
E qui si nascondono messaggi preziosi per ogni fede e per ogni religione. Quando i movimenti e le comunitร spirituali, fondate seguendo "soltanto una voce", iniziano a costruire templi e santuari ai loro fondatori (fisici o ideali), sta giร iniziando la loro corruzione. Quel soffio diverso, quellโAlleanza speciale sta diventando come tutte le altre, quel "dio" differente รจ in realtร come tutti gli altri "idoli" dai quali volevamo distinguerci quando tutto รจ iniziato. Non sono i fondatori che fanno i templi (Davide), ma i loro figli (Salomone). Ma รจ proprio quella costruzione del tempio, intesa come la celebrazione spettacolare della grandezza del proprio carisma (ยซHo voluto costruirti una casa eccelsaยป: 8,13), che in realtร dice che in quel loro spirito non cโรจ nulla di diverso da quello degli altri popoli. La grande costruzione decreta lโinizio della fine mentre tutto appare come massimo successo. La corruzione del cuore, individuale e collettivo, che inizia mentre stiamo finalmente compiendo quella che pensavamo fosse la cosa piรน bella e grande che dovevamo fare nella vita, ci dice qualcosa di molto bello anche se drammatico. Che siamo piรน grandi e belli delle cose piรน belle e grandi che possiamo fare, perchรฉ siamo stati creati per amore e non per utilitร , neanche per essere utili al Regno e ai suoi templi.
E se esiste davvero un paradiso โ e deve esistere, non fosse altro per i poveri โ non ci entreremo per i capolavori che abbiamo costruito, ma per quel pezzettino di anima non corrotto che siamo riusciti a conservare mentre edificavamo le nostre opere piรน belle; per lโangolo di giardino del cuore che abbiamo lasciato libero senza metterlo a reddito e non per tutti i frutti che vi abbiamo raccolto per noi e per gli altri; per quella sola ragione che abbiamo trovato per andare avanti, non per le novantanove che ci dicevano di mollare tutto; per il talento che abbiamo custodito, non per i cinque che abbiamo investito per arricchire un padrone "duro". Per il peccato che ci ha infangato e umiliato e che un giorno abbiamo finalmente accolto con misericordia, non per le virtรน che ci hanno guadagnato lodi e meriti. Ma questa logica diversa della vita ce la puรฒ insegnare soltanto la sapienza.
l.bruni@lumsa.it
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