Ti scatterò una foto
di Sofia
Caldo, vacanze, figli esibiti sui social. Il numero del 5 luglio di “Sofia”, la newsletter di Avvenire per tutta la famiglia, è dedicato allo sharenting

Numero #20| 5.7.2026
Fa caldo, caldissimo. E del caldo si è parlato tanto, tantissimo in questi giorni di inizio estate. Ci scopriamo fragili coi programmi di governo e con le strategie internazionali, con i sistemi economici sempre meno sostenibili, con le promesse urbanistiche fatte nel corso degli anni e mai davvero mantenute a ogni latitudine, eppure la prima linea del fronte, lo spazio e il tempo in cui misuriamo prima di tutto l’impatto di questa fragilità è sempre casa nostra, la famiglia.
Gli esperti hanno fatto i conti, che quasi non avremmo bisogno di veder messi nero su bianco. E sempre gli esperti ci riempiono di consigli, soprattutto per la salute dei bambini e dei nonni, perché sono loro quelli a cui dobbiamo prestare più attenzione in queste giornate. Sul quotidiano francese La Croix Arnaud Alibert ha proposto invece una lettura piuttosto insolita, concentrandosi sull'esperienza spirituale del caldo e sulle “virtù della canicola”. Quando il termometro sale, osserva il giornalista, cadono anche molte delle nostre illusioni di autosufficienza: siamo costretti a rallentare, a prendere atto dei nostri enormi limiti, a riconoscere nella nostra vulnerabilità quella degli altri e a scoprire il senso profondo della cura. Ecco allora che la canicule (come la chiamano Oltralpe) può avere il grande pregio di ricordarci l’importanza delle relazioni, che poi sono anche l’unico “rifugio climatico” di cui abbiamo davvero bisogno in questi nostri tempi complicati.
Sofia farà ancora un pezzo di strada insieme a te prima delle vacanze. Torneremo nella tua casella di posta il 19 luglio, con l’ultimo numero della stagione, e poi il 2 agosto per un piccolo saluto. Nel frattempo ti abbiamo mandato un questionario per capire come e da dove ti piacerebbe che ricominciassimo a settembre: se non l’hai visto, o non hai ancora risposto, fallo appena puoi. Serviranno un paio di minuti. Se invece l'hai già fatto, grazie di cuore. Siamo diventati una grande comunità in questi mesi e per crescere ancora abbiamo bisogno di ascoltarci.
Adesso cominciamo.
Ti scatterò una foto
L'estate è il tempo delle fotografie: i piedi nella sabbia, i tuffi riusciti e quelli finiti male, i gelati che si sciolgono prima ancora d’essere mangiati, le gite con lo zaino in spalla. È anche il tempo in cui i social network si riempiono di bambini (per lo più in costume da bagno) che ridono, giocano, corrono sulla battigia o si addormentano sfiniti sul sedile dell'auto dopo una giornata di mare: scene che raccontano la felicità delle famiglie e il meritato, condiviso riposo dopo il lungo inverno.
Nel frattempo però, tra una storia su Instagram e un album su Facebook, accade qualcos’altro (la collega Flavia Brevi lo spiega in una bella puntata della sua newsletter, che ti consigliamo di leggere): i ricordi che dovrebbero essere custoditi da chi li vive diventano contenuti pubblici; i momenti destinati a restare dentro a una famiglia iniziano un viaggio che non si può più controllare fatto di like, condivisioni, repost, i cui autori sono spesso perfetti sconosciuti.
Avrai sentito parlare di sharenting, la parola inglese che indica la condivisione sistematica della vita dei figli sui social. La sua nuova declinazione è il fenomeno delle pagelle pubblicate online: fotografie dei voti, complimenti a profusione, orgoglio genitoriale allo stato puro esibito davanti alle rispettive community. In realtà si tratta solo dell’ultimo capitolo di una storia che comincia, molto spesso, con il post della prima ecografia, della prima poppata, del dentino caduto, dell’asilo, della scuola, delle candeline soffiate al compleanno e chi più ne ha più ne metta: questa storia la raccontano mamma e papà al mondo e accompagna tanti bambini molto prima che possano decidere chi vogliono essere e che storia vogliono raccontare loro.
Prendi Marta: ha appena finito la prima superiore, è una ragazza timida, un po’ introversa. Un suo compagno ha ritrovato online una fotografia di quando aveva 5 anni, durante una vacanza al mare. Era paffutella ai tempi; quel giorno, in particolare, aveva i capelli arruffati, il costume metà abbassato ed era tutta sporca di sabbia. Non è una foto offensiva, affatto: sua madre l’ha pubblicata con amore, anzi, accompagnando lo scatto con una frase sdolcinata. A corredo, una cascata di cuori e faccine sorridenti di parenti e amici. Eppure la stessa foto, copiata e incollata da quel compagno nella chat di classe, ha scatenato commenti, prese in giro e battute che hanno imbarazzato Marta, finendo col ferirla. Il suo è solo uno dei tanti casi finiti sul tavolo dello studio di Marisa Marraffino, avvocata, esperta di diritto informatico, consulente legale di Terre des Hommes e componente del gruppo di lavoro sull'Intelligenza artificiale del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi. È un’amica di Avvenire da anni, da anni entra anche nelle scuole di tutta Italia per parlare di privacy, identità digitale e rischi della rete. Ed è stata lei a segnalarci che sempre più adolescenti hanno iniziato a chiedere aiuto legale per cancellare le fotografie pubblicate online dai loro genitori quando erano piccoli. Si sentono calpestati, traditi, violati.
Per Marisa è il segnale di un cambiamento generazionale che gli adulti stanno ancora sottovalutando. «La verità – ci ha detto – è che il problema non sono affatto gli adolescenti, siamo noi. E gli adolescenti se ne stanno accorgendo, lo vedono benissimo. Da anni ripetiamo loro che Internet non dimentica, che la privacy è un diritto, che bisogna stare attenti a ciò che si pubblica, che nessuno può toccare il loro corpo senza consenso. Poi, però, siamo noi i primi a violare questi principi, senza chiedere alcun permesso, esponendoli anche fisicamente come fossero trofei». Marisa sul punto diventa intransigente: «Siamo di fronte ad abusi veri e propri, che vengono agiti da chi dovrebbe essere maggiormente impegnato nella difesa dei diritti dei propri figli, e che devono essere fermati oltre che sanzionati».
La legge aiuta. Dai 14 anni un ragazzo può rivolgersi direttamente al Garante per la protezione dei dati personali e chiedere la rimozione dei contenuti che lo riguardano. La procedura richiede pochi minuti. Prima di quell'età, se i genitori non tutelano il suo interesse, può intervenire perfino un curatore speciale nominato dal giudice (di solito si tratta di un avvocato esperto in questa materia). È un passaggio culturale prima ancora che giuridico: significa obbligare gli adulti a riconoscere che un figlio ha diritto a costruire la propria identità digitale e a disporre del proprio corpo digitale. Facciamolo prima che si debba rivolgere a uno studio legale...
Post scriptum: ma perché, poi, continuiamo a pubblicare tutto?
Abbiamo approfittato di Marisa e lo abbiamo chiesto a lei, imparando la teoria dell’algoritmo dell’infelicità: «Viviamo immersi in un flusso di immagini che ci mostrano continuamente la felicità degli altri. Finiamo per convincerci che anche la nostra debba essere raccontata e dimostrata, a tutti i costi. E i figli sono il modo più semplice per raccontare il successo della nostra vita: li usiamo cercando disperatamente di gareggiare col mondo, di guadagnare il nostro posto sul grande palcoscenico dei social. Peccato che ci sia sempre qualcuno di più felice, di più ricco, di più bello, di più bravo. La gara così non finisce mai. E la felicità, quella vera, resta altrove. La felicità non ha bisogno e non ha tempo d’essere pubblicata».
Le abbiamo chiesto anche qualche consiglio per uscirne, che ti incolliamo qui di seguito in un piccolo elenco:
• mettere in valigia una vecchia macchina fotografica, che tutti abbiamo in qualche cassetto, e scattare un numero incalcolabile di foto delle vacanze;
• decidere insieme ai nostri figli quali sviluppare, quali mettere in cornice, quali regalare a parenti o amici e anche quali cancellare;
• se proprio si deve usare lo smartphone, farlo per condividere le foto coi nonni nelle chat riservate (e poi rimetterlo subito in borsa);
• vivere e condividere ogni momento possibile in famiglia per il gusto di farlo, non di mostrarlo;
• lasciare ai figli, tra le varie libertà, quella di costruire un giorno (quando e come vorranno) il racconto della propria vita.
🧰 La cassetta degli attrezzi
A metà tra la bussola e l'archivio
Il termine sharenting deriva dalla crasi delle parole inglesi share (condividere) e parenting (esercitare il ruolo di genitore) ed è un fenomeno ormai pervasivo.
• Dati: si stima che, in media, un bambino sia protagonista di circa 1.500 post sui social prima del suo quinto compleanno. L’80% dei bambini ha una significativa presenza online dall’età di 2 anni. Il 64% dei genitori pubblicano foto dei propri figli minori.
• Rischi: costruire un'identità digitale senza il consenso dei figli; trasformare i ricordi di famiglia in contenuti pubblici e permanenti; trasmettere l'idea che la vita privata esista solo quando viene condivisa.
• Opportunità: insegnare il valore del consenso anche nel mondo digitale; distinguere tra custodire un ricordo e pubblicarlo; educare i figli (e noi stessi) a un uso più consapevole dei social.
Sembra incredibile, ma lo sharenting diventa una preoccupazione per molti genitori soltanto quando si trovano in conflitto tra loro, in particolar modo quando discutono i termini di una separazione (il caso più celebre è stato quello dei Ferragnez). I diritti dei figli, d'altronde, vengono calpestati dagli adulti in molti ambiti, non soltanto nel mondo digitale, e le famiglie purtroppo si trovano spesso alle prese con giudici e tribunali. Abbiamo deciso di dedicare proprio a questo la nostra consueta riflessione strutturata a domande e risposte. Tocca fatti che ci hanno interpellato molto nelle ultime settimane, dalla vicenda della “famiglia nel bosco” alla sentenza storica sull'alienazione parentale della Corte d'appello di Roma. Prenditi tutto il tempo che serve per leggerla.
🖋️ Scritto in piccolo
Lo spazio a misura di bambino
Del caldo, si diceva all'inizio, bisognerà farsi una ragione: le estati saranno sempre più lunghe e sempre più canicolari. E dato che il cambiamento climatico non è una novità, esperti di tutto il mondo stanno cercando da tempo soluzioni tra le più varie per contrastarne gli effetti. Federico Rossi, dell’Università di Padova, ha raccontato a Popotus le ultime novità in fatto di materiali capaci di mitigare il calore urbano: scoprile.
Sempre nell’ultimo numero del nostro inserto di attualità dedicato ai bambini, la prima pagina è dedicata al Giappone e ai dieci milioni di robot che lo popoleranno entro il 2040. Il governo del Paese ha deciso di inserirli in tutti i settori strategici dalla sanità all’edilizia, dalla ristorazione ai trasporti. Sarà facile la convivenza tra uomini e robot?
📱 Chi ti influencer?
Famiglie sui social e in Rete
Si chiude con oggi il nostro viaggio di un anno nel mondo di chi sui social ha deciso di stare con la propria famiglia o occupandosi di tematiche familiari. Siamo partiti senza pregiudizi (anche se con qualche perplessità), abbiamo incontrato storie ed esperienze diverse, scegliendo di raccontartele attraverso le voci dei protagonisti. Ecco cosa abbiamo imparato.
⌛ Tempo al tempo
Cose da leggere, vedere, ascoltare e fare in famiglia
• Tutto, ma proprio tutto quello che c’è da sapere sullo sharenting (e su come pubblicare le foto sui social di figli e nipoti nel rispetto della legge) lo trovi sul sito del Garante della privacy, nella pagina dedicata. È uno strumento molto utile, anche per chi pensa di non averne bisogno.
• Sorpresa: i ragazzi non solo capiscono quali sono i propri diritti online meglio degli adulti, ma stanno sui social con consapevolezza e ne conoscono molto bene meccanismi e pericoli. Tanto da essere persino d’accordo con l’idea di regolamentarne l’accesso e, in alcuni casi, vietarli. Guarda il report di Fondazione Carolina.
• A proposito di social: è terribile quello che è successo con la ministra della Famiglia Eugenia Roccella dopo la drammatica scomparsa nel lago di Vico del marito, Luigi Cavallari. Una ricostruzione della vicenda l’ha fatta con delicatezza Francesco Ognibene su Avvenire.
• Nessun bisogno di foto finte o in posa per la giovane ministra svedese dell’Ambiente e del clima, Romina Pourmokhtari. Che si è portata il suo neonato in grembo a una riunione del Consiglio Ue, allattandolo con naturalezza durante il suo appassionato discorso.
• Ci si può anche esporre (fotografie annesse) con intelligenza. Alcuni lettori di Sofia ci hanno segnalato il post della cantante Francesca Michielin sul suo matrimonio. L’abbiamo trovato delizioso, oltre che denso di significato.
• Non sarà lui ad applicare il divieto di accesso ai social per gli under 16 che aveva appena annunciato: il premier britannico Keir Starmer si è dimesso poco dopo, per ragioni politiche, dicendo che tornerà «a fare il padre e il marito». Ma chi ha detto che la famiglia è il piano B?
• A proposito del divieto dei social in Australia invece (che molti reputano già fallimentare), devi assolutamente leggere questo articolo di Alberto Pellai.
• Cosa c’entrano cibo, alimentazione e denatalità? Se ne è parlato molto all’assemblea pubblica dell’Unione italiana food. Sul tema ti proponiamo anche una riflessione di Gerolamo Fazzini.
• Li chiamano “figli boomerang”: sono quelli usciti di casa col proprio progetto familiare e lavorativo, pronti a costruire la propria vita, e che poi per tutta una serie di ragioni a casa, da mamma e papà, sono dovuti ritornare. Ecco le loro storie.
• Breve vademecum estivo per genitori (o nonni) alle prese con adolescenti stravaccati sul divano.
• Lieto fine per la vicenda di Sarah e Alisya, le sorelline scomparse e poi ritrovate in Abruzzo. La guerra tra gli adulti di cui sono vittime, però, non è affatto finita...
• A proposito di situazioni familiari difficili di cui i minori fanno le spese, abbiamo ospitato un intervento sull'importanza decisiva di segnalarle firmato dalla presidente dell'Associazione nazionale delle famiglie adottive e affidatarie, Frida Tonizzo.
• Il gioco d'azzardo è una piaga e in Italia sono migliaia le famiglie che pagano il conto salatissimo di questa dipendenza. Il Forum delle associazioni familiari sta chiedendo al governo nuove regole per tutelare la salute e la dignità delle persone.
• Ci sono virtù della canicola, e anche dei videogiochi. Pare che questi ultimi possano aiutare nelle crisi di coppia...
• Mogli che aspettano mariti a Odessa: l’intenso reportage della nostra inviata in Ucraina Lucia Capuzzi.
• Nel 2024 con la campagna ”Donne per la pace” Avvenire ha sostenuto un ambizioso progetto nella scuola israeliana di Neve Shalom, l'unica in cui studiano insieme bambini ebrei e palestinesi. Coinvolgeva le mamme e ha dato frutti preziosi.
• Famiglia e tecnologie: si conclude il progetto ”Ci sto!” avviato da Avvenire e Iusve, l'Istituto universitario salesiano di Venezia, con la consulenza del giornalista Gigio Rancilio e la collaborazione dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei. Era dedicato al corpo, ne ha esplorato le varie parti: qui l'ultima puntata.
• Tornando ai diritti dei più piccoli, ”La ciutat que volem” (”La città che vogliamo” in catalano) è un bellissimo progetto educativo promosso dal Comune di Barcellona che coinvolge i bambini tra gli 8 e i 12 anni in un percorso di progettazione della città. Si sviluppa durante l'intero anno scolastico nei dieci distretti urbani e si conclude con una grande mostra pubblica, oltre che con una giornata di confronto aperta alla cittadinanza. La mostra è in corso proprio in questi giorni e resterà aperta fino alla fine di luglio: se hai la fortuna di passare da Barcellona per le vacanze coi tuoi, visitala. In alternativa, puoi conoscere tutto del progetto e dei suoi protagonisti qui.
• Luglio è il mese del Giffoni film festival, che non ha quasi bisogno di presentazioni. Quest'anno si parlerà di cose impossibili.
• Infine le nostre tradizionali proposte di itinerari estivi in famiglia. Uno a Saronno, a metà strada fra Milano e Varese, per le fantasticherie del festival “Reverie”. L'altro a Genova, che dal 10 al 12 luglio si trasformerà in una grande mappa del mondo aperta sul Mediterraneo: i palazzi storici, le piazze, il Porto Antico, i moli, i giardini e gli spazi affacciati sul mare accoglieranno oltre cinquanta appuntamenti dedicati ai molti significati del viaggio per la IX edizione di Lonely Planet UlisseFest.
La nave di Teseo e ChatGPT. Capire cos'è cambiamento guardando i nostri ragazzi
Continua la serie sul vocabolario dei giovani che ha inaugurato su Avvenire lo psicologo e scrittore Luigi Ballerini (esce ogni mercoledì, se vuoi leggerla sulla carta). Nell'ultima puntata si è parlato di trasformazioni e del perché ai nostri figli non facciano nessuna paura. Leggi.
Il nostro padre ignoto e le cose stra-ordinarie
Viaggi e avventure coi figli, ma anche semplici momenti quotidiani da condividere. Cosa conta davvero. Vai alla nuova puntata.
Due milioni di luci colorate nel cuore del Salento
Destinazione Puglia in questo inizio di estate per ammirare lo spettacolo delle luminarie di Scorrano. Scopri.
🗣️ La tua Sofia
La famiglia non si racconta da sola, servi anche tu
Hai una storia da raccontare o una riflessione che vuoi condividere a proposito di tutto quello di cui abbiamo parlato finora?
Scrivici a sofia@avvenire.it
Grazie di averci aperto la porta di casa.
Se ti sei perso i numeri precedenti, li trovi qui.
Se ancora non sei iscritto, fallo subito.
Torneremo da te tra 15 giorni dunque, domenica 19 luglio.
Se partirai nel frattempo, buone vacanze!
👋 Alla prossima!
— La redazione di Avvenire con Viviana Daloiso e in questo numero: Nicoletta Martinelli, Giuseppe Matarazzo, Luciano Moia, Chiara Vitali
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