Essere se stessi: la vera sfida da affrontare tutti i giorni
di Redazione
Non esiste un solo e unico modo per costruire un successo
La fine dell’anno scolastico è il momento in cui guardiamo indietro e pensiamo a tutte le cose che avevamo deciso di fare, per vedere come è andata. È un momento importante, se lo si prende con la giusta dose di riflessività e ottimismo. Quali obiettivi abbiamo raggiunto? E quali, invece, dovremmo rimettere in cantiere? È stato un successo? Non proprio? Riflettiamoci insieme, perché questo concetto è spesso poco chiaro. Immaginiamo che la parola "successo" sia come un tramonto. Non è fatta di una sola tinta, ma di tante sfumature. Per qualcuno, il successo può essere prendere un bel voto a scuola. Per un altro, imparare ad andare in bicicletta senza rotelle. Per qualcun altro ancora, è riuscire a essere gentile con gli altri o non arrendersi quando qualcosa è difficile. Per altri ancora, chiedere aiuto agli adulti quando ci sono momenti critici o pericoli è un grandissimo successo. I traguardi non devono per forza essere delle imprese eroiche o delle "challenge", come ci fanno credere alcuni influencer dei social: possono essere semplici azioni quotidiane. Ad esempio, leggere un libro più lungo del solito, migliorare in uno sport, oppure fare amicizia con un nuovo vicino di casa. Ogni volta che raggiungiamo un obiettivo, anche piccolissimo, stiamo provando a costruire il nostro successo. La cosa importante è capire che non esiste un solo modo giusto per avere successo. Ognuno ha il suo. L’importante è scoprire cosa ci fa stare bene. E allora prefissare degli obiettivi in quella direzione sarà sempre più gratificante. Certo, bisogna cimentarsi in molte attività, anche in quelle che non ci vanno a genio. Talvolta crediamo di non essere bravi in qualcosa, soltanto perché non abbiamo dedicato il giusto tempo a capirne le regole o a esercitarci. A volte le cose non riescono subito e può sembrarci di aver fallito. Ogni errore ci insegna qualcosa e ci aiuta a diventare più forti e più bravi. Il successo non è solo arrivare primo o essere il migliore. È crescere, imparare, provarci e non smettere di credere in se stessi. Un grande campione di nome Alex Zanardi, che da anni conviveva con una disabilità e che, purtroppo, qualche settimana fa ci ha lasciato, disse in merito alle sue imprese sportive: "Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso". Ecco, questo ci insegna che dovremmo smetterla di confrontarci con gli altri: come si fa a paragonare una rosa con un tulipano e una margherita? Sono diversamente belli! E allora si può brillare di colore, nella stessa aiuola, senza entrare in competizione. La competizione può generare liti o errori. Esopo, uno scrittore greco che visse circa 2.500 anni fa, in una favola intitolata "Il bue e la rana" racconta di una ranocchia che un giorno vide un grande bue che pascolava vicino al suo stagno. Il bue era enorme e la rana rimase colpita, così pensò che voleva imitarlo. Allora iniziò a gonfiarsi, respirando a più non posso, finché scoppiò. E le altre rane, guardando la loro amica, l’aiutarono a rimettersi in forma, ma le dissero: "Ognuno è fatto a modo suo, con le proprie qualità e questo è già sufficiente".
In collaborazione con Elena Zanfroni, Silvia Maggiolini, Damiano Meno
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