
Questo articolo è stato pubblicato sull'inserto per bambini di Avvenire del giovedì, Popotus: può essere curioso e interessante anche per i lettori adulti, ma soprattutto dagli adulti (genitori o nonni) può essere utilizzato per condividere un momento di lettura e confronto coi più piccoli.
Dalla Polonia a Cirò Marina, in Calabria, i chilometri da percorrere sono duemila ma il viaggio si allunga se, per arrivare a destinazione, si può solo fare l’autostop. Chiedere un passaggio agli automobilisti, però, è l’unico modo con cui possono avanzare le coppie partecipanti all’Auto Stop Race, la più grande gara di autostop al mondo, organizzata dal 2008 dall’Università polacca di Breslavia e conclusa lo scorso sabato. Chiedere di fermarsi alle auto di passaggio mostrando il pollice alzato non è più un gesto molto di moda: in Italia rappresenta solo l’1% dei mezzi di trasporto adoperati. Nel nostro Paese – dove è permesso ad eccezione di autostrade, svincoli, parcheggi e aree di sosta – è stato sostituito da piattaforme di car sharing, in cui il passaggio si trova e prenota in anticipo.
In Uzbekistan lo strappo si paga
Treni, bus e metropolitane non mancano in Germania, eppure nel Paese l’autostop è ancora molto diffuso ed esistono delle panchine del passaggio (si chiamano Mitfahrbak): se una persona ci si siede, i guidatori sanno che sta cercando uno strappo. Anche in Uzbekistan, Kirghizistan e in molti_Stati africani davanti a un pollice alzato si fermano tutti. Peccato che qui dall’autostoppista il conducente si aspetti di essere pagato una somma equivalente al prezzo di un biglietto del bus.
Evitarlo in Medio Oriente
Vietato vietatissimo è l’autostop in Romania, in alcune regioni dell’Australia e negli stati americani di Nevada, New Jersey, New York, Utah, Wyoming e Pennsylvania. Meglio evitare di sollevare il pollice in strada anche in Iran e nei Paesi del Medio Oriente: il gesto equivale a un insulto! Da queste parti per chiedere un passaggio si stende il braccio tendendo la mano verso il basso e muovendola con delicatezza.
A Cuba c’è una fermata
Particolarmente accoglienti sono gli automobilisti di Irlanda, Scozia, Georgia e Turchia: in questo Paese i conducenti insistono per offrire all’autostoppista anche un pasto e l’ospitalità per la notte. A Cuba – dove i mezzi pubblici sono pochi – l’autostop è incentivato dallo Stato: qui i veicoli del governo si fermano per far salire gli autostoppisti ed esistono pure fermate ufficiali e gestite da personale apposito.
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