Il Gruppo Stef assume oltre 200 persone
di Redazione
Lo annuncia Marco Bertoli, direttore delle Risorse Umane. In particolare si cercano magazzinieri, autisti e impiegati in ambito operativo

«Per l’anno prossimo abbiamo previsto oltre 200 assunzioni su tutto il territorio nazionale. I profili ricercati variano in base alle esigenze delle filiali e al posizionamento geografico, si tratta principalmente di magazzinieri, autisti e impiegati in ambito operativo. Un focus principale poi è sui giovani talenti dove, attraverso il programma Stef Graduate Program, diamo l’opportunità di effettuare un percorso di formazione a 360 gradi dell’azienda, con l’obiettivo di preparare i futuri manager». Lo afferma con orgoglio Marco Bertoli, direttore delle Risorse Umane di Stef Italia, specialista europeo del trasporto e della logistica agroalimentare a temperatura controllata.
Attraverso il sito stef.jobs si possono vedere tutte le posizioni disponibili, in Italia e in Europa. Mentre le selezioni dipendono dalla tipologia di profilo ricercato: normalmente si riceve la candidatura attraverso il sito e se il profilo viene ritenuto in linea, si viene ricontattati per fissare i colloqui. Sulla base del profilo ricercato, il numero di colloqui può variare da uno a tre.
Le tipologie contrattuali possono variare in base al profilo ed esigenze, tendenzialmente si offrono contratti diretti che possano portare al tempo indeterminato.
«Oggi attrarre talenti significa meno marketing e più coerenza: bisogna offrire una proposta di valore vera che includa crescita, flessibilità, senso del lavoro e non solo stipendio, curando tutta l'esperienza del candidato, dal primo contatto fino ai primi mesi in azienda. Ma il vero segreto è trattenere chi già lavora con noi: un'azienda che sa far crescere le persone diventa essa stessa la miglior leva di attrazione, attraverso il passaparola e la reputazione. Bisogna investire in programmi e iniziative che siano coerenti con i valori aziendali, dando l’opportunità a tutti e tutte di evolvere: la parte di formazione (upskilling e reskilling) sarà la chiave del successo futuro», conclude Bertoli.
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