Addio ad Alan Greenspan, per 19 anni a capo della Fed

Figura chiave dell'economia americana negli ultimi decenni, fu accusato di essere il responsabile della crisi finanziaria del 2008 e della Grande Recessione che travolse l'economia mondiale
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June 23, 2026
Addio ad Alan Greenspan, per 19 anni a capo della Fed
Alan Greenspan / ANSA
L'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, è morto ieri all'età di 100 anni per complicazioni legate all'Alzhaimer. Greenspan ha guidato la Banca centrale americana per quasi vent'anni sotto quattro presidenti di tutti e due i partiti. Con i suoi cinque mandati, il primo su indicazione di George Bush senior, si classifica al terzo posto tra i governatori più longevi della Fed.
Una delle maggiori figure del mondo economico negli ultimi decenni, Greenspan aveva acquisito negli anni la popolarità di una star di Hollywood, ma vide la sua reputazione intaccata dalla crisi del 2008. Anche se non ci sono dubbi che sia stato una figura chiave in un periodo di enorme fermento economico, la sua eredità è particolarmente controversa. A chi lo ritiene un "oracolo" da emulare, si contrappongono i molti che lo accusano di essere stato il responsabile della crisi finanziaria del 2008 e della conseguente Grande Recessione che travolse prima l'economia americana e poi il resto del mondo negli anni seguenti.
Poco dopo aver lasciato la guida della Fed nella mani di Ben Bernanke nel 2006, si aprì infatti un periodo nero per gli Stati Uniti. E Greenspan e la sua filosofia economica finirono sotto accusa: la sua fede nella capacità dei mercati finanziari di autoregolarsi si rivelò alla fine il suo tallone di Achille. Nel 2008 fu chiamato a testimoniare in Congresso: si disse scioccato dall'incapacità delle forze di mercato di scongiurare la crisi e si difese spiegando che i tassi bassi non erano i responsabili della bolla immobiliare. Le sue parole però non convinsero, perché Greenspan aveva trascorso anni a combattere gli sforzi del Congresso nel regolare i derivati - lo strumento ritenuto responsabile della crisi - affermando che i mercati finanziari erano in grado di controllare i rischi eccessivi meglio di quanto qualsiasi governo avrebbe potuto fare.
Greenspan guidò la Fed il 1987 e il 2006 e la rese un baluardo contro l'instabilità. La sua politica aiutò gli Stati Uniti ad affrontare vari shock: dal "Black Monday" dell'ottobre 1987, poche settimane dopo il suo insediamento, alla crisi asiatica, passando per la bolla dot-com e gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. All'apice della sua fama, durante il boom economico alla fine degli anni '90, bastava una sua osservazione per far volare o crollare i mercati. Divenne famoso per le grandi lenti dei suoi occhiali e per la sua sintassi contorta che lasciava interdetti anche i colleghi. 
Nato a New York nel 1926, aveva frequentato la New York University dove aveva conseguito la laurea in Economia con lode nel 1948. Da sempre repubblicano, Greenspan iniziò la sua esperienza nel servizio pubblico come consulente nella campagna di Richard Nixon, poi lavorò come capo economista del presidente Gerald Ford. A nominarlo alla guida della Federal Reserve fu Ronald Reagan. La sua esperienza lo aiutò a stringere buoni rapporti anche con Bill Clinton e George W. Bush, ma non con George W. H. Bush, che lo accusò di essere il responsabile della sua sconfitta alle urne nel 1992 per non avere abbassato i tassi di interesse durante la recessione del 1990-'91
«Sono stato lodato per cose che non ho fatto - disse amareggiato dopo le accuse che lo travolsero per la crisi finanziaria -. Ora vengo incolpato per cose che non ho fatto».

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