Dazi, sì dell'Ue all'accordo con gli Usa. «Ma sull'acciaio vogliamo garanzie»

Intesa tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul "patto di Turnberry" siglato con Trump l'estate scorsa. Von der Leyen: onorato un impegno. Restano però dei nodi da sciogliere
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May 20, 2026
I membri del Parlamento europeo e gli Stati membri dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo provvisorio per l'attuazione dell'accordo commerciale di Turnberry, concluso la scorsa estate con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato la presidenza cipriota dell'Ue. «Il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo sull'attuazione delle disposizioni tariffarie della Dichiarazione congiunta Ue-Usa adottata il 21 agosto 2025» si legge in una nota della presidenza. Il presidente Donald Trump aveva minacciato l'Ue con l'imposizione di nuovi dazi in caso di mancata ratifica dell'accordo in questione entro il 4 luglio. 
«Un accordo è un accordo, e l'Ue onora i propri impegni. Accolgo con favore l'intesa raggiunta dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla riduzione dei dazi doganali per le esportazioni industriali statunitensi verso l'Ue. Ciò significa che presto adempiremo alla nostra parte della dichiarazione congiunta Ue-Usa, come promesso» ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen su X.
Resta però il nodo legato all'acciaio. La scadenza dell'accordo sui dazi al 15% con gli Usa è prevista per il 31 dicembre del 2029 ma la Commissione potrà sospendere le preferenze tariffarie se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare un'aliquota tariffaria superiore al 15% sui derivati dell'acciaio e dell'alluminio dell'Ue.
È quanto prevede l'intesa raggiunta nella notte tra Consiglio, Commissione e Parlamento sull'accordo di Turnberry. La Commissione, si prevede inoltre, potrà sospendere le preferenze tariffarie qualora gli Usa non dovessero rispondere alle preoccupazioni dell'Ue in merito al trattamento tariffario del suo export. 
Il blocco dei 27 Paesi aveva stipulato un accordo con Washington lo scorso luglio, fissando dazi del 15% sulla maggior parte dei prodotti europei, ma la versione definitiva del testo doveva ancora essere definita da parte dell'Ue. Strasburgo aveva dato un primo via libera condizionato all'accordo a marzo, dopo mesi di ritardi causati dalle mire di Trump sulla Groenlandia e da una sentenza della Corte Suprema statunitense che aveva annullato molti dei dazi imposti dal presidente.

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