Leone XIV presiederà il funerale di Ruini in San Pietro. La Cei: una guida intelligente e vivace
Le esequie si terranno nel pomeriggio, alle 16.30. Dai vescovi, dai movimenti e dalle associazioni numerosi i messaggi che ricordano il cardinale e il suo contributo alla vita della Chiesa in Italia

Sarà papa Leone XIV a presiedere il funerale del cardinale Camillo Ruini, domani pomeriggio alle 16.30 nella Basilica di San Pietro. A confermarlo è la Sala Stampa della Santa Sede, che nel consueto bollettino quotidiano ha annunciato la celebrazione liturgica di commiato del cardinale che è stato a lungo presidente della Conferenza episcopale italiana e vicario del Papa per la diocesi di Roma. Concelebrerà la liturgia esequiale il cardinale Matteo Zuppi, successore di Ruini alla guida della Cei.
Il messaggio della Cei: guida dedita, intelligente e vivace
Ieri la presidenza della Conferenza episcopale italiana si è riunita a Roma nella sede di Circonvallazione Aurelia 50, dove ha pregato per il cardinale Camillo Ruini, scomparso all’età di 95 anni, ricordandone la sua figura e il servizio svolto a favore della Chiesa e, in particolare, della stessa Conferenza episcopale. Alla riunione è seguito un momento di omaggio al porporato presso la camera ardente allestita nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore. Al termine della riunione la presidenza Cei ha diffuso un messaggio di cordoglio che pubblichiamo di seguito:
«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31-32). In queste ore di commozione e di preghiera, interpretando i sentimenti dell’episcopato italiano e dell’intera comunità ecclesiale del nostro Paese, rendiamo grazie al Signore per il cardinale Camillo Ruini, affidandolo alla sua misericordia. Per lunghi anni ha servito la Chiesa in Italia con intelligenza vivace, vigore pastorale e profonda dedizione. Esprimiamo, dunque, gratitudine per il servizio che ha reso alla Chiesa e per l’impegno con cui ha accompagnato un tratto importante della vita ecclesiale italiana. Il cardinale Ruini è stato un testimone fedele del Vangelo, attento alla comunione e al rapporto tra fede, cultura e vita, nella Chiesa e nel Paese. Il suo pensiero offre idee preziose per il nostro cammino, in un contesto sociale in rapido cambiamento. Tra gli aspetti più significativi resta centrale il richiamo al primato dell’evangelizzazione e della testimonianza. Come più volte da lui sottolineato, la missione della Chiesa è annunciare Cristo e rendere visibile la sua presenza nella vita delle comunità cristiane e nella storia degli uomini. Di fronte alle fatiche quotidiane e al rischio di vivere come se Dio non fosse decisivo per l’esistenza, rimane valido il suo invito a riconoscere in Cristo la luce che illumina la verità dell’uomo. Il cardinale Ruini ha richiamato con forza la necessità di non separare la fede dalla vita, l’annuncio dalla cultura, la verità dalla libertà, nella convinzione che solo l’incontro con il Signore apre pienamente l’uomo alla propria dignità e alla propria vocazione. Questo primato spirituale si è tradotto anche in una forte attenzione alla persona umana e alla sua dignità inviolabile. In un tempo segnato da visioni frammentate dell’uomo, il suo insegnamento ricorda l’importanza di custodire una concezione integrale della persona, radicata nell’antropologia cristiana e orientata alla ragione, alla responsabilità e al bene comune. Con altrettanta chiarezza, il cardinale Ruini ha compreso l’importanza della cultura come luogo nel quale la fede è chiamata a incarnarsi e a dialogare con le domande reali dell’uomo contemporaneo. È questa la via per annunciare il Vangelo dentro le trasformazioni della storia, con fiducia nella forza della verità cristiana e nella capacità della ragione di aprirsi a Dio. In questa prospettiva si colloca anche il suo costante richiamo alla comunione ecclesiale e alla carità come dimensioni essenziali della missione. I Convegni ecclesiali nazionali di Palermo (1995) e Verona (2006) hanno espresso pienamente questo orizzonte, che unisce fede, comunione e servizio alla società. Il Vangelo della carità, non come semplice assistenza, ma come criterio di rinnovamento ecclesiale e civile, risuona quale appello per la vita del Paese. Affidiamo l’anima del cardinale Camillo Ruini al Signore e, come lui amava ripetere, all’intercessione di Maria Santissima, Madre della Chiesa, di san Giuseppe e dei santi patroni d’Italia. Nella fede nella Risurrezione, preghiamo perché il Signore lo accolga nella pace del suo Regno. A quanti lo hanno conosciuto, stimato e amato, rivolgiamo di cuore una benedizione colma di speranza cristiana.
Il cordoglio delle associazioni cattoliche
Un pastore e uomo di Chiesa che «ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana e che ha rappresentato una figura di grande rilievo per la Chiesa universale tutta»: così la presidenza nazionale dell'Azione Cattolica italiana ricorda la figura del cardinale Ruini. «Nel corso dei molti anni del suo lungo e intenso ministero sacerdotale ed episcopale, ha sempre manifestato una vicinanza sincera all’Azione Cattolica, maturata in un rapporto non privo di asperità, ma sempre schietto e insieme profondamente paterno - continua il messaggio di cordoglio -. Un legame nato e cresciuto negli anni del suo servizio nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, sua Chiesa di origine, a cavallo dei difficili anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando come assistente dell’Azione Cattolica e poi come vicario episcopale per l’apostolato dei laici accompagnò la crescita dell’associazione, promuovendo percorsi formativi e incoraggiando in particolare i giovani di Ac a vivere con responsabilità la presenza cristiana nella società, a partire dall’impegno nel mondo della scuola». Questo «rapporto di stima e collaborazione proseguito nel tempo e mai interrotto - scrive ancora la presidenza di Ac - trovò un ulteriore segno nella sua nomina ad assistente ecclesiastico generale dell’associazione, incarico che ricoprì nel biennio 1989-90, continuando a sostenere la vocazione propria dell’Ac: formare laici maturi nella fede, capaci di vivere il Vangelo nella storia e nella comunità civile». Secondo l'Ac, inoltre, «la ricchezza della sua riflessione ecclesiale è stata profondamente segnata dalla fedeltà al Concilio Vaticano II, ai suoi insegnamenti e ai suoi documenti, interpretati secondo quella prospettiva di riforma nella continuità che ha trovato una significativa formulazione nel magistero di Benedetto XVI. In questa chiave ha sempre letto il rapporto tra Chiesa e mondo, tra tradizione e rinnovamento, tra annuncio del Vangelo e responsabilità dei credenti nella storia. Senza mai perdere la fede dei semplici quale metro di misura della sua vita, unito ad una visione pastorale che troverà la sua massima espressione nel suo “Progetto culturale cristianamente orientato” e nel suo lascito».
«Il cardinale Ruini è stato un grande dono per la Chiesa italiana: durante la sua lunga presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, che ha attraversato anni molto delicati per il nostro Paese, ha dato infatti un contributo decisivo sostenendo la presenza attiva e propositiva della Chiesa nella società, e soprattutto negli ambienti della cultura e della politica. Noi gli siamo ulteriormente grati per come ha saputo favorire la presenza dei movimenti ecclesiali all'interno delle diocesi italiane e per l'attenzione e l'affetto che ci ha sempre dimostrato». Lo sottolinea il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Davide Prosperi. «La sua paternità si esercitava con particolare cura nei confronti dei giovani: durante l'apertura del primo Consiglio permanente Cei nel 1993, indicò alla Chiesa italiana il compito di "diventare, più di quanto ora non sia, casa abitabile dai giovani". Quell'indicazione fu ripresa allora anche da don Giussani come "il giudizio morale più carico di vera apprensione. E il più lungimirante". Desideriamo far nostro anche oggi quell'invito, esprimendo così la nostra gratitudine per il suo accompagnamento di tanti anni».
La rettrice Elena Beccalli, «a nome dell'intera famiglia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, si raccoglie in preghiera per la morte del cardinale Camillo Ruini, esprimendo riconoscenza per il sostegno che, nel suo lungo ministero sacerdotale e nella sua lungimirante guida della Chiesa italiana, ha sempre generosamente offerto al nostro Ateneo, incoraggiandone la sua missione educativa». È quanto comunica la stessa Università Cattolica.
Il Movimento per la Vita Italiano esprime «gratitudine per la lunga vita terrena del cardinale Ruini, al servizio della Chiesa e della società. Una gratitudine che abbraccia la duratura e profonda amicizia tra il cardinale Ruini e il Movimento per la Vita». Come presidente Cei il cardinale Ruini «ha testimoniato con lucidità, coraggio e coerenza il valore inviolabile della vita umana in ogni sua fase, dalla concepimento alla morte naturale. La sua voce è stata tra le più autorevoli nel richiamare la centralità della dignità della persona dal concepimento e la responsabilità della società nel custodire i più fragili e indifesi». Nel ricordo della più grande espressione pro-life italiana c’è «la vicinanza, il sostegno e l'incoraggiamento che il cardinale Ruini ha sempre manifestato nei confronti dell'impegno a favore della vita nascente e della promozione di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà». Nell’ora del lutto il Movimento per la Vita sottolinea «il bene seminato nel corso della sua lunga esistenza», che «continuerà a portare frutti nelle coscienze e nella vita del Paese».
Pro Vita & Famiglia esprime profondo cordoglio per la scomparsa del cardinale Camillo Rui, figura di riferimento della Chiesa cattolica italiana e voce tra le più autorevoli nella difesa dei valori non negoziabili. Con lui scompare un protagonista che ha segnato decenni di vita ecclesiale e civile del nostro Paese, senza mai sottrarsi alle battaglie più importanti. «Con il cardinale Ruini scompare un maestro che ha saputo indicare con chiarezza il confine tra il lecito rifiuto dell'accanimento terapeutico e la soppressione deliberata di una vita umana. Cira un anno fa, nell'agosto 2025, aveva ammonito: «Sopprimere un'esistenza non potrà mai essere eticamente accettabile». Una posizione tenuta ferma per quasi vent'anni, dai tempi del caso Eluana Englaro e che oggi risuona con forza straordinaria proprio mentre una parte della maggioranza di centrodestra rischia di tradire il proprio mandato elettorale cedendo alle pressioni per legalizzare la morte di Stato». «Altrettanto netta - aggiunge Pro Vita & Famiglia - la sua difesa della vita nascente. Convinto che l'aborto rappresentasse una grave violazione della dignità umana, aveva più volte sollecitato una revisione della legge 194, difendendo con forza l'obiezione di coscienza dei medici. Nel 2008 aveva proposto con coraggio una moratoria sull'aborto per «risvegliare le coscienze di tutti» e ricordare che il bambino nel grembo è un essere umano a tutti gli effetti». «È poi impossibile dimenticare il suo straordinario contributo al primo Family Day del 2007, in Piazza San Giovanni: oltre cinquecentomila persone in piazza che riuscirono a bloccare il ddl Dico sulle unioni civili. Fu la dimostrazione più compiuta della sua visione di una Chiesa capace di incidere nella vita pubblica quando sono in gioco i principi fondamentali. Pro Vita & Famiglia si unisce al dolore della Chiesa italiana e di quanti hanno trovato nel cardinale Ruini un compagno di strada nella difesa della vita e della famiglia. La sua voce mancherà, ma la sua testimonianza rimane».
Il Forum delle associazioni sociosanitarie ha appreso «con grande dolore» la dipartita del card. Camillo Ruini ed esprime, tramite il suo presidente Aldo Bova, a nome personale e di tutte le componenti del Forum delle associazioni sociosanitarie, «grande apprezzamento per la grande competenza, passione e lungimiranza con cui si è speso a servizio della Chiesa romana e italiana tutta, promuovendo sempre l’impegno dei cattolici nel sociale e nel politico a servizio del bene comune». «Ricordiamo con gioia il suo sottolineare i valori non negoziabili per i cattolici impegnati nel sociale e nel politico – afferma Bova -. Chiediamo al Signore misericordioso di accogliere al suo fianco il card. Camillo Ruini, che resta un grande testimone di misericordia e testimone del qualificato impegno del Magistero della Chiesa a servizio del bene comune alla luce del Vangelo».
La Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla famiglia e agli amici più stretti del card. Camillo Ruini – vicario emerito della diocesi di Roma e già presidente della Conferenza episcopale – ricordandolo come «un pastore che aveva una grande passione per la Chiesa e un senso alto del suo ruolo nella società». Il card. Ruini – si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio – avviò «un’importante missione cittadina richiamando tutte le componenti ecclesiali a una sua nuova evangelizzazione e partecipando, a fianco di Giovanni Paolo II, all’organizzazione del grande Giubileo del Duemila». La Comunità di Sant’Egidio «conserva una memoria affezionata dei numerosi incontri avuti con lui nel corso degli anni, dal centro storico della Capitale fino alle sue periferie. Con lui scompare un protagonista della vita ecclesiale di Roma e dell’Italia del Novecento, che ha seguito da vicino, con interesse, anche le sfide complesse della Chiesa nel nuovo millennio».
«L’Associazione medici cattolici piange la scomparsa del card. Camillo Ruini». Così il presidente nazionale dell’Amci, Stefano Ojetti. «Ha guidato la Cei con profonda umiltà e spirito di servizio sotto i pontificati di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, lasciando un segno indelebile nella storia recente del nostro Paese». «Alla notizia della sua scomparsa – si legge nella nota diffusa dall’associazione - l’Amci si stringe nel dolore e nel ricordo di una delle personalità ecclesiali più influenti degli ultimi decenni».
«“La strada è quella del coraggio e della comunione nel testimoniare la fede nella vita pubblica dell'Italia”». Sono le parole del cardinale Camillo Ruini al Movimento cristiano lavoratori che il presidente del Mcl Alfonso Luzzi ha scelto per aprire la sua nota. «Rilette oggi, al termine della sua lunga e feconda esistenza terrena – spiega Luzzi – assumono il valore di un testamento spirituale e civile, riassumendo il suo originale modo di interpretare la presenza dei cattolici nella vita del Paese». Luzzi parla di «un magistero concreto e lungimirante, frutto di una rara sintesi tra intelligenza, fede e passione pastorale, sempre radicato in una chiara visione ideale». Ruini «ha saputo valorizzare il ruolo dei laici e delle loro aggregazioni, indicando come l'annuncio cristiano possa e debba incontrare le domande reali dell'uomo, della società e della cultura, senza rinunciare alla propria identità. Come Movimento, abbiamo condiviso e sostenuto il suo approccio, dal Progetto Culturale alla difesa dei principi non negoziabili, nella convinzione che l'impegno dei cattolici nella società rappresenti una risorsa essenziale per promuovere la dignità della persona, il valore del lavoro, la solidarietà e il bene comune».
Il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Meic) definisce Ruini «una delle voci più autorevoli e riconoscibili della Chiesa italiana del secondo Novecento. La sua lunga guida della Cei e il suo instancabile magistero come Vicario per la Diocesi di Roma hanno lasciato un'impronta duratura sul cattolicesimo italiano e sul suo rapporto con la cultura, la società e le istituzioni del Paese». Il Meic, si legge ancora nella nota diffusa dall’associazione, «da sempre opera per una feconda mediazione tra fede e storia» e per questo «ha riconosciuto in Ruini un interlocutore esigente e appassionato, capace di richiamare i cattolici italiani – intellettuali, professionisti, uomini e donne impegnati nella vita civile – alla responsabilità di essere presenti nella cultura del proprio tempo senza timidezze. Pertanto lo ricorderemo come una figura che ha saputo tenere insieme rigore intellettuale e coraggio pastorale, in un'epoca di profondi cambiamenti».
«Siamo grati al Signore per la vita, la testimonianza e la guida del cardinale Camillo Ruini»: è il sentimento espresso dal network associativo “Ditelo sui tetti”, impegnato a Roma nel suo terzo “Festival dell’umano tutto intero”, con la Messa del secondo giorno celebrata dal cardinale Mario Grech «offerta in suffragio e in ricordo di questo grande pastore nella contemporaneità, la cui leva si vede in tanti autorevoli amici» protagonisti e ospiti del Festival, come «Luisa Santolini, Paola Binetti, Maurizio Sacconi, Eugenia Roccella».
«Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, l’Italia e la Chiesa non perdono soltanto un fine teologo e un uomo delle istituzioni, ma un autentico gigante del pensiero, un faro che ha saputo illuminare e guidare intere generazioni nel mare aperto della testimonianza civile e della difesa dell'uomo». Lo afferma il presidente di Steadfast, Emmanuele Di Leo. «Per me, per la mia storia e per l'azione che ogni giorno umilmente cerco di portare avanti attraverso l'agire di Steadfast – aggiunge il leader dell’associazione impegnata in iniziative di solidarietà internazionale a tutela della vita umana – il cardinale Ruini ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile. La sua straordinaria intuizione del “Progetto Culturale” ci ha insegnato che la fede e i valori antropologici non devono mai isolarsi, ma farsi cultura viva, dialogo a viso aperto con la società, capacità di incidere sulla realtà e sulla legislazione per il bene comune». Ruini, aggiunge Di Leo, «è stato il baluardo dei “principi non negoziabili”, colui che con fermezza, ma senza mai cadere in sterili ideologismi, ha difeso la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, la centralità della famiglia e la dignità dei più fragili contro ogni deriva eutanasica e utilitaristica».
Si «unisce al dolore della Chiesa cattolica» l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) che «esprime cordoglio» e «porge le più sentite condoglianze alla Santa Sede, alla Conferenza episcopale italiana e a quanti ne hanno condiviso il cammino umano e spirituale. Figura autorevole della Chiesa e della vita pubblica italiana – aggiunge l’Ucei – il cardinale Ruini ha accompagnato una stagione significativa di dialogo tra ebrei e cristiani, contribuendo a consolidare rapporti di reciproco rispetto».
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