Leone XIV presiederà il funerale di Ruini in San Pietro. Il cordoglio del mondo cattolico

Le esequie si terranno nel pomeriggio, alle 16.30. Dai movimenti e dalle associazioni numerosi i messaggi che ricordano il cardinale e il suo contributo alla vita della Chiesa in Italia
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June 17, 2026
Il cardinale Camillo Ruini / SICILIANI
Il cardinale Camillo Ruini / SICILIANI
Sarà papa Leone XIV a presiedere il funerale del cardinale Camillo Ruini, domani pomeriggio alle 16.30 nella Basilica di San Pietro. A confermarlo è la Sala Stampa della Santa Sede, che nel consueto bollettino quotidiana ha annunciato la celebrazione liturgica di commiato del cardinale che è stato a lungo presidente della Conferenza episcopale italiana e vicario del Papa per la diocesi di Roma.

Le condoglianze delle associazioni cattoliche

Un pastore e uomo di Chiesa che «ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana e che ha rappresentato una figura di grande rilievo per la Chiesa universale tutta»: così la presidenza nazionale dell'Azione Cattolica italiana ricorda la figura del cardinale Ruini. «Nel corso dei molti anni del suo lungo e intenso ministero sacerdotale ed episcopale, ha sempre manifestato una vicinanza sincera all’Azione Cattolica, maturata in un rapporto non privo di asperità, ma sempre schietto e insieme profondamente paterno - continua il messaggio di cordoglio -. Un legame nato e cresciuto negli anni del suo servizio nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, sua Chiesa di origine, a cavallo dei difficili anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando come assistente dell’Azione Cattolica e poi come vicario episcopale per l’apostolato dei laici accompagnò la crescita dell’associazione, promuovendo percorsi formativi e incoraggiando in particolare i giovani di Ac a vivere con responsabilità la presenza cristiana nella società, a partire dall’impegno nel mondo della scuola». Questo «rapporto di stima e collaborazione proseguito nel tempo e mai interrotto - scrive ancora la presidenza di Ac - trovò un ulteriore segno nella sua nomina ad assistente ecclesiastico generale dell’associazione, incarico che ricoprì nel biennio 1989-90, continuando a sostenere la vocazione propria dell’Ac: formare laici maturi nella fede, capaci di vivere il Vangelo nella storia e nella comunità civile». Secondo l'Ac, inoltre, «la ricchezza della sua riflessione ecclesiale è stata profondamente segnata dalla fedeltà al Concilio Vaticano II, ai suoi insegnamenti e ai suoi documenti, interpretati secondo quella prospettiva di riforma nella continuità che ha trovato una significativa formulazione nel magistero di Benedetto XVI. In questa chiave ha sempre letto il rapporto tra Chiesa e mondo, tra tradizione e rinnovamento, tra annuncio del Vangelo e responsabilità dei credenti nella storia. Senza mai perdere la fede dei semplici quale metro di misura della sua vita, unito ad una visione pastorale che troverà la sua massima espressione nel suo “Progetto culturale cristianamente orientato” e nel suo lascito».
«Il cardinale Ruini è stato un grande dono per la Chiesa italiana: durante la sua lunga presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, che ha attraversato anni molto delicati per il nostro Paese, ha dato infatti un contributo decisivo sostenendo la presenza attiva e propositiva della Chiesa nella società, e soprattutto negli ambienti della cultura e della politica. Noi gli siamo ulteriormente grati per come ha saputo favorire la presenza dei movimenti ecclesiali all'interno delle diocesi italiane e per l'attenzione e l'affetto che ci ha sempre dimostrato». Lo sottolinea il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Davide Prosperi. «La sua paternità si esercitava con particolare cura nei confronti dei giovani: durante l'apertura del primo Consiglio permanente Cei nel 1993, indicò alla Chiesa italiana il compito di "diventare, più di quanto ora non sia, casa abitabile dai giovani". Quell'indicazione fu ripresa allora anche da don Giussani come "il giudizio morale più carico di vera apprensione. E il più lungimirante". Desideriamo far nostro anche oggi quell'invito, esprimendo così la nostra gratitudine per il suo accompagnamento di tanti anni». 
La rettrice Elena Beccalli, «a nome dell'intera famiglia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, si raccoglie in preghiera per la morte del cardinale Camillo Ruini, esprimendo riconoscenza per il sostegno che, nel suo lungo ministero sacerdotale e nella sua lungimirante guida della Chiesa italiana, ha sempre generosamente offerto al nostro Ateneo, incoraggiandone la sua missione educativa». È quanto comunica la stessa Università Cattolica. 
Pro Vita & Famiglia esprime profondo cordoglio per la scomparsa del cardinale Camillo Rui, figura di riferimento della Chiesa cattolica italiana e voce tra le più autorevoli nella difesa dei valori non negoziabili. Con lui scompare un protagonista che ha segnato decenni di vita ecclesiale e civile del nostro Paese, senza mai sottrarsi alle battaglie più importanti. «Con il cardinale Ruini scompare un maestro che ha saputo indicare con chiarezza il confine tra il lecito rifiuto dell'accanimento terapeutico e la soppressione deliberata di una vita umana. Cira un anno fa, nell'agosto 2025, aveva ammonito: «Sopprimere un'esistenza non potrà mai essere eticamente accettabile». Una posizione tenuta ferma per quasi vent'anni, dai tempi del caso Eluana Englaro e che oggi risuona con forza straordinaria proprio mentre una parte della maggioranza di centrodestra rischia di tradire il proprio mandato elettorale cedendo alle pressioni per legalizzare la morte di Stato». «Altrettanto netta - aggiunge Pro Vita & Famiglia - la sua difesa della vita nascente. Convinto che l'aborto rappresentasse una grave violazione della dignità umana, aveva più volte sollecitato una revisione della legge 194, difendendo con forza l'obiezione di coscienza dei medici. Nel 2008 aveva proposto con coraggio una moratoria sull'aborto per «risvegliare le coscienze di tutti» e ricordare che il bambino nel grembo è un essere umano a tutti gli effetti». «È poi impossibile dimenticare il suo straordinario contributo al primo Family Day del 2007, in Piazza San Giovanni: oltre cinquecentomila persone in piazza che riuscirono a bloccare il ddl Dico sulle unioni civili. Fu la dimostrazione più compiuta della sua visione di una Chiesa capace di incidere nella vita pubblica quando sono in gioco i principi fondamentali. Pro Vita & Famiglia si unisce al dolore della Chiesa italiana e di quanti hanno trovato nel cardinale Ruini un compagno di strada nella difesa della vita e della famiglia. La sua voce mancherà, ma la sua testimonianza rimane».
Il Forum delle associazioni sociosanitarie ha appreso «con grande dolore» la dipartita del card. Camillo Ruini ed esprime, tramite il suo presidente Aldo Bova, a nome personale e di tutte le componenti del Forum delle associazioni sociosanitarie, «grande apprezzamento per la grande competenza, passione e lungimiranza con cui si è speso a servizio della Chiesa romana e italiana tutta, promuovendo sempre l’impegno dei cattolici nel sociale e nel politico a servizio del bene comune». «Ricordiamo con gioia il suo sottolineare i valori non negoziabili per i cattolici impegnati nel sociale e nel politico – afferma Bova -. Chiediamo al Signore misericordioso di accogliere al suo fianco il card. Camillo Ruini, che resta un grande testimone di misericordia e testimone del qualificato impegno del Magistero della Chiesa a servizio del bene comune alla luce del Vangelo».
La Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla famiglia e agli amici più stretti del card. Camillo Ruini – vicario emerito della diocesi di Roma e già presidente della Conferenza episcopale – ricordandolo come «un pastore che aveva una grande passione per la Chiesa e un senso alto del suo ruolo nella società». Il card. Ruini – si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio – avviò «un’importante missione cittadina richiamando tutte le componenti ecclesiali a una sua nuova evangelizzazione e partecipando, a fianco di Giovanni Paolo II, all’organizzazione del grande Giubileo del Duemila». La Comunità di Sant’Egidio «conserva una memoria affezionata dei numerosi incontri avuti con lui nel corso degli anni, dal centro storico della Capitale fino alle sue periferie. Con lui scompare un protagonista della vita ecclesiale di Roma e dell’Italia del Novecento, che ha seguito da vicino, con interesse, anche le sfide complesse della Chiesa nel nuovo millennio».
«L’Associazione medici cattolici piange la scomparsa del card. Camillo Ruini». Così il presidente nazionale dell’Amci, Stefano Ojetti. «Ha guidato la Cei con profonda umiltà e spirito di servizio sotto i pontificati di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, lasciando un segno indelebile nella storia recente del nostro Paese». «Alla notizia della sua scomparsa – si legge nella nota diffusa dall’associazione - l’Amci si stringe nel dolore e nel ricordo di una delle personalità ecclesiali più influenti degli ultimi decenni».

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