Il Papa torna a lavorare dal “Gemelli”. «Il polmone operato in ripresa»

La seconda giornata di Leone XIV dopo l’operazione: la notte tranquilla, i nuovi esami, la fisioterapia e la Messa concelebrata a mezzogiorno. Nel pomeriggio la visita del sostituto Rudelli. Le parole del cardinale Parolin sul pontificato. Attesa per l’Angelus di domenica
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October 15, 2026
Il Papa torna a lavorare dal “Gemelli”. «Il polmone operato in ripresa»
La preghiera per papa Leone XIV davanti al policlinico "Gemelli" di Roma dove è ricoverato / REUTERS
La notte tranquilla. La colazione al mattino. I nuovi accertamenti medici. La seduta di fisioterapia con «attività motorie complete». La Messa concelebrata a mezzogiorno. E soprattutto la «ripresa dell’attività lavorativa», annuncia la Sala Stampa vaticana. Seconda giornata di Leone XIV al policlinico “Gemelli” di Roma dopo l’intervento di martedì pomeriggio per rimuovere il tumore al polmone e asportargli uno dei lobi polmonari. «Il decorso post-operatorio procede regolarmente», è la sintesi del medico curante Luigi Carbone e del professor Stefano Margaritora, il chirurgo che ha guidato l’equipe dell’intervento. Nel bollettino medico che entrambi firmano traspare ottimismo. Anche perché, si legge nel testo, «la radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato».
Le immagini dal Papa davanti al policlinico "Gemelli" di Roma dove Leone XIV è ricoverato / AFP
Le immagini dal Papa davanti al policlinico "Gemelli" di Roma dove Leone XIV è ricoverato / AFP
Inoltre in mattinata il Pontefice «ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma». Anche il fatto che Leone XIV sia tornato a lavorare è un segnale. Come lo è l’Eucaristia concelebrata nella stanza appositamente allestita al decimo piano del “Gemelli”, nell’ala dei Papi che lo accoglie: era successo anche il giorno precedente. E c’è anche la prima visita di lavoro: nel pomeriggio quella del sostituto della segreteria di Stato, l’arcivescovo Paolo Rudelli, comunica la Sala Stampa vaticana. «Lo ha trovato bene», riferisce il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della cerimonia per i sessanta anni delle relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e la Repubblica dell’Iraq. E aggiunge: «Se sono preoccupato? Sì, perché mi dispiace veramente per quanto è successo. Ma mi fido dei bollettini». Certo, prosegue, «si tratta di capire che cosa diranno i medici e, in base a tutti gli elementi emersi, il Papa potrebbe anche rimodulare il pontificato, se lo riterrà necessario». Parolin racconta la «grande sorpresa» nella Curia Romana. «Nessuno si sarebbe aspettato la scoperta della malattia. Però il clima è sereno e c’è fiducia che il problema si possa risolvere in tempi brevi e in maniera definitiva». Quindi tiene a far sapere di essere «molto lieto» dell’annuncio diretto fatto dal Papa domenica in piazza San Pietro perché così «si sono evitate dietrologie».
Ancora è prematuro avere una conferma sull’Angelus di domenica dal policlinico, benché emerga la volontà di Leone XIV di farlo. «Se starà bene, lo pronuncerà dal “Gemelli”», dice il segretario di Stato durante l’uscita all’ambasciata irachena presso la Santa Sede. E, sull’attesa visita in America Latina fissata dal 6 al 17 novembre, Parolini sottolinea: «Anzitutto dobbiamo attendere che il Papa esca dall’ospedale. È un viaggio lungo e impegnativo da affrontare. Quando il Pontefice è stato ricoverato, aveva stabilito che si sarebbe mantenuto nella forma prevista. Pertanto, se tutto andrà bene, il viaggio si farà».

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