“Carità del Papa”: una Giornata per aiutare (davvero) Leone

Domenica 28 giugno tutte le parrocchie sono invitate a organizzare una raccolta speciale dedicata all’Obolo di San Pietro per sostenere le iniziative caritative e missionarie al servizio diretto del Santo Padre. Avvenire in campo: il ricavato delle copie di domenica andrà tutto alla Carità del Papa. L'impegno di Azione Cattolica "sul campo"
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June 24, 2026
“Carità del Papa”: una Giornata per aiutare (davvero) Leone
Consiglio per chi ancora non l’ha fatto: un giro online – dai siti informativi ai social – cercando i video del viaggio del Papa in Spagna. Una navigazione che, per una volta, non sarà tempo perso. Perché la rete pullula di immagini con Leone che abbraccia bambini, si inchina davanti a disabili, coccola neonati, ascolta migranti, si intenerisce davanti ai malati. E prega, come vorremmo riuscire tutti noi a pregare: sereno, concentrato, assorto, come se più nulla attorno a lui avesse senso. Lo portiamo negli occhi e nel cuore così, nei fotogrammi e nelle parole di «sette giorni di “magnifica humanitas”», come li abbiamo definiti su queste pagine nell’edizione di domenica. E allora, sì: un Papa così umano e divino vorremmo aiutarlo in ogni modo possibile. Con la nostra preghiera, anzitutto, ma anche con la concretezza di un gesto di sostegno alle sue necessità, che poi sono quelle dell’umanità ferita che incontra.
L’occasione, come ogni anno, si sta per ripresentare con la domenica di giugno più prossima alla festa dei santi Pietro e Paolo, il 28. La Chiesa italiana, com’è ormai consolidata tradizione, chiama tutti a stringersi attorno al Santo Padre nella “Giornata per la Carità del Papa” e la sua semplicissima proposta: destinare l’intero ricavato della colletta durante le Messe domenicali del 28 ad alimentare l’Obolo di San Pietro e la sua azione caritativa direttamente legata al Papa. Tutta la Chiesa italiana, attraverso ogni parrocchia, può così abbracciare Leone XIV, e non solo idealmente.
Un’idea con una forza simbolica e pratica tale che è impossibile “stare a guardare”. Per questo chi ha le radici nelle parrocchie, come l’Azione Cattolica, ha voluto rinnovare l’impegno di ogni sua articolazione locale per animare la Giornata, fianco a fianco con un’altra presenza familiare a tante parrocchie, come Avvenire. Con l’obiettivo di raggiungere la massima consistenza possibile nella raccolta di donazioni tra chi parteciperà alle Messe festive domenica 28 giugno, Avvenire torna a proporre che nelle parrocchie si formino gruppi di volontari (e qui si innesta la mobilitazione di Azione Cattolica) per proporre l’acquisto di copie dell’edizione domenicale di Avvenire assicurando la destinazione del ricavato per la Carità del Papa.
La formula è collaudata: il coordinatore di ogni gruppo parrocchiale costituito per la Giornata del 28 giugno chiama il numero 026780331/324 oppure scrive una email a diffusione@avvenire.it entro lunedì 22 giugno comunicando l’intenzione di aderire all’iniziativa e i riferimenti della parrocchia, indicando il numero di copie che intende ordinare (minimo 20), il proprio nome, telefono ed email per essere ricontattato e i dati dell’edicola più vicina alla parrocchia (dev’essere aperta la mattina del 28 giugno...) presso la quale verranno consegnate le copie del quotidiano. Avvenire invierà una lettera di presentazione al referente del gruppo, che prenderà contatto con l’edicolante per comunicare l’arrivo delle copie nella domenica della Giornata per la Carità del Papa, concordare l’ora del ritiro e le modalità di pagamento delle copie, se prima o dopo la vendita in parrocchia.
Andrà consegnato in edicola solo l’equivalente del prezzo delle copie (insieme a quelle eventualmente rimaste invendute). Avvenire provvederà a devolvere all’Obolo di San Pietro l’ammontare complessivo di questa straordinaria rete volontaria di diffusione. I gruppi a loro volta potranno aggiungere a questa somma anche le eccedenze rispetto al valore delle copie (c’è sempre chi lascia il resto, e anche di più, quando la causa lo merita...) tramite una delle modalità indicate sul sito ufficiale www.obolodisanpietro.va nella sezione “Dona”.
In buona sostanza: organizzandoci come sappiamo fare quando c’è da “dare una mano” in parrocchia possiamo mettere nelle mani del Papa quel che serve alla sua carità. Cosa? Lo spiega per categorie generali il rendiconto offerto dal sito dell’Obolo di San Pietro: sostegno alla missione apostolica, progetti di assistenza diretta, estensione della presenza evangelizzatrice, progetti sociali, supporto alla presenza evangelizzatrice... Vita, educazione, carità, culto, sviluppo umano, patrimonio storico, cultura, evangelizzazione. In ogni parte del mondo. C’è tutto questo, e molto altro, dentro la Carità del Papa. Vogliamo metterci dalla sua parte?
La Cei alle parrocchie: mettiamoci creatività
Una proposta da vivere «con creatività», perché «non si tratta solo di un gesto routinario ma di una nuova occasione per sensibilizzare la comunità, per far conoscere quanto il Papa fa per l’umanità sofferente e per sentirci una sola famiglia nella Chiesa». Lo scrive della Giornata per la Carità del Papa monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Cagliari, nella lettera inviata a tutte le parrocchie italiane e consegnata – anche ai non abbonati – con l’edizione di Avvenire del 21 maggio insieme alle locandine per promuovere l’appuntamento. Una proposta importante da celebrare in tutte le chiese perché promuove l’unità con il Pontefice.
Per questo monsignor Baturi invita a considerare che «con la sua missione, che abbraccia ogni continente, il Papa si fa annunciatore del Vangelo e, al contempo, promotore instancabile dello sviluppo umano integrale, della giustizia, della pace e della fratellanza tra i popoli». Riflettendo sulla frase di san Paolo scelta come tema della Giornata 2026 – «Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti» – Baturi spiega che «non è solo un augurio, ma è piuttosto una chiamata anche per la nostra comunità: la fede, per essere autentica, deve tradursi in un amore che non si accontenta, che non si chiude nel perimetro dei nostri bisogni, ma che “sovrabbonda”, arrivando a toccare le ferite del mondo intero. Questa “eccedenza” della carità trova una sua particolare espressione nel ministero del Santo Padre». La Giornata «ci permette di partecipare attivamente a questo grande disegno di amore. Il nostro gesto concreto si traduce in aiuti essenziali per tante opere caritative in tutto il mondo, in favore di persone e famiglie in difficoltà estrema, popolazioni devastate da guerre o colpite da calamità naturali, comunità che necessitano di un sostegno urgente in termini di assistenza sanitaria e di educazione. Pensiamo a quanti oggi attendono un segno di speranza: sono i poveri, gli esclusi, quanti vivono nelle periferie umane e che interpellano la nostra fede. Per loro la carità deve diventare operativa, riconoscendo i bisogni e intervenendo con tempestività».
Azione Cattolica: corresponsabili della missione di Pietro
di Michele Tridente
C’è una parola che da sempre accompagna il cammino dell’Azione Cattolica: corresponsabilità. È la consapevolezza che ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a rendere più viva la missione della Chiesa e più concreto il Vangelo nella storia. È con questo spirito che anche quest’anno siamo chiamati a vivere la Giornata per la Carità del Papa, che la Chiesa italiana celebrerà domenica 28 giugno.
Non si tratta soltanto di un appuntamento tradizionale. È un’occasione preziosa per manifestare in modo concreto la nostra vicinanza a papa Leone XIV, sostenendo la sua missione di pastore universale e le opere di carità che, attraverso l’Obolo di San Pietro, raggiungono ogni angolo del mondo.
Le immagini che ogni giorno arrivano nelle nostre case raccontano un’umanità ferita: guerre che seminano morte e distruzione, popolazioni costrette alla fame, famiglie in fuga dalla propria terra, emergenze ambientali che colpiscono soprattutto i più poveri. Davanti a queste sofferenze potremmo sentirci impotenti. Eppure la Chiesa ci insegna che nessun gesto di bene è troppo piccolo quando nasce da un cuore che ama. Anche un semplice contributo può trasformarsi in aiuto concreto, speranza, vicinanza, sollievo.
Per questo l’iniziativa che da anni vede camminare insieme Azione Cattolica e Avvenire rappresenta molto più di una raccolta fondi. È il segno di un’alleanza che mette in rete energie, disponibilità e passione educativa al servizio del bene comune. Domenica 28 giugno il ricavato della vendita delle copie di Avvenire andrà ancora una volta ad aggiungersi alla colletta raccolta nelle celebrazioni festive e sarà interamente devoluto alle opere di carità dell’Obolo di San Pietro.
La storia di questa collaborazione parla da sola. Ogni anno in tantissime parrocchie delle diocesi italiane le socie e i soci dell’Azione Cattolica hanno saputo offrire un contributo decisivo, rendendo capillare e partecipata un’iniziativa che unisce informazione, formazione e solidarietà. È una testimonianza bella di laicato maturo, capace di mettersi al servizio della comunità ecclesiale con generosità e discrezione.
Per questo l’invito che anche quest’anno rivolgiamo a tutti gli aderenti all’Ac, ai ragazzi, ai giovani, agli adulti, agli educatori, ai responsabili associativi e ai gruppi parrocchiali è semplice e concreto: partecipiamo con entusiasmo. Organizziamoci nelle nostre comunità, rendiamoci disponibili per la diffusione del giornale, coinvolgiamo amici e famiglie, aiutiamo a comprendere il significato profondo di questo gesto. È un modo per dire al Papa: non sei solo. È un modo per ribadire – con le parole del suo primo discorso dalla loggia centrale di San Pietro –: «Vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono». La tua voce è la nostra voce quando chiede pace; il tuo impegno è il nostro impegno quando difende la dignità di ogni persona; la tua carità è la nostra carità quando si fa vicinanza agli ultimi.
Domenica 28 giugno facciamo dunque in modo che ogni parrocchia, ogni comunità possa sentirsi protagonista di una grande rete di bene. Ogni copia venduta, ogni offerta raccolta, ogni disponibilità donata contribuirà a portare un segno di speranza là dove c’è bisogno. Perché quando la carità diventa comunione il bene si moltiplica. E quando una comunità si stringe attorno al Successore di Pietro tutta la Chiesa diventa più forte nella sua missione di annunciare il Vangelo e servire l’umanità.
Michele Tridente è segretario generale dell’Azione Cattolica italiana

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