sabato 9 settembre 2023
Promosso dalla Comunità che ha la sua sede in Trastevere a Roma è un appuntamento sorto nel solco dello "Spirito di Assisi" e sul confronto tra le fedi. Domenica l'apertura dell'incontro
La locandina dell'evento promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a Berlino da oggi a martedì

La locandina dell'evento promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a Berlino da oggi a martedì - Sant'Egidio

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Il popolo che vuole la pace, in Ucraina e nel mondo, si raduna da domenica fino a martedì a Berlino per il 37° incontro internazionale “Religioni e culture in dialogo” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio nello “spirito di Assisi”, quello della prima preghiera per le religioni voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. “L’audacia della pace – Den Frieden wagen” è il titolo scelto per l’edizione di quest’anno.

Sono tanti i conflitti che insanguinano la terra e sembrano non finire mai, come il conflitto in Siria e quello che si combatte ancora, dopo un anno e mezzo, in Ucraina. La tre giorni, promossa da Sant’Egidio in collaborazione con la Chiesa cattolica e quella evangelica di Berlino, prevede un’assemblea inaugurale e 20 forum su temi come la crisi ambientale, i migranti, il dialogo interreligioso, la democrazia nell’età contemporanea, la globalizzazione, il disarmo e l’intelligenza artificiale.
L’evento conoscerà un’importante partecipazione popolare, in particolare di migliaia di giovani da tutta Europa e dalle scuole berlinesi (e potrà anche essere seguito in streaming sul sito della comunità).

La scelta della capitale tedesca, oltre all’importanza che ricopre come snodo geopolitico, ha anche un alto valore storico e simbolico. «In una stagione che vede risorgere tanti muri e crescere polarizzazioni preoccupanti, l’esempio di una città, grande capitale europea, dove un muro è caduto per la forza delle democrazie, del dialogo e della pazienza di costruire canali di pace, è fondamentale e dà speranza per il futuro», spiega il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo.

«Toccheremo con mano a Berlino tutta questa storia, per capire come l’audacia di coloro che hanno permesso la caduta del muro oggi potrebbe essere la nostra audacia, l’audacia delle religioni per abbattere il grande muro che oggi divide il mondo, che è quello della guerra» aggiunge il presidente della Comunità di Sant’Egidio.

L’iniziativa “Uomini e religioni” ha già fatto tappa in Germania tre volte: ad Aquisgrana (2003), a Monaco di Baviera (2011) e a Münster-Osnabrück (2017).

Numerosi i leader religiosi e le personalità delle istituzioni e del mondo della cultura che interverranno, provenienti da 33 Paesi di tutti i continenti. Tra loro il presidente della Repubblica federale tedesca Frank-Walter Steinmeier (all’inaugurazione) e il cancelliere Olaf Scholz (che dialogherà martedì in un forum con Impagliazzo), il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il presidente della Guinea Bissau Umaro Sissoco Embalò, il grande imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyeb, il presidente della Conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e rappresentante del Pontefice nella missione di pace per il confilitto in Ucraina, l’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, il vescovo ucraino Vitaly Krivitskiy (Kiev-Zhytomyr) e il patriarca assiro d’Oriente Mar Awa III (al secolo Daniel Royel) dall’Iraq, insieme ad importanti delegazioni di diverse Chiese cristiane, dell’islam, dell’ebraismo e delle altre religioni mondiali, dal Giappone e dall’India per il buddismo e l’induismo.

Numerosi i rappresentati delle Chiese cattolica ed evangelica di Germania presenti, dal presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) Georg Bätzing, all’arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, a quello di Monaco, cardinale Reinhard Marx, alla presidente del Consiglio evangelico (Ekd) Annette Kurschus. La cerimonia finale si svolgerà davanti alla Porta di Brandeburgo il pomeriggio di martedì 12 settembre. È atteso un messaggio di papa Francesco e verrà letto l’appello di pace delle religioni mondiali. Sono previste anche testimonianze da paesi in guerra, come l’Ucraina e l’Afghanistan.

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