mercoledì 1 novembre 2017
Il 2 novembre Francesco pregherà per tutte le vittime della guerra. Monsignor Semeraro sarà a Nettuno: gesti simbolici, è un'invocazione di pace al tempo della «terza guerra mondiale a pezzi».
Una immagine del cimitero statunitense di Nettuno dove andrà domani papa Francesco

Una immagine del cimitero statunitense di Nettuno dove andrà domani papa Francesco

Un’invocazione di pace nel tempo della «terza guerra mondiale a pezzi». Ma anche un monito alla comunità internazionale a non ripetere gli errori del passato, in due luoghi che conservano le tracce concrete della immane tragedia del secondo Conflitto mondiale. Secondo Marcello Semeraro, vescovo di Albano, sono questi i sentimenti che hanno guidato papa Francesco a scegliere di recarsi in visita – domani 2 novembre, giorno della Commemorazione dei defunti – prima al Cimitero americano di Nettuno, che ricade proprio nella diocesi di Albano (dove, alle 15.15, il vescovo di Roma celebrerà la Messa per tutti i caduti delle guerre: diretta tv su Tv2000 e Centro televisivo vaticano), e successivamente, intorno alle 17, al sacrario delle Fosse Ardeatine (dove farà una breve sosta in preghiera per le vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944: diretta su Tv2000).

Oggi 1 novembre, inoltre, per la festa di Ognissanti il Papa recita l’Angelus, affacciandosi alla finestra del suo studio privato nel Palazzo Apostolico. Due gesti altamente simbolici, dunque, quelli di papa Bergoglio. Semeraro, che il 2 novembre in quanto vescovo del luogo in cui sorge il Cimitero americano di Nettuno, sarà al fianco del Pontefice, sottolinea: «Il Santo Padre è convinto che siamo in una situazione di guerra e che serva quanto mai dire una parola di pace». Del resto prosegue il presule, «da quando durante il viaggio di ritorno dalla Corea del Sud disse che il mondo oggi è in una fase che è possibile definire come una “terza guerra mondiale a pezzi”, non manca mai di mettere l’accento su questa dolorosa situazione e di invocare la pace, condannando il commercio delle armi e sottolineando tutte le possibili cause di conflitto».

Il vescovo Semeraro fa notare i diversi elementi simbolici che si possono cogliere nella duplice visita del Papa. «Innanzitutto – dice – egli vuole ricordare a tutti che la guerra produce sempre morte e distruzione. A Francesco stanno a cuore gli uomini che subiscono violenza, di qualsiasi nazionalità, credo o etnia essi siano. Per questo compirà, proprio all’arrivo nel Cimitero, un altro gesto emblematico, fermandosi in raccoglimento davanti ad alcune tombe di caduti di diverse fedi. A Nettuno infatti non sono sepolti solo cristiani, ma anche diversi soldati ebrei».

La seconda invocazione di pace il Papa la rivolgerà idealmente ai responsabili della comunità internazionale. «La guerra è una inutile strage – afferma Semeraro, citando volutamente la famosa frase di Benedetto XV con il quale (a suo avviso) Francesco ha parecchio in comune –. Il Santo Padre che ha già visitato un altro sacrario militare, quello di Redipuglia, si ricollega in tal modo alla grande tradizione del magistero dell’ultimo secolo che ha sempre visto nei conflitti “un’avventura senza ritorno”, come diceva san Giovanni Paolo II».

Anche per questo, sulla via del ritorno, Francesco si fermerà alle Fosse Ardeatine, quasi a mostrare concretamente fino a che punto conduce la feroce follia della guerra. «È infatti il contesto violento dei nostri giorni, questa guerra a macchia di leopardo, a preoccupare fortemente il Papa», sottolinea nuovamente il vescovo di Albano. Infine, a rendere ancora più attuale la decisione del Pontefice per il 2 novembre 2017, ci sono le inquietanti notizie che giungono dall’Estremo Oriente. Proprio lunedì, presentando un convegno che si terrà in Vaticano sul disarmo nucleare, il sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Flaminia Giovanelli, ha riferito che per il Papa la minaccia di queste terribili armi rappresenta «il rischio del suicidio dell’umanità».

A Nettuno intanto cresce l’attesa per l’arrivo del Pontefice. Le scuole rimarranno chiuse e il Comune e le forze dell’ordine hanno predisposto tutte le misure del caso per garantire la sicurezza, impiegando anche duemila transenne e organizzando un servizio navetta dai parcheggi auto più lontani. La celebrazione della Messa si svolgerà nel prato centrale del sacrario che può contenere fino a diverse migliaia di fedeli.

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