«Io, podcaster della santità e quelle storie straordinarie capaci di cambiare il cuore»
L'esperienza di Filippo Peschiera che dà voce alle vicende dei testimoni della fede. Persone capaci di lasciare, nell'ordinario della loro esistenza, un'impronta indelebile nelle vite degli altri

L’intento con cui Filippo Peschiera ha aperto il 12 ottobre 2020 il podcast «Sacre Questioni», poi rinominato «Storie Stra/ordinarie», è espresso nella descrizione dell’omonimo canale YouTube: «Raccontiamo storie di persone che, nell’ordinario della loro esistenza, hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita di coloro che hanno incontrato». Quarantunenne di Milano, che vive a Verona, con una laurea in Chimica e un lavoro nell’ambito della grande distribuzione, da poco diventato marito di Iris, ha iniziato durante il Covid con una rubrica audio intitolata «L’amico presente», in cui raccontava coppie di amici, in tutti gli ambiti della cultura e della letteratura, non necessariamente santi e beati.
Pur essendo presente sulle maggiori piattaforme di podcast con le sue 263 puntate, oltre che con le propaggini social su Facebook e WhatsApp, «Storie Stra/ordinarie» parte da YouTube, così da dare un volto, oltre che un nome, alle persone chiamate a collaborare al racconto. La maggior attenzione di Peschiera è alla storicità: dopo un’attenta e a volte accanita ricerca, chiama a intervenire i postulatori, o persone che hanno comunque studiato a fondo le storie in questione. «Preparo cinque o sei domande al massimo e faccio durare la conversazione più o meno venti minuti. Poi, in alcuni casi, soprattutto se i testimoni coinvolti sono più anziani, e quindi hanno tanto da raccontare, li lascio parlare più a lungo». Lui per primo si ritrova a stupirsi di fronte alla disponibilità delle persone che contatta, alla loro professionalità e alla voglia di raccontarsi che dimostrano. A differenza di altri canali o podcast, ha scelto di non privilegiare vicende costruite prevalentemente sulla commozione emotiva di chi ascolta, né di fare delle storie di conversione il fulcro del racconto. Tra i testimoni della fede, che comunque costituiscono il suo interesse principale, privilegia quelli meno noti o comunque quelli che gli permettono di creare agganci con temi o eventi di attualità, come i viaggi apostolici del Papa.
A volte i suoi contenuti hanno avuto una risonanza sorprendente, come la puntata pubblicata il 10 giugno 2021, dedicata a Józef e Wiktoria Ulma e ai loro sette figli, la cui vicenda di aiuto agli ebrei era molto nota in Polonia, ma poco qui in Italia: tempo dopo, è diventata d’attualità, tanto che Peschiera ha dedicato un altro appuntamento allo stesso tema, l’8 settembre 2023, due giorni prima della beatificazione di quell’intera famiglia di martiri. Un’altra storia che lo ha appassionato molto è quella di Carlo Blasi, architetto italiano che ha lavorato alla ricostruzione di Notre-Dame a Parigi, tra gli ultimi contenuti caricati. «Io sono molto allergico alle etichette – aggiunge Peschiera –, quindi, quando mi chiedono: “È un canale cattolico?”, rispondo: “È un canale di storie”, anche se è chiaro che ha un indirizzo preciso. M’interessa che chiunque possa capitarci anche per caso e in quella storia trovi per lui qualcosa di interessante».
Per via della sua formazione personale, inoltre, sente di dover dare il proprio contributo all’unità della Chiesa: «Mi addolora moltissimo quando le persone di famiglia, intendo in senso largo nella Chiesa cattolica, non riconoscono carismi che in realtà hanno molto da dare. Mi sento quasi un ponte che aiuta a superare tanti pregiudizi», ammette, raccontando di come sia stato invitato a visitare il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa dopo una puntata su Chiara Lubich. «Magari non è il mio stile, non è il carisma più che mi si confà, però riconosco che posso imparare qualcosa dagli altri».
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