In Spagna Stato e Chiesa hanno raggiunto un accordo per risarcire le vittime di abusi

Firmato dal ministro della Giustizia, dal presidente della Conferenza episcopale iberica e dal presidente della Conferenza dei Religiosi, stabilisce in particolare percorsi condivisi per i casi di prescrizione del reato o di morte dell'autore dell'abuso
January 8, 2026
In Spagna Stato e Chiesa hanno raggiunto un accordo per risarcire le vittime di abusi
I firmatari dell'accordo: da sinistra l'arcivescovo Luis Javier Argüello García, presidente della Conferenza episcopale spagnola; Felix Bolanos, ministro della Giustizia; fra Jesus Diaz Sariego, presidente della Confer, la Conferenza dei Religiosi
È stata firmata oggi un'intesa tra il governo spagnolo e la Chiesa cattolica per il risarcimento delle vittime di abusi sessuali da parte del clero. In pratica si è deciso di aprire, attraverso il Difensore civico, un canale per l'assistenza alle vittime che non desiderano rivolgersi direttamente alla Commissione Priva (Piano di Risarcimento per le vittime di abusi) istituita dalla Chiesa nel settembre 2024. L'accordo è stato firmato da Felix Bolanos, ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con le Cortes (il Parlamento), dall'arcivescovo di Valladolid, Luis Javier Argüello García, presidente della Conferenza episcopale spagnola, e dal domenicano Jesus Diaz Sariego, presidente della Confer, la Conferenza dei Religiosi, organizzazione formata dai superiori maggiori degli istituti religiosi e delle società di vita apostolica in Spagna. Con questa firma, il governo si è impegnato, come richiesto dalla Chiesa, ad affrontare la questione della riparazione integrale di tutti i minori vittime di abusi sessuali in qualsiasi ambito della vita pubblica. Inoltre le riparazioni finanziarie saranno esenti dall'imposta sul reddito. Questo sistema concordato di riconoscimento e riparazione seguirà i criteri tecnici dell'Ufficio del Difensore civico, la valutazione della Commissione Priva, il consenso della Chiesa cattolica e lo Stato e la partecipazione delle vittime.
Un iter per i casi di prescrizione del reato o di morte dell'autore. Il sistema istituito non si basa sull'imposizione di un obbligo giuridico, ma sull'impegno morale della Chiesa e sul reciproco accordo delle parti. Si tratta di un percorso temporaneo della durata di un anno (rinnovabile per altri dodici mesi), per quei casi che non hanno avuto e non possono avere un processo giudiziario, sia per prescrizione del reato, sia per morte dell'autore. L'Ufficio del Difensore Civico esaminerà i casi presentati e proporrà una soluzione, che sarà esaminata dalla Commissione Priva. In caso di disaccordo sulla valutazione, una commissione mista studierà il caso e la decisione finale spetterà al Difensore Civico, sentito il presidente della Conferenza episcopale spagnola o della Conferenza dei Religiosi, a seconda dei casi. L'intesa firmata stamani rappresenta un "passo importante" nel lungo cammino intrapreso dalla Chiesa in Spagna negli ultimi anni, ha affermato monsignor Argüello. In Spagna sono stati istituiti 70 uffici diocesani per il supporto alle vittime, oltre a quelli creati all'interno delle congregazioni religiose. La Chiesa finora ha risarcito quasi due milioni di euro alle vittime.
Il grazie del ministro alle associazioni delle vittime e ai mass media (ma anche alla Chiesa). "Oggi abbiamo compiuto uno dei buoni propositi che aveva il governo da anni: firmare l'accordo con la Chiesa per saldare un debito storico e morale con le vittime di abusi in ambito ecclesiastico". Lo ha detto il ministro spagnolo della Giustizia, Felix Bolanos, illustrando i termini dell'intesa firmata oggi con la Chiesa spagnola per "la riparazione" morale e il riconoscimento delle vittime di violenze sessuali. Bolanos ha precisato che tale risarcimento potrà essere "economico, morale, psicologico, restaurativo o nelle quattro modalità" assieme. Ha confermato che la proposta di compensazione sarà trasmessa alla vittima e alla commissione di valutazione della Chiesa cattolica. In caso di conformità, l'indennizzo sarà definitivo e pagato dalla Chiesa. In caso di difformità, anche espressa dalla vittima, si riunirà una commissione mista formata da rappresentanti dello Stato, della Chiesa e delle associazioni di vittime per un lavoro congiunto, fino a trovare un'intesa. Se questa non dovesse esserci, "prevarrà il criterio del Difensore del Popolo", come decisione in ultima istanza. "In molti casi, i reati erano prescritti e le vittime non avevano altro che la propria testimonianza per ottenere giustizia", ha ricordato Bolanos, nel rilevare "le caratteristiche particolarmente laceranti degli abusi per coloro che li hanno subiti lustri o decenni fa", e che non erano stati investigati ma coperti. "Sono persone che hanno avuto danni morali e psicologici che le hanno accompagnate durante l'intera vita". Il ministro di Giustizia ha ringraziato le "istituzioni civili e pubbliche", che hanno lavorato "perché le vittime potessero avere un riconoscimento e una compensazione": in particolare, le associazione di vittime e i mezzi di comunicazione, che hanno rilevato molti casi di abusi. Dal ministro un grazie anche alla Chiesa "per l'impegno degli ultimi anni della Santa sede", che "con papa Francesco ha creato una commissione pontificia, sostenuta dall' attuale pontefice Leone XIV per sensibilizzare" nella lotta agli abusi in ambito ecclesiastico. 
Il presidente dei vescovi: il nostro sì ad una nuova via giuridica per i casi prescritti. "La Chiesa in Spagna e il governo hanno accordato di aprire una nuova strada, attraverso il Difensore del Popolo, per quelle persone vittime di abusi sessuali che non desiderino rivolgersi direttamente alla Commissione Priva", istituita dalla Chiesa per indagare sulle violenze sessuali. È quanto ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), l'arcivescovo di Valladolid, Luis Javier Argüello García, nell'illustrare in conferenza stampa, assieme al presidente della Conferenza spagnola di religiosi (Confer) Jesus Diaz Sariego, l'accordo firmato oggi con il governo spagnolo per l'assistenza alle vittime di abusi attraverso il Difensore del Popolo. "Quando il ministero di Giustizia ha proposto la creazione di una commissione, tutelata dallo stesso ministero, di carattere amministrativo, che apriva una nuova via giuridica per i casi che erano prescritti, non abbiamo detto di no", ha affermato Argüello sottolineando che, quando è stata approvata la creazione della nuova commissione, "era già stata avviata e funzionante la nostra commissione di riparazione integrale delle vittime di abusi (Priva), che già offerto indennizzi di quasi due milioni di euro". Da parte sua, Jesus Diaz Sariego ha evidenziato "l'impegno morale della Chiesa" nel risarcimento delle vittime "per reati che sono già prescritti". "Siamo ora in condizioni di esigere alla società nel suo insieme una risposta alle vittime che non sono state abusate nell'ambito della Chiesa cattolica", ha sottolineato il presidente della Confer.
 

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