Il cardinale Schönborn: il catechismo rimane fondamentale per la trasmissione della fede

In un convegno a Vienna dedicato a Benedetto XVI ha ricordato l'importanza di questo testo del 1992, promulgato da Giovanni Paolo II, per il magistero della Chiesa
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October 27, 2026
Il cardinale Schönborn: il catechismo rimane fondamentale per la trasmissione della fede
L'incontro nell'appartamento privato in Vaticano tra Benedetto XVI e il cardinale Christoph Schönborn, avvenuto il 4 novembre 2005 /Osservatore Romano
Ha definito il ruolo di estensore principale del Catechismo della Chiesa Cattolica nel lontano 1992 come «il più entusiasmante della mia vita» e soprattutto si è detto convinto che quella profetica pubblicazione, promulgata da Giovanni Paolo II ha avuto il merito di «presentare la fede della Chiesa in modo conciso».  Sono i passaggi più salienti dell’intervento del cardinale arcivescovo emerito di Vienna Christoph Schönborn pronunciato nel corso del Simposio internazionale dedicato al pensiero di Joseph Ratzinger, che si è svolto nella capitale austriaca, dal 22 al 24 ottobre.
Nel suo articolato intervento il cardinale ha voluto sottolineare questa verità di fede alla base anche della recita del Credo durante la Messa: che i cristiani credono in un solo Dio, il Creatore, e in Gesù Cristo, venuto per tutta l'umanità. Da qui è sorta la domanda provocatoria di Schönborn rivolta ai presenti: «Come possiamo non credere che sia possibile esprimere la fede insieme, per tutti noi, nel nostro tempo?». La teologia studia e riflette – è stata l’argomentazione acuta del cardinale - sulle fonti della Rivelazione, ma il suo fondamento rimane la fede professata dalla Chiesa. Il convegno dal titolo suggestivo La teologia di Joseph Ratzinger nella controversia dei giorni scorsi rappresenta in un certo senso per l’Austria un “overture” delle celebrazioni pensate per il centenario della nascita di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, previste per il prossimo anno (1927-2027). A questo proposito il cardinale ha ricordato un dettaglio importante di quanto questa opera monumentale del magistero recente della Chiesa Cattolica abbia segnato anche la vita stessa di Ratzinger come professore: «Il Catechismo rimane una grande testimonianza della potenza formativa del teologo Joseph Ratzinger-Benedetto XVI».  
Schönborn (prima da semplice frate domenicano e poi da vescovo ausiliare di Vienna) ricoprì, infatti, in quegli anni un ruolo di primo piano nella stesura di questo testo cardine del magistero della Chiesa: fu il segretario della Commissione per la Redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (dal 1987 al 1992). Un impegno che visse da “vicino” accanto all’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio, il cardinale Joseph Ratzinger. E proprio Schönborn l’11 ottobre del 1992, esattamente a 30 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, sedette accanto al allora cardinale Ratzinger al momento della presentazione alla stampa in Vaticano di questo testo così significativo – una vera pietra miliare - per il magistero della Chiesa.

Perché il compendio del Catechismo del 1992 è ancora attuale

Nel suo ricordo – ripreso nei giorni scorsi dall’agenzia austriaca Kathpress - Schönborn si è detto persuaso dell’attualità di questa pubblicazione anche per i credenti di oggi. E soprattutto ha sottolineato un dato certo di questo testo magisteriale: l’importanza di trasmettere l’essenza vera delle verità di fede al popolo di Dio. «Se Lutero è riuscito a creare un catechismo che esprimesse la fede, se il Concilio di Trento – ha dichiarato quasi provocatoriamente - è riuscito a creare un catechismo, perché non dovrebbe essere possibile anche ai nostri giorni?». Il cardinale si è poi soffermato su un altro dettaglio: come il compendio del Catechismo possa ancora essere oggi, - a più di trent’anni dalla sua pubblicazione - uno strumento di aiuto e di sostegno per comprendere l’alfabeto essenziale del nostro credere «non per forza da imparare a memoria», ma adatto per «sapere qualcosa sulla nostra fede». E ha ricordato a tutti che «non è vietato usare il Catechismo, e non solo come un oggetto che accumula polvere». «Stranamente», ha affermato Schönborn, «ci sono state delle riserve riguardo allo sviluppo di un catechismo, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, in particolare negli ambienti accademici». Le parole di Schönborn pronunciate nei giorni scorsi a Vienna giungono dopo che lo stesso cardinale ha recentemente messo in guardia sui limiti delle riforme strutturali promosse dal Cammino sinodale tedesco, ricordando che il rinnovamento della Chiesa non può essere ridotto a semplici cambiamenti organizzativi.
Varie edizioni del Catechismo della Chiesa Cattolica/Siciliani, anno 2011
Varie edizioni del Catechismo della Chiesa Cattolica/Siciliani, anno 2011

Un' opera che rimane tra le grandi l'eredità lasciate da Benedetto XVI

La pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica è stata da sempre uno dei cardini portanti della ricerca del teologo e porporato domenicano, di origini boeme. Nel 2022 in occasione della morte di Benedetto XVI, avvenuta il 31 dicembre di quell’anno, spiegò perché quel testo rappresentò uno dei pilastri, un vero zenith, del magistero del papa-teologo: «Il Catechismo non avrebbe dovuto prendere posizione tra scuole teologiche, ma offrire tutto quanto precede ogni teologia e che è la base di ogni teologia: il depositum fidei. Era una preoccupazione particolare del cardinale Ratzinger vedere la dottrina della fede come un insieme organico, fare attenzione al nexus mysteriorum, il collegamento interiore di ogni dottrina della fede, la sua sinfonia. Il Catechismo non sarebbe diventato una struttura dottrinale asciutta, astratta, ma avrebbe dovuto far trapelare qualcosa della bellezza della fede. Sotto la sua guida, il suo costante incoraggiamento e la sua paternità spirituale l’opera crebbe fino a diventare quello che diventò poi con la promulgazione da parte di papa Giovanni Paolo II: un criterio e un punto di riferimento sicuro per la fede nel nostro tempo».
Il giorno della presentazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, l'11 ottobre 1992 ,in Vaticano con l'allora prefetto dell'Ex Sant'Uffizio il cardinale Joseph Ratzinger. Accanto a lui l'allora erano presenti il prefetto della Congregazione per il clero il cardinale filippino Jose Sanchez e l'allora arcivescovo di Dakar, il cardinale Hyacinthe Thiandoum. A quell'evento tra i relatori era presente anche Christoph Schönborn allora vescovo ausiliare di Vienna/ Gennari
Il giorno della presentazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, l'11 ottobre 1992 ,in Vaticano con l'allora prefetto dell'Ex Sant'Uffizio il cardinale Joseph Ratzinger. Accanto a lui l'allora erano presenti il prefetto della Congregazione per il clero il cardinale filippino Jose Sanchez e l'allora arcivescovo di Dakar, il cardinale Hyacinthe Thiandoum. A quell'evento tra i relatori era presente anche Christoph Schönborn allora vescovo ausiliare di Vienna/ Gennari

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