Lorenzo Cuneo, il capo scout morto sull’A1: al via la causa di beatificazione

Il 28enne morì nel 1998 travolto da un'auto mentre prestava soccorso a un automobilista. Dall’aiuto ai senza dimora della stazione Ostiense alla cura del parco della Caffarella, una vita spesa fino alla fine al servizio degli altri
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October 29, 2026
Lorenzo Cuneo, il capo scout morto sull’A1: al via la causa di beatificazione
Lorenzo Cuneo
Il ricordo di Lorenzo Cuneo, ventottenne capo scout del Gruppo Roma 112 dell’Agesci e consigliere municipale nell’allora IX Municipio di Roma, non si è fermato alla notte del 23 ottobre 1998, quando fu travolto da un Tir mentre, sulla corsia di emergenza dell’autostrada A1, soccorreva un automobilista in difficoltà. Col passare del tempo si è parlato di lui non solo e non tanto come di un bravo ragazzo impegnato in mille servizi: «Nei fumetti ci sta l’Uomo Ragno che è l’eroe di quartiere, noi avevamo Lorenzo che era il santo del quartiere», ha dichiarato un amico che porta il suo stesso nome. Quest’affermazione passerà comunque per il vaglio delle autorità ecclesiali: è prevista il prossimo 6 novembre, alle 12, nella Sala della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense di Roma, l’apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e i segni per la sua causa di beatificazione e canonizzazione, che segue il parere positivo della Conferenza episcopale laziale, espresso il 13 gennaio 2025, e la pubblicazione dell’Editto, datato 24 gennaio 2025.
A più riprese amici, parenti e conoscenti di Lorenzo hanno sottolineato la sua attenzione al prossimo, che lo ha condotto in varie missioni di carità anche all’estero. Nella sua testimonianza risalta anche la cura della casa comune, ad esempio con la bonifica del parco della Caffarella: in questo modo, lui è stato capace di coinvolgere i coetanei in un’opera che è stata raccolta, undici giorni dopo l’incidente, dall’associazione intitolata al suo nome. La notizia della causa è stata accolta con gioia dall’Agesci Lazio, ma anche dalle due comunità parrocchiali che hanno costituito i poli della sua vita di fede. Lorenzo, infatti, ha ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana nella parrocchia del Santissimo Nome di Maria, ma frequentava anche quella di San Giovanni Battista De Rossi, il cui parroco, don Mario Pecchielan, lo sorprendeva spesso in preghiera, soprattutto prima della Messa a cui il giovane partecipava quotidianamente. Il parroco attuale, don Emilio Cenani, commenta: «La domanda non è se Lorenzo è santo, ma se Dio è santo, cioè se crediamo veramente che Dio nella vita delle persone può renderle così vulcaniche e generose, fino a offrire la vita». A suo parere, l’inchiesta diocesana contribuirà ad approfondire la relazione che Lorenzo aveva con Gesù, a cui cercava di assomigliare facendosi accanto ai poveri della stazione Ostiense e ascoltandoli, prima ancora di risolvere i loro problemi.
Pensando poi al suo impegno per il quartiere, dichiara: «Non è stato un battitore libero, un lottatore solitario, ma ha provocato un movimento civile importante. È vero che Dio suscita i santi anche in terreni veramente incolti, però dove c’è un contesto favorevole in cui noi possiamo vedere l’opera di Dio a un livello ordinario nel suscitare la carità, può nascere anche qualcosa di straordinario». Seguendo le indicazioni del postulatore Paolo Vilotta, ogni primo lunedì del mese, a San Giovanni Battista De Rossi, viene recitato il Rosario per accompagnare le tappe della causa; il prossimo sarà lunedì 2 novembre, alle 17.30, e sarà dedicato anche a tutti i genitori che hanno perso un figlio. Il 9 marzo 2024, nel parco della Caffarella, è stata inaugurata una statua di marmo in cui lo scultore Andrea D’Aurizio ha raffigurato Lorenzo mentre indica l’orologio che ha al polso. È il segno, accompagnato dalle parole «S’è fatta ’na certa», con cui concludeva i discorsi dopo che ne aveva afferrato il succo, ma è anche un invito a non perdere tempo nella vita, proprio come ha fatto lui.

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