Chi sono i vincitori del premio missionario “Cuore Amico” 2026
Suor Beatrice Loda, una vita fra i malati delle Isole Vanuatu. Padre Diego Dalle Carbonare, sui passi di Comboni nel Sudan straziato dalla guerra civile. Stefania Cremaschini, infermiera in Perù al servizio dei più poveri. Ecco a chi viene assegnato il riconoscimento, giunto alla 36ª edizione

Padre Diego Dalle Carbonare, comboniano, da dieci anni vive e testimonia il Vangelo della carità e della pace nel Sudan straziato dalla guerra civile e da una crisi umanitaria senza pari al mondo. Al cuore della sua opera missionaria, le attività educative. Nella convinzione che la scuola è luogo decisivo di promozione della pace. Beatrice Loda, suora missionaria della Società di Maria, ha iniziato nel 1974 a dedicarsi ai malati delle Isole Vanuatu, arcipelago situato nell’Oceano Pacifico che – fra terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami – è considerato fra i territori al mondo più esposti a rischi naturali. Ero malato e mi hai visitato, si legge nel Vangelo di Matteo. Ero povero e sofferente: e ti sei preso cura di me. Parole che fanno da bussola alla vita di suor Beatrice. E a quella di Stefania Cremaschini, infermiera, dal 1993 in Perù, dove dal 1996 dirige l’ospedale Mama Ashu di Chacas.
Padre Diego Dalle Carbonare, suor Beatrice Loda e Stefania Cremaschini sono i vincitori del premio “Cuore Amico”, conferito ogni anno dall’associazione omonima, fondata nel 1980 dal sacerdote bresciano don Mario Pasini per sostenere l’attività dei missionari del mondo. Un’azione portata avanti grazie alle donazioni di 25mila persone che, solo negli ultimi 15 anni, ha visto Cuore Amico – oggi diretta da don Flavio Saleri – assegnare oltre 60 milioni di euro in tutto il mondo a progetti e iniziative di evangelizzazione e promozione umana. Il premio, giunto alla 36ª edizione, verrà assegnato sabato 17 ottobre – dunque alla vigilia della centesima Giornata missionaria mondiale – alle 9,30 nella Chiesa di San Cristo, a Brescia. Alla cerimonia, presentata dal giornalista Claudio Baroni, interverranno il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada e il presidente del Consiglio comunale Roberto Rossini.
Ciascun premiato riceverà una somma di 50mila euro da impiegare a sostegno della propria opera missionaria. Padre Dalle Carbonare – che è stato anche in Kenya ed Egitto – destinerà il premio alla ristrutturazione e riapertura del Comboni College di Khartum, storico edificio della capitale sudanese che comprende le scuole primaria e secondaria, una cappella e la comunità dei religiosi. Un’opera che rinnova la feconda eredità di san Daniele Comboni, nella stessa terra in cui il grande missionario dedicò tutto se stesso all’annuncio del Vangelo, fino alla morte avvenuta a Khartum il 10 ottobre 1881.
Suor Beatrice Loda oggi è in Nuova Caledonia, sempre nel Pacifico. E il suo impegno andrà alla ricostruzione del Foyer Nabanga, distrutto da un terremoto nel 2024, dove tante ragazze trovano accoglienza per proseguire gli studi. Nelle Vanuatu, oltre a prendersi cura dei malati fra dispensari e villaggi, con un’attenzione speciale a mamme e bambini, si è dedicata alla costruzione di chiese, cappelle e scuole, accompagnando il cammino di fede delle famiglie. Stefania Cremaschini destinerà il premio all’acquisto di farmaci e attrezzature, come l’ecografo per le visite ambulatoriali e alcune apparecchiature per il laboratorio di analisi. Un modo per rendere sempre più efficace il servizio svolto da Mama Ashu , nella fedeltà alla vocazione di questo ospedale voluto da don Ugo De Censi, il fondatore dell’Operazione Mato Grosso: quella di luogo aperto a tutti i sofferenti, senza distinzioni fra poveri e ricchi. Nel nome del Vangelo.
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