Un "ambulatorio popolare" nei locali del seminario: visite ed ecografie per i più fragili
di Antonio Pintauro, Acerra
Inaugurato dal vescovo di Acerra Di Donna. Nei locali, ristrutturati grazie alla Caritas, medici volontari effettueranno visite di medicina generale e pediatriche e screening

Un segno di vicinanza ai più fragili dopo il Giubileo della Speranza, una carezza a chi ha bisogno di cure. Ma anche una provocazione per tornare a scandalizzarci, un’indicazione di rotta alle istituzioni: investire nella sanità pubblica. È l’ambulatorio popolare “San Giuseppe Moscati” inaugurato ieri mattina ad Acerra con la benedizione del vescovo Antonio Di Donna. Un presidio sanitario della Chiesa locale, attraverso la Caritas diocesana, per le tante persone in difficoltà costrette a scegliere se curarsi, pagare le bollette o mangiare, e ad affrontare lunghe liste di attesa: peraltro in una terra con inquinamento e tumori, in particolare tra giovani e ragazzi. Un ecografo, dono della locale Clinica Villa dei Fiori, permetterà screening al seno, alla prostata e all’addome. Ma anche ecocardiogramma ed elettrocardiogramma, visite di medicina generale e pediatriche grazie a medici volontari. E uno sportello per i disturbi alimentari con l’associazione Emmep4ever.
Monsignor Di Donna ha messo a disposizione i locali del seminario, ristrutturati adeguatamente grazie al sostegno di Caritas italiana attraverso i fondi otto per mille e il progetto “Intesa Salute”. Per il presule «il Vangelo e la testimonianza di san Giuseppe Moscati» sono le «origini» e le fondamenta del nuovo ambulatorio che «si aggiunge al Centro diurno per minori a rischio, alle diverse iniziative di accoglienza degli immigrati, alla cura degli anziani nel Centro “San Cuono”, alla Mensa di fraternità, al dormitorio nella parrocchia Annunziata di Licignano, e ai tanti altri servizi che le comunità offrono quotidianamente a chi è nel bisogno». Il vescovo ha poi chiarito che «carità e giustizia» vanno sempre insieme per cui «l’ambulatorio non ferma il nostro impegno nel sollecitare le istituzioni sulle bonifiche e il disinquinamento del territorio».
Don Marco Pagniello, intervenuto all’inaugurazione, ha confessato un sentimento di «gratitudine a Dio» ma anche di «rabbia», perché «ogni servizio di prossimità agli ultimi è una sconfitta per un sistema pubblico incapace di dare risposte». Il direttore di Caritas italiana ha ricordato «sei milioni che rinunciano a prestazioni sanitarie» tra cui «molti anziani», e l’aumento delle «patologie neuropsichiatriche infantili». Oggi «inizio e fine vita» sono «in crisi» ha detto, ma si cura «solo chi può permetterselo». In più «povertà e salute mentale sono connesse», mentre spesso «i ragazzi ricorrono a psicofarmaci». Per il direttore della Caritas diocesana di Acerra Vincenzo Castaldo l’ambulatorio «completa la rete integrale di sostegno e vicinanza della Chiesa locale ai poveri», anche «in preparazione alla visita di papa Leone XIV in città» a maggio.
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