Tutto pronto per il Meeting di Rimini: il tema, i volontari, l'attesa per Leone (e una storia lunga 47 anni)

di Angelo Picariello, Rimini
Al via domani la 47esima edizione della kermesse. Attesi cinque cardinali e undici ministri. Più di tremila i giovani impegnati fra gli stand. La scelta dell'ultimo verso della Divina Commedia come filo conduttore
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August 20, 2026
Al via la 47esima edizione del Meeting di Rimini
Al via la 47esima edizione del Meeting di Rimini
Andrea è un giovane volontario del Meeting che si apre domani. Ha 25 anni ma in qualche modo è già un veterano, perché alla Fiera di Rimini ci è arrivato per la prima volta da visitatore 18enne, «così, per curiosità». Poi è giunta la pandemia, ma quell’esperienza gli era rimasta dentro ed allora ha deciso di farne parte, proponendosi come volontario, nel compito più ingrato: addetto ai parcheggi sotto il sole di agosto. «Non mi ero mai trovato davanti a un posto così ricco di proposte, di incontri e di realtà diverse. Ho capito che potevo contribuire a costruire qualcosa di grande». Non ha mancato un’edizione, l’anno scorso era nel servizio d’ordine in Auditorium. Quest’anno, addirittura, è tra i curatori della mostra dedicata ai gesuiti.
Dei 3mila volontari che anche quest’anno renderanno possibile il Meeting almeno i tre quarti, come Andrea, non erano nemmeno nati il 29 agosto 1982, quando Giovanni Paolo II, venendo a Rimini, spiegò il Meeting per l’amicizia fra i popoli – come ha detto Emilia Guarnieri, a lungo presidente della fondazione – «a noi che da tre anni eravamo dentro, con passione, in quell’avventura, ma non ne avevamo capito ancora la vera portata». I volontari che per tre generazioni hanno offerto una settimana del loro tempo – in 500, in realtà sono già al lavoro da una settimana, nel cosiddetto “pre-Meeting” – sono il segno evidente della vitalità di quest’esperienza, in grado di attraversare quattro pontificati e cambiamenti epocali, di natura politica e geo-politica (basti pensare alla caduta del muro di Berlino) senza che venisse meno quell’idea iniziale di mettere il cristianesimo in relazione con tutto e tutti e in contrapposizione con niente e con nessuno.
Anche Veronica Guidotti non era nata quando il Meeting muoveva i primi passi, ma questa storia le ha segnato la vita. Colpita dal titolo del Meeting di 10 anni fa, “Tu sei un bene per me”, che puntava sull’incontro fra esperienze diverse come arricchimento, l’anno dopo, da studentessa, si rese disponibile a collaborare alla mostra “I volti giovani dell’Italia multietnica”, e oggi – divenuta esperta di questi temi – è la delegata per Comunione e Liberazione nei gruppi di lavoro giovanili promossi dall’Ufficio nazionale Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Sabato a suggellare questa esperienza di “incontro” giunta all’edizione numero 47, (con il titolo “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia) arriva a Rimini Leone XIV. Per consentire a quante più persone possibile di assistere dal vivo (e poter dire “io c’ero”) sono stati allestiti quasi 20mila posti a sedere, ma l’attesa era tale per questa seconda visita di un Papa che le richieste hanno mandato il tilt il sistema ed esaurito le prenotazioni online nel giro di qualche ora.
La politica per una volta non ruberà la scena. Tante comunque le presenze istituzionali, ben 11 i ministri (fra cui i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani), e poi la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto e il vicepresidente della Corte costituzionale Luca Antonini. Sul versante ecclesiale ci sarà la partecipazione dei cardinali Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna (che presiederà la Messa di domenica); Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme; José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione; Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali; Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. Ci sarà inoltre il priore degli agostiniani Joseph Farrell. Attesa la testimonianza, lunedì, di padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, in un dialogo coordinato da Alessandra Buzzetti, corrispondente di Tv2000 dalla Terra Santa.

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