Quanto conta il centro in vista delle Politiche? Il "campo largo" ora si interroga

Venerdì alla festa della Fiom di Bologna nuovo incontro tra i leader di Pd, M5s e Avs. Sullo sfondo restano le grandi manovre per allargare l'offerta politica del centrosinistra, tra ambizioni e veti. Ecco chi c'è nell'area più affollata della politica in questo momento
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June 20, 2026
Quanto conta il centro in vista delle Politiche? Il "campo largo" ora si interroga
Giuseppe Conte, il segretario generale della Fiom Michele De Palma, Elly Schlein e Nicola Fratoianni venerdì a Bologna / Ansa
Le nozze di Bologna. Dopo il selfie insieme, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni si ritrovano assieme sul palco alla festa della Fiom. Rispetto alla foto è assente (giustificato) invece Angelo Bonelli. E alla domanda del moderatore Marco Damilano in qualità di officiante – «prendete l'impegno che nessuno di voi uscirà dalla foto o scenderà dal palco?» –, rispondono a turno il proprio “sì”.
La segretaria dem rilancia il salario minimo (affossato dalla maggioranza in Parlamento), attacca la legge elettorale («vogliono il premierato di fatto») e glissa sulla sindaca di Genova, Silvia Salis, come possibile federatrice del centro. Conte tira una stoccata a Giorgia Meloni dopo le indegne parole di Trump (il premier deve essere «fan degli italiani» e non di un capo di Stato estero) e fiuta un’aria strana attorno al Bignami-bis («ci stanno ripensando, con Vannacci che cresce rischiano di farsi male»). Poi ribadisce di non volere Renzi in coalizione: «Hanno risposto loro», dice indicando il pubblico che rumoreggia alla domanda in materia. «La somma algebrica non serve a niente», mette in chiaro Fratoianni. In chiusura, Schlein promette: «Non faremo mai più l’errore e il regalo alle destre di andare divisi alle prossime elezioni».
Partiamo da un dato: nella rilevazione di Youtrend per Sky Tg24 del 18 giugno a prendersi la scena è stato il sorpasso di Futuro nazionale sulla Lega. Ma la stessa rilevazione diceva che, con Fn o no in maggioranza, il centrosinistra è in leggero vantaggio, in entrambi i casi grossomodo di un punto percentuale. Se però il centrodestra riproporrà lo schema vincente del 2022 – con le eventuali aggiunte di Vannacci o, chissà, Carlo Calenda che però ribadisce sempre la necessità di creare un terzo polo – nella “coalizione progressista” le cose sono più confuse. Dopo il selfie a quattro di martedì sono partite le speculazioni sul centro, assente nella foto. Eppure è un’area parecchio affollata: oltre a Italia viva di Matteo Renzi e a +Europa di Riccardo Magi (già in Parlamento) sono nate di recente Progetto civico Italia dell’assessore di Roma, Alessandro Onorato, Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, poi ci sono il Psi di Enzo Maraio e Primavera dell’ex ministro 5s Vincenzo Spadafora. Senza considerare Spazio pubblico di Pina Picierno che guarda però più ad Azione di Carlo Calenda. In questo scenario la federatrice ideale sarebbe Silvia Salis: la sindaca di Genova è considerata un nome in grado di attrarre consenso ma ha fatto capire ad avere ambizioni ben più grandi, ossia guidare la coalizione. Ipotesi irrealistica, hanno fatto notare in molti. E la stessa Salis, dopo una grande esposizione mediatica ad aprile, ha scelto di tenere un profilo più basso negli ultimi mesi.
Poi c’è Matteo Renzi che non punta a guidare una “Margherita 2.0” conscio che Italia viva oggi viaggia attorno al 2%, quindi sotto la soglia di sbarramento. Non servivano le parole di Conte per capire come in molti, soprattutto nel M5s, non si fidino di lui, timorosi che una volta eletto possa andare per la sua strada con una pattuglia (più o meno nutrita) di parlamentari a lui vicini. Lo dimostrano ad esempio i vari retroscena sul neonato partito di Onorato, movimento considerato da molti un’operazione del dem Goffredo Bettini e di Conte in chiave anti-Renzi. In questo scenario, le primarie potrebbero spaccare il centrosinistra, mentre la discussione sul programma partirà a settembre. L’ultimo sondaggio, dicevamo, dà il centrosinistra avanti: ma i lavori sono ancora in corso.

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