martedì 19 ottobre 2021
L’uomo era rimasto ferito durante lo sbarco, a Favignana. L’intervento del soccorso alpino e il trasferimento all’ospedale di Trapani. Allarme per una barca in difficoltà con 75 a bordo
400 soccorsi in mare. Anche un disabile in carrozzina lasciato sugli scogli
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Soccorsi, allarmi e un paraplegico abbandonato sugli scogli. Le notizie che arrivano dal Mediterraneo sono ancora una volta drammatiche e raccontano sempre la stessa corsa contro il tempo per salvare uomini, donne e bambini. Oltre ai 400 migranti soccorsi in 5 operazioni diverse nelle ultime 24 ore e ora a bordo della nave Sea Watch, c’è anche un racconto drammatico che arriva da Favignana. Un racconto però a lieto fine: perché l’uomo, paraplegico, un cittadino nordafricano di 30 anni, intercettato da solo su uno scoglio è stato salvato e ora si trova all’ospedale di Trapani per le cure. «Siamo stati attivati dal 118, la zona su cui si trovava l’uomo era irraggiungibile da terra e da mare – racconta Serafina del soccorso alpino che, insieme all’aeronautica, ha effettuato il soccorso del migrante – non sappiamo molto di lui, solo che è stato abbandonato lì. È stato stabilizzato e montato su una barella e col verricello è stato tirato su». Il disabile è stato abbandonato dagli scafisti con la sua carrozzina sugli scogli durante uno sbarco avvenuto sull’isola da parte di 23 nordafricani. Rimasto ferito sugli scogli. è stato abbandonato nella zona di Cala Rotonda. I soccorritori, che avevano tratto in salvo i suoi compagni, non sono riusciti a raggiungerlo via mare e vista anche la difficoltà di intervenire da terra trattandosi di una zona particolarmente impervia, la centrale del 118 ha chiesto l’intervento dell’elicottero.

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Ci sono anche gli oltre 400 naufraghi a bordo della Sea Watch. «Dopo aver effettuato altri due soccorsi, SeaWatch3 ha ora a bordo oltre 400 naufraghi. Il nostro aereo Seabird ci ha segnalato la presenza di un gommone sovraccarico in difficoltà. Alcune persone erano già in acqua ma il nostro equipaggio è riuscito a trarre tutti in salvo» spiega la Ong. Seabird, l’aereo della stessa organizzazione umanitaria, ha anche documentato quelli che definisce «respingimenti illegali operati dalla cosiddetta guardia costiera libica». Anche la nave umanitaria Nadir della Ong tedesca Resqship nella giornata di ieri ha soccorso 34 migranti che si trovavano su due imbarcazioni sovraffollate ed alla deriva nel Mediterraneo centrale, vicino a Malta. Tra di loro 16 bambini ed una donna all’ottavo mese di gravidanza. I Centri di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, La Valletta e Brema, accusano la Ong, «non hanno risposto alle richieste di supporto e stanno mettendo vite umane a rischio».

p>Anche a Lampedusa non si fermano gli arrivi. Fra la scorsa notte e ieri mattina, sono approdati in 222 a bordo di sette imbarcazioni. Un’altra piccola imbarcazione, con 13 cittadini tunisini a bordo, è riuscita ad arrivare direttamente sulla terraferma. Tre sbarchi con 52 tunisini si sono, invece, registrati ieri mattina. All’hotspot di contrada Imbriacola, al momento, sono presenti 329 ospiti, a fronte di una capienza massima di 250. Nelle prossime ore è previsto il trasferimento di un gruppo di migranti sulla nave quarantena Gnv Atlas.

Intanto è allarme per un gommone con 75 persone a bordo e in pericolo al largo di Garabuli, città del distretto di Tripoli. A lanciare la richiesta di aiuto, Alarm Phone, il centralino istituito nel 2014 da reti di attivisti e attori della società civile in Europa e Nord Africa. Si tratta di un numero di emergenza auto-organizzato per migranti in difficoltà nel Mar Mediterraneo. di supporto Alarm Phone che è in contatto con i migranti: «Abbiamo informato le autorità perché si proceda a un salvataggio immediato» scrive in un tweet Alarm Phine inizialmente in contatto con i migranti. Successivamente la ong ha affermato di aver perso i contatti con le persone. «La cosiddetta guardia costiera libica – spiega un tweet – non le ha soccorse. Non chiediamo sia meglio equipaggiata o finanziata, ma abolita. Non vogliamo milizie al servizio dell’UE per respingere le persone. Chiediamo libertà di movimento per tutti!».

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