martedì 7 novembre 2017
Sermig, il presidente Mattarella inaugura la struttura d’ospitalità per piccoli malati
Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Il quarto Arsenale nasce oggi ufficialmente a Pecetto (Torino)

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Il quarto Arsenale nasce oggi ufficialmente a Pecetto (Torino)

Sarà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a inaugurare oggi pomeriggio alle 15.30, all’Eremo del Pecetto ( Torino), il quarto Arsenale del Sermig. Dopo l’Arsenale della Pace a Torino, l’Arsenale della Speranza a San Paolo in Brasile e l’Arsenale dell’Incontro a Badaba in Giordania, l’Arsenale dell’Armonia accoglierà bambini con gravi malattie e ragazzi disabili. Il nuovo Arsenale fondato da Ernesto Olivero è dedicato a Madre Teresa di Calcutta. L’Arsenale nasce dalla ristrutturazione del vecchio Eremo dei Camaldolesi, regalato da una contessa ai padri Somaschi i quali a loro volta, tredici anni fa, lo donarono al Sermig. In tutto, una struttura di tremila metri quadrati con 35 mila di terreni. Il restauro comincia nel 2011 e vede la collaborazione di migliaia di giovani volontari di ogni regione italiana. A lavori ultimati, ospita anche una piccola fraternità del Sermig che, insieme a molti volontari, la fa vivere. Gli ospiti saranno per la gran parte minori stranieri provenienti da aree (Europa dell’Est, Asia centrale e Sud America) dove non esistono strutture ospedaliere in grado di curare la loro malattia. I bambini sono seguiti da associazioni internazionali operanti nell’ambito della tutela dei diritti dei bambini malati. Il Sermig offre ospitalità al bambino e alla sua famiglia per tutto il tempo necessario alle cure.

Tutto comincia tanto tempo fa, con una lettera. Madre Teresa di Calcutta scrive a Olivero: «Caro Ernesto...».

Ernesto Olivero, sappiamo che eravate amici. Ma che cosa le scrisse di tanto importante?
Ricordo a memoria: Ernesto, dobbiamo prendere la Madonna con noi e insieme a lei andare alla ricerca di bambini e ragazzi per condurli a casa.

Una casa, ossia un luogo sicuro?
Sicuro e accogliente, dove potessero vivere in armonia. È così che nasce il quarto Arsenale, 'dell’Armonia'. Un dono a madre Teresa.

Siete specialisti in doni. I vostri volontari donano tempo, energie e competenze. E ogni vo- stra struttura è un dono. Anche questa?
Un dono frutto di un dono a sua volta frutto di un altro dono... una catena. Una contessa lasciò in eredità edifici e terreni ai padri Somaschi perché realizzassero qualcosa di bello e utile per i ragazzi. A loro volta i Somaschi ci chiesero se potevamo pensarci noi.

Un’opera importante. Quanto vi è costata?
Circa sei milioni di euro. Andava tutto rimesso a posto e adesso è un’autentica meraviglia. Il denaro, come sempre, è arrivato dalla gente comune, da tante persone che si fidano di noi, proprio come abbiamo sempre fatto fin dai tempi dell’Arsenale numero uno. Ci ha pensato la Provvidenza.

Oggi farete vedere la vostra meraviglia a Mattarella. Che cosa pensa che vi dirà?
Non lo so. Siamo felici che lui sia qui a inaugurarla, e basta. Ignoro che cosa ci dirà, però so che cosa gli toccherà fare: gli faremo fare il giardiniere e piantare un cedro del Libano.

Perché proprio un cedro del Libano?
Ci è stato regalato da frère Nour di Télé Lumière. Per tanti versi, il Libano è un modello di convivenza tra fedi diverse e frère Nour è un grande uomo di pace, che conduce un’esistenza poverissima. Un vero testimone. Così gli chiesi se poteva regalarci un cedro, simbolo del suo paese e di quel modello di convivenza pacifica. In questo modo, gli dissi, sarà più facile continuare a ricordarci del Libano e di lui. E il cedro sarà un auspicio di pace anche per noi italiani, uno sprone a fare altrettanto qui in patria. Ma non è l’unico regalo importante che abbiamo ricevuto.

Un altro dono?
Una statua di madre Teresa, ma non una statua qualsiasi. Ho incontrato 77 volte Giovanni Paolo II. A lui il presidente della Macedonia aveva regalato una statua di madre Teresa e il Papa, a sua volta, sapendo del mio affetto per lei, la regalò a me. «Per questa statua inventeremo qualcosa di speciale», gli dissi. Oggi è quel giorno speciale.

Mattarella incontrerà i piccoli ospiti?
Una cosa è sicura. I bambini e i ragazzi ci saranno, l’Arsenale è loro, ma non li vedrete in prima fila. Da sempre abbiamo compiuto la scelta di non strumentalizzare il dolore delle persone e di rispettare la loro sofferenza. Insomma, tanto più perché minori, non li esponiamo. Il bene va fatto bene, e con delicatezza.

L’Arsenale ha laboratori attrezzati (panetteria, pasticceria, gelateria, miele, conserve...), un bosco e un frutteto. Per i giovani ospiti un’occasione non solo per curarsi...
Costituiremo una cooperativa e avranno l’occasione di apprendere un mestiere, oltre a mantenersi. Vogliamo che l’Arsenale dell’Armonia sia un luogo accogliente e socializzante, dove sia possibile realizzare una vera integrazione e ognuno contribuisca con il proprio lavoro e la propria responsabilità a un progetto.

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